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Scritto Lunedì 11 marzo 2019 alle 14:15

Sul programma elettorale della lista che non c'è

Buongiorno,

invio file .doc con alcune mie considerazioni in merito a quanto in oggetto.
Autorizzo al trattamento dei miei dati personali per le finalità consentite secondo i termini di legge, senza la divulgazione a terzi degli stessi e del mio indirizzo di posta elettronica.
Se il testo risultasse troppo lungo per la pubblicazione o i contenuti non fossero adeguati, vi chiedo di farlo pervenire a "Montalbano": vorrei poter leggere le sue risposte sul Vostro portale.

 

Se davvero ne vogliamo parlare

 

Leggo con piacere la Sua lista e col sorriso riscontro nella sintesi la reale provocazione: se c'è il tempo di soffermarsi a parlarne per lo spazio che supera una riga e va oltre l'elenco puntato, vorrei approfondire, spero senza tediare, per valutare insieme il reale contesto in cui si inseriscono le Sue proposte.
Perché nel mondo di internet vale l'immediatezza, ma la vita quotidiana ci insegna che per realizzare progetti servono pazienza, costanza, curiosità e voglia di confrontarsi.
Le mie domande non sono poste per dire no, anzi: credo fermamente che ogni idea vada sempre ascoltata e, al fine di portarla a compimento se meritevole, analizzata e calata nella realtà. Soprattutto quando coinvolge l'interesse di tutti, soprattutto se si tratta di scelte che vincolano per anni, talvolta per un futuro indeterminato, la comunità e la collettività.
Per questo spero comprenda che le mie sono quasi esclusivamente domande poste per poter capire meglio. Sono molto interessato al futuro di Merate; abbiamo tante risorse e tante possibilità: dobbiamo saperle usare bene.

Per praticità si potrebbero trattare unitamente la Riserva di Sartirana e il laghetto di San Rocco, ma è sufficiente leggerne il nome per capire che si tratta di cose ben diverse.
La Riserva va tutelata in quanto tale: interventi di antropizzazione farebbero cadere le caratteristiche insite dell'area. Quindi: cosa intende con "sistemare"?
Il laghetto di San Rocco è circondato da aree di proprietà privata e, a parte fare una convenzione (che mi pare sia già stata fatta), come intendiamo "imporre la sistemazione" ai privati?
In entrambi i casi: con quali soldi? Per raggiungere quale scopo?

Riguardo al circuito amatoriale e ludico (dal punto di vista amministrativo-politico, che sia tra frazioni, scuole, circoli o altro non fa molta differenza) come e con quale autorità si può proporre all'utenza un'iniziativa che parta dall'amministrazione e non da chi ne fa parte? Se c'è una domanda, chi amministra può dare sostegno offrendo spazi, patrocinando eventi. Certo non organizzando le attività, compito che spetta di diritto a chi gestisce e aderisce alle iniziative. C'è domanda sul territorio? In quali forme oggi la domanda trova risposta?

Sul creare un parcheggio "difeso" (avrei preferito leggere "custodito") presso l'Ospedale, mi sembra di capire che la questione riguardi più che altro i parcheggiatori abusivi: se invece il riferimento è alla scarsità dei posti auto, va fatta un'analisi delle aree disponibili, uno studio sulla fattibilità tecnica ed economica dell'intervento, una valutazione dei costi (perché se è custodito, va pagato).

