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Scritto Giovedì 14 marzo 2019 alle 11:27

Sanità: attività in decrescita negli ospedali pubblici lecchesi. Ha una strategia la Direzione? I lavori al PS? La solita storia

La Regione ha pubblicato il rapporto ricoveri 2017. Ho cercato di capire cosa è accaduto per i nostri ospedali per acuti (Lecco - Merate, ad esempio) e cosa è accaduto in quelli "vicini" a noi. Per vicini non intendo dal punto di vista chilometrico, ma dove, di solito, ci si reca per compensare disfunzioni delle nostre strutture.
La tabella sotto riportata indica le strutture provinciali:


Gli ospedali per acuti sono: Merate, Lecco, Mangioni. Casa di Cura Lecco e INRCA hanno reparti per acuti ed altri di riabilitazione.
Come si constata gli ospedali pubblici sono in decrescita (INRCA -4,88, Mandic -3,83, Manzoni -3,33). Anche il numero di casi a livello regionale sono in leggera decrescita (-0,96). E' in crescita la Mangioni (3,71).
Vediamo gli ospedali "vicini":


I primi due (Carate e Vimercate) interessano soprattutto il Mandic, Gravedona il Manzoni e Ponte San Pietro ambedue le strutture.
La prima impressione è che sono tutti in crescita soprattutto Carate e Gravedona. Siccome non ci sono state catastrofi o epidemie da quelle parti possiamo tranquillamente affermare che una parte della nostra utenza si è diretta fuori provincia.
E' evidente da questi dati che i nostri ospedali pubblici per acuti hanno delle difficoltà e sono in decrescita.

La Direzione strategica di allora, di fronte a questi dati, che provvedimenti ha preso? I numeri dei due anni successivi che gli "strategici" avevano in corso d'opera cosa dicono? Quale è stata l'azione del Direttore Generale? Se le difficoltà permangono quale è la strategia della nuova Dirigenza?
Le risposte le attendiamo non dagli araldi del regime (i leghisti di Merate che, ancora una volta, hanno dimostrato di non essere informati), ma dagli organismi istituzionali.
Sulla vicenda Pronto soccorso del Mandic ho letto la solita storia spesso usata quando si è in difficoltà. Si promettono ristrutturazioni edilizie e non personale come si avrebbe bisogno. La prima volta l'abbiamo sentita con Direttore Generale Rotasperti, ma poi si è ripetuta. Mi aspetto che si dica ai cittadini quanti appalti di edilizia sanitaria siano ancora aperti al Mandic e quali sono stati i tempi di attuazioni delle ristrutturazioni. I fondi sono pagati con le nostre tasse e abbiamo diritto di sapere.
Altrimenti viene il dubbio che si danno queste risposte per non assumere personale. A volte si rimprovera a chi protesta di danneggiare l'ospedale, ma chi è il medico di pronto soccorso che viene a lavorare a Merate quando sente che verrà chiuso il servizio di notte? In tutta Italia si fa fatica a trovare chi lavora in P.S., figuriamoci se la Dirigenza fa, sia pure confusamente, trapelare dei ridimensionamenti.

Ambrogio Sala
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