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Scritto Mercoledì 10 aprile 2019 alle 13:30

Merate: ultimo consiglio comunale della legislatura, passato il progetto di Viale Verdi. Lega astenuta, Sei Merate contro

Con l'approvazione del progetto di fattibilità tecnico ed economica per la riqualificazione di Viale Verdi cala il sipario sulla legislatura ''massironiana''. Un finale tuttavia poco scoppiettante, quello andato in scena in sala consigliare nella serata di martedì 9 aprile a Merate, privo di particolari sorprese.

Progetto approvato e difeso dai proponenti contro le critiche di chi aveva già avuto modo di esprimere le sue perplessità durante le tre commissioni e un altro consiglio comunale convocati nel giro di poche settimane, in cui erano già peraltro state approfondite le modifiche apportare in seguito alle osservazioni pervenute alla maggioranza lo scorso febbraio, con l'unica nota di colore ascrivibile al ''siparietto'' messo in scena dal consigliere Massimo Panzeri che prima era sembrato propendere per un'approvazione totale dell'opera (posto che il ''progetto - come ha detto - non mi ha mai convinto appieno'') ma ha poi dovuto ricredersi sentite probabilmente le dichiarazioni del compagno di gruppo Andrea Robbiani, secondo il quale lo studio, oltre che ad essere pensato sulla base di ben altre necessità, andava commissionato ad altri e non alla Provincia, astenendosi quindi un po' a malincuore.

Al termine di un dibattito reso quindi più sterile dagli incontri pregressi, l'intervento da 3 milioni di euro che riqualificherà il Viale aggiungendo circa 4 mila m2 di marciapiedi e sostituirà i semafori agli incroci con via Turati e via Fratelli Cernuschi con due rotonde (una delle quali a ''biscotto'') è stato approvato da tutti i consiglieri di maggioranza meno Ernesto Sellitto, il quale si è astenuto dopo aver ribadito i suoi dubbi e scusandosi col sindaco se nella precedente assise era uscito dall'aula evitando di votare la variazione al bilancio con cui sono stati resi disponibili, tra gli altri, i soldi necessari per l'opera (''dopotutto - ha commentato - ho pensato che un'assenza sarebbe stata meglio di una presenza passiva''), aggiungendosi a Robbiani e Panzeri. Gli unici due voti contrari sono arrivati dal gruppo ''Sei Merate'' dopo che Alessandro Pozzi aveva ribadito in aula il perché di tanta avversione.

Il consigliere Alessandro Pozzi

''Siamo convinti che il progetto avrebbe necessitato di una gestazione più lunga per superare alcuni limiti oggettivi che presenta - ha spiegato - Da un lato quello delle rotonde che sole costano 800mila euro e rischiano di portare più traffico, drenandolo dall'asse Via Como-Via Bergamo. Rotonde che, oltretutto, non sono nemmeno previste dal Piano Urbano del Traffico. La seconda criticità è l'assenza di ciclabili, un'opportunità mancata per creare percorsi scuola-stazione-ospedale. In un momento storico in cui tutti i Comuni investono in mobilità dolce, noi approviamo un intervento da 3 milioni di euro per riqualificare una tra le principali arterie senza prevedere alcun supporto agli spostamenti più ecologici''.
Pozzi ha proseguito il suo intervento facendo notare che l'Amministrazione, in più passaggi del progetto, ha sostanzialmente mancato di rispettare le linee guida su cui erano basati sia l'accordo di programma firmato nel maggio del 2018 con la Provincia per l'elaborazione dello studio di fattibilità tecnico ed economica e in buona parte anche il concorso di idee ''ViviAmoilViale'' conclusosi nel febbraio del 2017 praticamente con un nulla di fatto.

''Al di là della spesa prevista allora, 980 mila euro da sostenere con l'alienazione di Cascina Galli, di quelle linee guida è rimasto poco o nulla'' ha spiegato il consigliere Pozzi. ''Si parlava di favorire la fluida circolazione del traffico senza tralasciare implicazioni da e per le strade secondarie nonché gli innesti con il Viale. Di favorire la connessione del quartiere con il centro storico, e mi pare che oltre all'ingresso del Parco di Villa Confalonieri non siano previste ulteriori connessioni. Di riqualificare l'area di sosta degli autobus, cosa che non risulta possibile fare. Di dotare il viale di percorsi ciclabili per favorire l'accesso in sicurezza. Ciò che andiamo ad approvare questa stasera è quindi in contrasto con le stesse linee guida che l'Amministrazione si era data all'epoca''. Diversa l'analisi del consigliere Massimo Panzeri il quale ha voluto distinguere la ''progettualità'' dal ''progetto''.

