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Scritto Martedì 12 marzo 2019 alle 10:04

Lomagna: l'ingresso del nuovo consigliere Giuseppe Valentino gela il clima in aula

Non è passato inosservato e inascoltato l'ingresso in Consiglio comunale - tra le fila della maggioranza - di Giuseppe Valentino, l'outsider di "Impegno Civico". È lui ad aver raccolto il testimone del consigliere Lorenzo Adorni per l'ultimo sprint verso il traguardo di fine mandato, il prossimo maggio. Non un commento in aula, lunedì 11 marzo sera, sulle dimissioni di Adorni, il quale - nonostante le parole al vetriolo rivolte alla sua ex squadra - non ha rinunciato a ritrovarseli di fronte dal lato del pubblico per il messaggio di insediamento del nuovo arrivato, fresco di nomina.

Tra il pubblico l'ex consigliere Lorenzo Adorni

Il passaggio di consegne stava per essere declassato a semplice pratica burocratica, se non fosse stato per l'intervento successivo di Valentino, richiesto dallo stesso. Con le prime frasi, contenute e formali, il neo consigliere ha confermato la sua scelta e ha rivolto dei fugaci plausi all'amministrazione comunale. «Ho partecipato da spettatore a diversi Consigli tenuti in altri Comuni e mi sono reso conto di quanto nel nostro Comune siamo ordinati e disciplinati nelle scelte amministrative. Questo è, a mio avviso, un aspetto molto positivo che ha generato valore aggiunto e ha fatto funzionare la macchina amministrativa in modo corretto e abbastanza efficiente». Fin qui, nulla o quasi da eccepire dal suo punto di vista. E due potevano essere i pensieri dei suoi colleghi: che per quieto vivere si stesse rimangiando le recenti affermazioni - non proprio tenere - in merito alla creazione di uno spazio virtuale dove scambiare idee e proposte su Lomagna [clicca QUI]. Oppure che stesse indorando la pillola prima di rifilarla a chi stava seduto attorno al ferro di cavallo. Tra le due, la seconda. Giuseppe Valentino ha sùbito chiarito che, dal suo punto di vista, il prezzo da pagare è stato piuttosto elevato.

Il consigliere Giuseppe Valentino durante il suo intervento

Le critiche le ha rivolte all'intero Consiglio comunale, sia alla maggioranza che all'opposizione. «Purtroppo in quasi tutte le sedute consigliari che si sono tenute in questa sala non si sono sentite le voci dei consiglieri, sia da una parte che dall'altra. A parlare sono sempre stati il sindaco e qualche assessore. Ritengo che questa sia una vera e propria anomalia». Ha quindi richiamato la funzione e i principî che stanno alla base del ruolo del Consiglio comunale, come luogo di dibattito e di decisioni. «Deliberare significa decidere dopo opportuna discussione - ha continuato Valentino - ma io qui di confronti ne ho visti ben pochi». Ha rincarato la dose, parlando di scelte non corrette assunte in questo mandato: «Spesso queste scelte non sono state il frutto di un confronto interno al gruppo di maggioranza, ma una linea troppo spesso imposta, che con il confronto e la condivisione ha ben poco a che vedere». Ha poi sostenuto che il patto con i cittadini, il programma di Impegno Civico, sia stato disatteso per molti aspetti centrali. Ha quindi chiarito il suo ruolo di battitore libero in questi ultimi mesi di mandato, con domande che generino confronto. Ha anticipato che le sue scelte di voto non saranno condizionate dalla linea del gruppo «per dare un segnale e dimostrare che la pluralità di idee si esprime anche in un luogo come questo e per fare in modo che questo Consiglio comunale ritrovi finalmente il giusto ruolo istituzionale che merita».

Il sindaco Stefano Fumagalli

Stoico, imperturbabile il sindaco Stefano Fumagalli, che ha replicato dopo le sollecitazioni del capogruppo di minoranza Mauro Sala. «Ne prendo atto» ha ripetuto per tre volte il primo cittadino riferendosi alle posizioni di Valentino. Manifestando calma, ha respinto le accuse ricevute. «Penso ci sia stato il giusto confronto tra maggioranza e minoranza. Non confronti forti e spinti come succedeva qualche anno fa, ma un confronto corretto che secondo me ci deve e ci può essere anche all'interno del Consiglio comunale» questa la risposta di Fumagalli, che ha replicato anche alle considerazioni sul metodo con cui il gruppo giunge ad assumere poi una posizione compatta in aula.

Il libero scambio di idee non manca, ha assicurato il sindaco parlando di «confronto trasparente, diretto, senza imposizioni». Ha quindi concluso: «Non mi sento di condividere queste dichiarazioni che legano le scelte a imposizioni mie o di altri assessori. Non mi sembra che sia stato così». Le parole di Valentino hanno innescato la replica della consigliera con delega allo sport Stefania Casturà che, sentendosi chiamata in causa, ha spiegato che preferisce esprimersi sulla sua materia favorendo il dialogo con la Consulta Sport e con le associazioni lomagnesi del settore. Ma nemmeno una parola è stata proferita da Cristina Citterio, che di fatto ambisce a diventare il primo cittadino per i prossimi cinque anni. Da capogruppo di Impegno Civico, forse avrebbe dovuto sentirsi per prima coinvolta. Una non-mossa dettata dall'esigenza di appianare le acque con il silenzio pubblico, facendo scivolare probabilmente il confronto con Valentino - formalmente membro del suo gruppo - in un colloquio privato nella convinzione che i panni sporchi si debbano lavare in casa? L'intervento del neo consigliere non era rivolto unicamente alla maggioranza.

I consiglieri di minoranza Alberto Bonanomi, Andrea Magella, Maria Chiara Marino, Mauro Sala

Una critica evidente anche all'opposizione per aver latitato nei dibattiti in assise. «Non mi sento chiamato in causa - ha risposto Alberto Bonanomi rivendicando di essere stato il più animato nell'esprimere la propria - L'ho ritenuto più un riferimento alla maggioranza. Noi abbiamo sempre detto la nostra». Ha tagliato corto anche il capogruppo di Insieme per Lomagna Mauro Sala: «Penso che in questi cinque anni il confronto in Consiglio comunale ci sia stato. È vero, risse non ce ne sono state, ma non mi sembra il caso di procedere». Un invito finale Sala l'ha recapitato al neo consigliere: «Vediamo se si muove qualcosa in questi ultimi Consigli. Valentino, sono tutt'orecchio». Un auspicio che si è visto concretizzare già dai punti all'ordine del giorno successivi, di cui vi renderemo conto a breve in un prossimo articolo.
M.P.
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