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Scritto Lunedì 11 marzo 2019 alle 18:29

Meglio chiarire, meglio

Gentile Direttore

Ho provato un moto di sconforto nel vedere le fotografie che su mol ritraevano due senatrici salviniane gaudenti, con in mano due mazzi di mimosa (omissis). Loro sono le esponenti di uno dei maggiori partiti sessisti al mondo, vedi il decreto Pillon, le sparate omofobo-medioevali di Fontana, la trasformazione in bambola gonfiabile della Terza carica dello Stato ad opera del Ministro barbablù.

Trovo disgustoso strumentalizzare il simbolo floreale del "lottomarzo", voluto perché semplice e a basso costo (a quei tempi) da due Madri Costituenti fondatrici dell'UDI (unione donne italiane) Teresa Noce e Rita Montagnana. Ricordo che nei primi anni ottanta, quale esponente del Direttivo del PCI a Merate, acquistavo enormi mazzi di mimosa che poi distribuivamo alla festa che le donne organizzavano al cinema Odeon: allora non era usuale regalare la mimosa alle donne.

Col passare del tempo il significato della giornata si è svuotato lasciando spazio solo alla legittima festa, ma... il troppo stroppia. Fortunatamente negli ultimi tre anni le femministe di "Non Una di Meno" si sono riaproppriate del significato dell'evento; ma le femministe meratesi non hanno nulla da eccepire in merito a quanto sopra descritto? Che si esprimano, grazie.

Devo spezzare una lancia a favore del mio Sindaco Efrem Brambilla, unico primo cittadino del meratese (che a me risulti) che, seppur in ritardo, si è materializzato al presidio del Mandic. Io, sconfortato dalla scarsa partecipazione all'evento, me ne andai senza incontrarlo.

Gli ho proposto, in una lunga telefonata, di prendere in Giunta e in Consiglio Comunale una ferma posizione nei modi che riterrà opportuno sui problemi del Nosocomio meratese e sulle pessime scelte prese dal Direttore Generale. Speriamo!

Concludo, Gentile direttore, chiedendole se e quando intende promuovere una raccolta di firme in solidarietà col nostro Ospedale.

In attesa di risposta

Ringrazio per l'attenzione
Fulvio Magni
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