Il consigliere Massimo Panzeri

''Sulla prima, lo ribadisco, credo che dovremmo essere tutti d'accordo e, di fatto, sono almeno tre legislature che se ne dibatte'' ha spiegato il leghista. ''Diverso è il progetto che fin da quando ci è stato presentato nella prima delle tre commissioni aveva destato alcune perplessità. Inizialmente non ci aveva entusiasmato, tant'è che proponemmo di poter avanzare delle osservazioni per poterlo migliorare. Nell'ultima commissione abbiamo avuto modo di constatare che alcune di queste non sono passate. Proponevamo, ad esempio, di modificare l'ingresso al Viale sulla rotatoria del Ceppo per favorire il traffico che va a nord. Oppure che fosse previsto l'utilizzo di materiali più moderni e tecnologici. Ora, non per vantarmi, ma dal 1971 ad oggi gli unici interventi fatti sono stati sull'illuminazione pubblica e sulla svolta di via Cazzaniga. E già quell'acquisizione era propedeutica all'ipotesi della desemaforizzazione. Una cosa che spesso dimentichiamo, infatti, è che dobbiamo anche contrastare l'inquinamento''. E' servito però l'intervento dell'ex capogruppo di maggioranza Ernesto Sellitto a ricordare a Panzeri, il quale ancora non si era sbilanciato nel dire se avrebbe votato a favore o meno, che una delle proposte più interessanti da lui avanzate in queste settimane di dibattito è che il progetto venga sottoposto ad una valutazione urbanistica che dica, in buona sostanza, cosa accadrà quando al posto dei semafori ci saranno le rotonde.

Il consigliere Ernesto Sellitto

''Mi sembra di capire, se posso permettermi di parafrasare il più grande scrittore italiano, che quest'opera 's'ha da fare''' ha commentato. ''Non mi sento, oltretutto, di seguire chi gli scorsi giorni ha definito 'un'ingiustizia' quella di operare su un'area del territorio piuttosto che su un'altra. Mi spiace poi che il collega Panzeri non abbia ripreso quanto da lui affermato rispetto alla necessità di una valutazione urbanistica dell'opera, perché un approfondimento andava fatto''. Prima che l'assessore Giuseppe Procopio riprendesse la parola, dopo aver anche martedì sera illustrato, a grandi linee e per l'ennesima volta, le tavole del progetto, ad intervenire è stato l'assessore Massimiliano Vivenzio, il quale ha semplicemente chiarito di come l'opera fosse già inserita nel piano triennale delle opere pubbliche del 2012 ''proprio - ha spiegato - affinché fosse valutato il suo miglioramento viabilistico, insieme a quello di via XXV Aprile di Brugarolo''.
Come si diceva, però, a spiazzare più di tutte le altre sono state le parole dell'ex sindaco Andrea Robbiani, il cui parere era mancato nell'ultima seduta della commissione urbanistica, ambiente e territorio e nell'ultimo consiglio comunale.

Il consigliere Andrea Robbiani

''Spiace di aver sentito in queste settimane che il dibattito si sia incentrato soprattutto sulle rotonde'' ha esordito. ''In realtà questa è una riqualificazione urbana importante non solo dal punto di vista viario ma anche per quanto riguarda la vivibilità di quella zona. Credo che abbiamo deragliato rispetto a questo aspetto di capire quali esigenze avesse il comparto. Il progetto a mio avviso è stato affidato all'ente sbagliato. Se si fosse dato ad esempio a chi aveva vinto il concorso di idee sarebbe stato meglio. Io non ce l'ho con l'assessore Procopio. Ma dal momento in cui si affida alla Provincia questo intervento, bisogna considerare che non è altro che una macchina da guerra su rotonde e strade, ma non ha la visione urbanistica. Il progetto in questione, infatti, si poteva presentarlo in tre mesi. Se l'ing. Valsecchi dice che le piste ciclopedonali non si possono fare in corrispondenza dei passi carrai che insistono sul viale, allora lo invito a spostarsi in Europa dove vengono predilette su tutto. Se era una questione di spazi, allora la scelta coraggiosa era quella di far diventare il Viale a senso unico per sfavorire la mobilità veloce. Non sto dicendo nulla di nuovo. Per molti sarà anche un'eresia, ma ormai stiamo parlando di una viabilità che non esisterà più tra qualche decennio. Tra una ventina di anni non si farà nemmeno più la patente perché saliremo su dei veicoli che ci porteranno in autonomia dove vogliamo andare''.

L'assessore Giuseppe Procopio

La votazione finale su progetto del Viale

In buona parte, gli interventi che si sono sentiti in difesa del progetto sono andati a puntualizzare anche un passaggio dove il consigliere Alessandro Pozzi aveva asserito di capire che ''il sindaco Massironi voglia lasciare la firma sulla città come Robbiani la lasciò con la piscina e con la scuola di Montello'' (ma nonostante ciò il Viale avrebbe bisogno di un progetto più accurato ha sostanzialmente aggiunto). ''La firma che lascia Massironi - ha risposto l'assessore Vivenzio - è semmai quella della sua presenza costante in Municipio, e del suo ufficio sempre aperto a tutti''. Ad unirsi a questa replica sono stati anche Sellitto e il capogruppo Alfredo Casaletto, il quale al termine del consiglio comunale ha voluto aggiungere il suoi sentiti ringraziamenti, e quelli di tutto il gruppo, al primo cittadino che a maggio appenderà la fascia al chiodo.
A.S.
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