Su Villa Confalonieri, segnalo che qualunque proposta non può essere avanzata senza aver bene in mente lo stato dell'immobile, i costi di ristrutturazione e conversione ad altra funzione, esigenze strutturali legate alla nuova funzione, necessità di trovare fondi ed eventualmente sponsor.
Se si intende spostare la biblioteca ad ogni costo (perché in tanti anni, solo della biblioteca mi è capitato di sentir parlare seriamente), ed intendo ad ogni costo economico, allora perché non pensare al recupero da zero della ex Chiesa della S.S. Immacolata, vicina al parco che già viene utilizzato con il bel tempo dagli studenti, con un ampio spazio verde da poter ripensare e utilizzare proprio per la nuova funzione, coinvolgendo magari soggetti pubblici nel campo dell'istruzione, della scienza e della cultura che già lavorano sul nostro territorio, potendo progettare gli spazi interni ed esterni nell'ottica di eventi senza doversi preoccupare ogni volta del parcheggio o della viabilità con i suoi sensi unici?
Costerebbe tantissimo? Sì! Però potremmo pensare ai pilastri interni e ai solai da zero, senza la preoccupazione di conservare le decorazioni di muri e soffitti, pensando agli ascensori e alle vie di fuga senza fare slalom tra scale e porte esistenti. E se si intende farne il centro delle biblioteche meratesi, bisogna pensare al bacino d'utenza. Potrebbe diventare un gioiello? Certamente!
Un'altra domanda, ma articolata e lunghissima, praticamente una proposta: esistono modi diversi di pensare a Villa Confalonieri, magari come spazio museale, magari spostando il Museo Civico di Storia Naturale (oggi sacrificato e praticamente nascosto), magari integrandolo, magari affiancandolo ad un museo degli strumenti musicali, magari coinvolgendo anche in questo caso soggetti diversi, magari utilizzando il parco della Villa come un piccolo giardino botanico, appoggiandosi al fatto che, essendo area comunale, già esiste la possibilità di affidare la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde, e per la progettazione ed il mantenimento si può coinvolgere qualche soggetto dell'area brianzola che si occupa di parchi e di verde? Credo proprio di sì. Sarebbe un intervento meno invasivo per una struttura che vede molta della sua ricchezza nelle finiture e nei dettagli che ancora oggi esistono e che con la destinazione museale resterebbero fruibili alla vista (gli scaffali di libri hanno l'inconveniente di dover essere accostati ai muri; chini sui libri, difficilmente si guardano i soffitti, ai quali andrebbero appesi i lampadari; le teche luminose di vetro hanno qualche inconveniente in meno).
È possibile che qualcuno abbia già in mente di muoversi in questa direzione? Forse.

Spostare la sede del Municipio può essere considerato un obiettivo prioritario nell'ottica del contenimento dei costi energetici di mantenimento della struttura: la proposta di trasloco presso la sede della banca è il risultato di analisi già compiute? Dove è possibile leggere qualcosa in merito?
Il rilancio del progetto originale (e penso si faccia riferimento al museo) tiene conto dei costi immediati di ridefinizione degli spazi e sul lungo periodo di mantenimento degli stessi, il tutto ragionato tenendo conto del contesto dell'offerta culturale locale?

Riguardo alla convenzione per Palazzo Prinetti ci si potrebbe scrivere una tesi (e forse è già stato fatto, si potrebbe chiedere in giro): vorrei capire meglio a quale domanda della cittadinanza meratese si intende dare risposta con gli spazi dell'immobile, che oggi non è certo in buone condizioni e non per ragioni d'uso. Cosa prevede la convenzione di cui parla, ad esempio solo riguardo alla sistemazione? Non so se Le è capitato di dare un'occhiata ai serramenti dell'immobile: è stata fatta una stima dei costi che i meratesi dovrebbero sostenere per "sistemare" l'intera struttura? Se invece ci si intende rivolgere a sponsor, perché l'amministrazione deve farso carico come proponente? Ben venga un sostegno alla proprietà nella promozione di interventi di recupero, ma se si vuole essere promotori la via della convenzione è realmente quella consigliabile?

L'area Cazzaniga, da anni l'Area del Contendere: non si investe niente, e il problema è non investire niente. Ci si mettono i soldi, e il problema è quanto si investe. Non mi è chiaro il collegamento con lo spostamento del mercato, sia per la questione dei carichi, sia per la questione delle superfici, ma non escludo che l'accostamento di idee sia stato fatto per avere un "programma in otto punti", che suona meglio di nove.
Mi piacerebbe che qualunque "nuova" proposta tenesse conto della struttura esistente e dei progetti già avviati sull'area, ad esempio quella che sarà la nuova palestra, ad esempio l'arrivo del nuovo operatore economico negli spazi dedicati ai servizi.
Con il termine "rivedere" si possono intendere tante cose: dopo anni passati a litigare, sarebbe bene si avanzasse un'idea ben definita. Quindi: cosa si intende con "rivedere"?

C'è sempre bisogno di persone con idee nuove e disposte a sostenerle: aspetto di poter leggere le Sue risposte e così meglio capire le Sue proposte.


Cordialmente

Un Lettore Curioso
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