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Scritto Mercoledì 10 aprile 2019 alle 13:00

Sesana: stare in Giunta è stata un’esperienza importante ma ora ho bisogno di fermarmi per capire quale strada percorrere

Una professione che non concede molto tempo ad altre attività che non siano la cura della famiglia: Gestione di progetti di ricerca nell'area della biochimica e della nanomedicina, studi di nanoparticelle a base lipidica funzionalizzate per diagnosi e terapia di malattie del sistema nervoso centrale, gestione di progetti di ricerca dal punto di vista economico-finanziario: stesura budget e rendicontazione. Gestione organizzativa di laboratorio di ricerca presso il dipartimento di Medicina e Chirurgia dell'università degli studi di Milano Bicocca. Nonostante ciò nel 2014 Maria Silvia Sesana, classe 1967, nel 2014 accettò la proposta di Andrea Massironi di entrare nella lista "Più Merate" balzando d'un colpo solo alla carica di assessore con deleghe all'Istruzione, Mensa e trasporto scolastico, politiche giovanili, Sport e tempo libero, Commercio e Attività produttive. Incarichi pesanti che prima della Calderoli sarebbero stati ripartiti su almeno due assessorati. C'è da auspicare che la prossima amministrazione, pur nel rispetto formale della norma, suddivida meglio le deleghe allargando l'area di Giunta, al di là del voto ovviamente.
Un'esperienza che la Sesana ha affrontato con grande impegno riscuotendo consensi unanimi soprattutto nell'ambito dell'istruzione. Ma questa volta ha deciso di restare fuori. Come per Federica Gargantini ci limitiamo a registrare le spiegazioni fornite dall'interessata. Se ce ne siano altre temiamo che resteranno ignote.

 

Dottoressa Sesana quale è stato il suo atteggiamento verso la pubblica amministrazione prima del 2014?
"Credo molto nella cittadinanza attiva, termine che esprime un forte senso di appartenenza. Se vogliamo qualcosa di valido per la nostra città e per il futuro dei nostri figli dobbiamo essere noi parte attiva di questo processo E per questo mi sono sempre attivata prendendo parte concretamente all'azione civica nelle sue molteplice forme, sia nell'ambito scolastico (come rappresentante di classe che come rappresentante di istituto) sia ad esempio nell'ambito del volontariato.  Prima del 2014 ma anche dopo l'atteggiamento è sempre stato quindi di attenzione verso la pubblica amministrazione di Merate in qualità innanzi tutto di cittadino come fruitore dei servizi della nostra città ma con precisi diritti e doveri".  


Si era formata un'opinione sui sindaci che si erano succeduti, diciamo dal 1990, era Mario Gallina fino alla proposta di Andrea Massironi di entrare nella lista "Più Merate"?
"Sinceramente non conosco in maniera così approfondita l'azione amministrativa dei Sindaci che hanno preceduto Andrea Massironi per poter esprimere un parere sul loro operato. Naturalmente come cittadina mi sono sempre tenuta informata sui programmi delle liste che via via si sono presentate e sulle proposte politiche che coinvolgevano il territorio, come ad esempio ricordo di aver partecipato al dibattito e al referendum sull'Area Cazzaniga".    


Perché la decisione di impegnarsi in prima persona?
"Sono stata coinvolta in questa avventura amministrativa dall'allora Assessore Emilio Zanmarchi che ora ringrazio per averlo fatto. Accettai la proposta di partecipare ad alcune riunioni preliminari alla formazione della lista, una sorta di: "vieni e vedi se ti interessa il progetto che stiamo costruendo". Ho preso parte alle riunioni all'inizio con molta curiosità, perché comunque si trattava di un ambiente a me poco conosciuto, accettando poi di impegnarmi con lo slancio di poter mettermi in gioco, sicuramente per imparare cose nuove e perché comunque il progetto presentato, che metteva al Centro Persona, Servizi e Territorio,  mi era parso molto valido. Il tutto senza minimamente prevedere ciò che ne è derivato e cioè l'impegno concreto nella gestione di un assessorato".  


E perché in una lista apparentemente civica ma sicuramente di orientamento di centrodestra con personaggi dichiaratamente schierati?  
"Questa affermazione non è affatto vera. Al di là delle differenti esperienze politiche pregresse la costituzione della lista ha avuto come fondamento quello dell'impegno di ciascuno secondo le proprie inclinazioni per il bene comune della nostra città, andando a costruire così una lista civica, all'interno della quale le valutazione delle scelte politiche sono state frutto sempre di confronti interni e sono state sganciate dai condizionamenti più apertamente partitici".  


Quale bilancio trae oggi di questa esperienza quinquennale?  
"Non ho mai nascosto la fatica soprattutto di capire logiche e modalità di lavoro molto differenti da quelle a cui ero abituata. E' comunque stata sicuramente una esperienza arricchente sia sul piano personale, perché lavorando a stretto contatto con le persone, stringi relazioni, nuovi rapporti umani; ho imparato molte cose nuove approfondendo argomenti a volte anche molto distanti dalla mia preparazione di base molto più scientifica. E poi è stato anche molto valorizzante poiché ho avuto modo di collaborare attivamente al governo delle risorse per la realizzazione di interventi più equi ed efficaci per la cittadinanza".  


A quali colleghi di gruppo si è sentita più vicina come visione politica e sociale?  
"La squadra è composta da 12 persone, diverse sicuramente, ma che si sono unite intorno ad un progetto condiviso. In questi cinque anni abbiamo lavorato con spirito di gruppo per realizzare insieme gli obbiettivi che ci eravamo prefissati e ognuno ha saputo portare nella discussione le proprie idee, che sono sempre una ricchezza per una dialettica costruttiva".  


Le è stato chiesto di restare nel gruppo?  
"Si certo".





Perché la scelta di non partecipare a queste elezioni nonostante l'indubbia stima manifestata sia da parte dei colleghi di maggioranza sia da parte di quelli di opposizione, soprattutto di Sei Merate?  
"Sicuramente sono stata contagiata dalla passione, nata  dalle relazioni tra i compagni di viaggio di questa avventura e dall'esempio in primis di Andrea Massironi che è stato molto importante. Però in questi cinque anni ho dovuto fare delle rinunce per poter conciliare gli impegni lavorativi e familiari con la responsabilità amministrativa, e non è stato facile. Diciamo che sono stata un po' travolta dagli eventi e sento quindi il bisogno di fermarmi per capire meglio quale strada percorrere. La strada si incontra, ci sorprende e ci educa, ma presume anche una preparazione del singolo e/o del gruppo per percorrerla al meglio".  


Seguirà ancora la vita amministrativa della città o come la gran parte degli ex consiglieri sparirà definitivamente dai radar? 
"Sicuramente dopo questa esperienza vi è più consapevolezza del funzionamento della macchina pubblica e dei suoi meccanismi: qualcuno mi ha detto che una volta che si viene contagiati dal virus della politica non si guarisce più! E' un po' come il virus della varicella che resta latente per tutta la vita nei gangli nervosi e poi torna a manifestarsi in alcuni periodi della vita...stiamo a vedere quindi se mi riammalerò".  


Cosa ne pensa delle pagelle che il consigliere Panzeri ha voluto dare agli assessori?  
"Ormai viviamo in un mondo fatto di pagelle.. troviamo una classifica per ogni cosa! Poteva mancare la pagella sugli assessori? Io di solito leggo le pagelle dei miei figli e discuto con loro per capire come mai prendono certi voti! Se la pagella poi porta a riflessioni serie, ben venga, altrimenti "lascia solo il tempo che trova".
C.B.
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