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Scritto Giovedì 14 marzo 2019 alle 18:06

Calco: i carabinieri incontrano gli anziani e li mettono in guardia dai malintenzionati

Guai a pensare di non poterci finire, nella trappola dei truffatori, perché ''tanto a me non capita''; tenere gli occhi bene aperti, dunque, e diffidare quando al campanello di casa si presenta qualcuno che non conosciamo; avere sempre un cellulare a portata di mano aiuta, ma soprattutto usarlo per chiamare un proprio conoscente oppure - meglio ancora - le forze dell'ordine quando non si è convinti di ciò che ci viene offerto o chiesto dagli sconosciuti. Regole che stanno alla base della prevenzione di truffe e raggiri di cui alle volte, anche nelle nostre zone, sono vittime i più anziani (ma non solo l'oro).

Il comandante della stazione dei carabinieri di Brivio, il maresciallo Vincenzo Valenza

L'ABC dello stare all'erta è stato presentato nel primo pomeriggio di giovedì 14 febbraio dal comandante della stazione dei carabinieri di Brivio, il maresciallo Vincenzo Valenza, ai frequentatori del Centro Anziani ''Ernesto Riva'' di via Europa, a Calco. L'intenzione è quella di ''creare una fitta rete di persone che si conoscono e che possono mettersi in guardia a vicenda su quanto hanno saputo o sentito''. Una rete che l'arma dei carabinieri sta cercando di intrecciare con una serie di incontri, come quello di giovedì a Calco, che negli ultimi mesi hanno avuto luogo in tanti altri paesi della zona e che puntano a coinvolgere il maggior numero possibile di figure, dal sindaco al parroco, che possono mettersi in ascolto delle persone e magari aiutarle.
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Il maresciallo Valenza, come ad esempio aveva già fatto qualche settimana prima a Brivio, ha da subito spiegato agli anziani che nessuno si deve sentire escluso dalla minaccia dei truffatori. ''Purtroppo qualche episodio continua a succedere anche dalle nostre parti'' ha proseguito. ''Solo qualche giorno fa, in un paesino qua accanto, due persone volevano entrare in una casa ma la signora con cui hanno parlato, che si è dimostrata molto sveglia, si è ricordata di quanto gli era stato detto e ha semplicemente detto ai due malviventi di attendere un attimo, che prima si informava con i carabinieri. Questi, poco dopo, sono scappati''.

Quello delle truffe in casa, specie ai danni degli anziani, è stato sì il tema principale trattato ma non l'unico. ''Fate molto attenzione, lo dico specialmente alle signore, alle vostre borsette. Succede anche nei nostri centri commerciali. Ora si vede spesso la truffa con la monetina. In pratica, il malintenzionato vi lancia delle monete per terra, voi pensate di averle perse e nella frazione di secondo in cui vi chinate per raccoglierle, questi vi rubano la borsa. Attenzione, poi, a non lasciarla incustodita in auto nemmeno per un attimo. Magari siete al cimitero e pensate che non può succedere nulla perché tanto vi assentate solo per portare un mazzo di fiori. Quello potrebbe essere il momento buono in cui il ladro agisce''.

I raggiri più frequenti, tuttavia, avvengono appunto nelle abitazioni. Ce ne sono di diversi tipi ma su tutti è molto comune quello dei falsi tecnici del gas, che allarmano le persone dicendo di aver rivelato delle perdite, adoperandosi invece a recuperare oro e contanti. ''In questo caso è molto semplice - ha spiegato il comandante - E' vero che ci sono delle aziende esterne che mandano i loro tecnici per le società energetiche che tutti conosciamo, ma questi sono tenuti a comunicare la loro presenza sul territorio alla stazione dei carabinieri. Perciò, se avete dubbi, basta chiamarci''.

I raggiri più ''infelici'', posto che non ve ne sono di ''felici'', sono però quelli che chiamano in causa i sentimenti delle persone. ''Può capitare che dei malintenzionati si presentino spacciandosi per amici dei vostri figli'' ha proseguito Valenza, facendo l'esempio di un ragazzo che si è presentato a casa di un signore dicendo di essere un caro amico della figlia e di avere iniziato a vendere dei giubbotti prodotti da lui.  Dopo una lunga chiacchierata, il falso venditore riesce a propinare per una cifra ragguardevole l'abito al papà dell'amica, malgrado il capo gli sia costato molto, ma molto meno. Appena il truffato si mette in contatto con la figlia, però, si rende conto che quello con cui aveva avuto a che fare non era altro che un ladro.

Più a sinistra il parroco di Calco, don Carlo Motta

Ma può succedere, ad esempio, che degli sconosciuti dicano che il proprio figlio è momentaneamente in caserma finché qualcuno non gli darà dei soldi per pagare l'assicurazione dell'auto, cosa che non aveva fatto, venendo ''beccato'' dalle forze dell'ordine. Gli ospiti del centro anziani si sono dimostrati molti interessati al'argomento. Uno di loro ha riportato la sua personale esperienza con dei truffatori che è riuscito a mettere in fuga semplicemente chiedendo loro di mostrargli un tesserino di riconoscimento e chiamando le forze dell'ordine.

A.S.
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