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Scritto Giovedì 14 marzo 2019 alle 19:54

Merate: 6 saracinesche abbassate in poche settimane in centro. Centro commerciali, caro affitti, vendite online le ''piaghe''

I primi mesi del 2019 hanno già decretato un segno negativo per il commercio meratese.
6 esercizi, infatti, hanno abbassato la saracinesca o per cessata attività o invece per un trasferimento dal centro storico. Tre di questi sono proprio nel cuore di Merate. Si tratta del negozio di calzature di Via Carlo Baslini che sta svendendo la merce a prezzi ribassati e poi chiuderà definitivamente per via del raggiungimento dell'età pensionabile della titolare.


Ha abbassato le saracinesche anche il negozio di vestiti che si trovava accanto a Spini. Un taglio giovane e accattivante che piaceva ma che, per ragioni imputabili a una scelta aziendale, ha comunque abbandonato la piazza. Ha chiuso definitivamente anche il ristorante-pizzeria La torre che per tanti anni aveva riportato un po' quello spirito della vecchia Merate, nei locali dell'ex circolo dove il profumo di cibi nostrani regalava già di per sì tanta suggestione.

In Via Manzoni, sempre per il raggiungimento dell'età pensionabile, cessarà l'attività il negozio di biancheria intima, calze e accessori che si trova proprio davanti al collegio Manzoni, vicino alla profumeria. Due invece sono i locali rimasti vuoti in Via Roma. Il laboratorio di torte americane, infatti, non c'è più poiché la titolare ha deciso di continuare con il suo lavoro con altre modalità e non più con un negozio. Poco distante l'ufficio specializzato in finanziamenti e mutui si è trasferito a Robbiate.

Una situazione per nulla confortante, dato che si vociferà anche di altre imminenti chiusure. Di contro qualche apertura c'è stata o ci sarà (in Via Padre Arlati un negozio di vestiti e presto un bar) ma le difficoltà sono evidenti sotto gli occhi di tutti.
"Merate ha una serie di problemi come il resto del circondario" ha commentato Mario Mandelli storico negoziante di Viale Verdi "I centri commerciali hanno snaturato il cuore dei paesi e hanno azzerato i locali di vicinato che svolgevano una importantissima funzione sociale. Negli ultimi anni si è aggiunta la vendita online che ha dato la mazzata finale. Certo non si è sviluppato nulla che potesse aiutare i commercianti. In centro c'è il problema dei parcheggi che disincentivano la classica passeggiata per un caffè unita a un giro per le vetrine. E poi gli affitti: oggi ci sono prezzi fuori controllo e insostenibili. Infine c'è un problema di ricambio generazionale: chi chiude per la pensione non riesce a tramandare l'attività ai figli, il più delle volte spaventati dal riuscire a portare avanti con profitto il medesimo lavoro. Sulla burocrazia poi...stendiamo un velo pietoso".
S.V.
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