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Scritto Giovedì 28 febbraio 2019 alle 18:47

Merate: sì alla mozione a sostegno dell’autonomia lombarda. Robbiani, 54 miliardi di residuo fiscale restino sul territorio

"Trovo strano che una mozione venga presentata in un periodo storico a due mesi dalle elezioni del voto locale. Una mozione politica che ha un nome e un cognome politici al di sopra del Consiglio comunale".

A parlare non è un esponente di "Sei Merate" l'opposizione di centrosinistra, ma Ernesto Sellitto, membro illustre di quella maggioranza che ha presentato la mozione sul sostegno al percorso dell'autonomia lombarda ai sensi dell'art.116 terzo comma della Costituzione.


Nulla di sorprendente, intendiamoci: Sellitto aveva già espresso forti perplessità in occasione del referendum regionale, ma le parole scelte per motivare l'astensione hanno tracciato un solco. Meno scontata, ma anche qui non del tutto a sorpresa, anche l'astensione di Maria Silvia Sesana che aveva già bollato il referendum del 22 ottobre 2017 come inutile e costoso.

Silvia Maria Sesana


A difendere la mozione della maggioranza è sceso in campo con tutto il suo peso politico del passato di indipendentista - un bossiano doc - Andrea Robbiani che ha scandito: il residuo fiscale lombardo, cioè la differenza tra quanto la Lombardia cede allo stato centrale e quanto riceve di ritorno è di 54 miliardi l'anno. Non è questione di egoismo ma di equità; una parte può essere lasciata a titolo di solidarietà fra regioni ma un'altra parte deve tornare sul territorio lombardo. Perché se moltissime iniziative di pubblica utilità non si fanno è perché mancano i soldi. Ma i soldi i lombardi li avrebbero potendo gestire altri servizi oltre a quelli già affidati alle regioni. La Basilicata, ad esempio - ha continuato l'ex camicia verde - con 600mila abitanti, un terzo di quelli che risiedono nell'area metropolitana milanese, ha un differenziale netto positivo di 1,2 miliardi, cioè dallo stato ottiene 1.200 milioni di euro in più di quanti ne versa. Ma tutto ciò non sembra sia servito a migliorare la qualità di vita né i livelli di assistenza; anzi moltissimi connazionali che risiedono nelle regioni del sud si rivolgono agli ospedali del nord e, talvolta, le regioni di provenienza non pagano neppure il conto nonostante sia espressamente previsto dalla legge.

Andrea Robbiani



Il consigliere Alessandro Pozzi ha osservato come il progetto di legge sull'autonomia delle regioni - chiesta inizialmente da Lombardia, Veneto e Emilia Romagna - sia fortemente depotenziato rispetto alle aspettative originali. L'esponente del centrosinistra si è detto preoccupato per una possibile scuola regionalizzata ricordando che a unire il Paese fu proprio l'uniformità dell'istruzione e per la garanzia che i LEP, i livelli essenziali di prestazioni (cosa diversa dai LEA i livelli essenziali di assistenza) sia rispettata con un'autonomia spinta. Secondo Pozzi sarebbe preferibile che la regione facesse funzionare meglio i servizi che già gestisce a partire dal far viaggiare in orario i treni e ridurre le liste di attesa, nonché spendere con oculatezza in tema di viabilità evitando autostrade costose e poco trafficate come Pedemontana, TEEM e BreBeMi.

Alessandro Pozzi

I

Massimo Panzeri ha ribadito il parere favorevole dichiarandosi federalista da sempre e proprio il convincimento della bontà del federalismo fu la ragione dominante che lo spinse a entrare in politica. Più del patto di stabilità - ha aggiunto il capogruppo leghista - mi ha sempre indisposto il fondo di solidarietà che di fatto significa trasferire risorse dai comuni risparmiosi a quelli sciuponi.

Massimo Panzeri


Alfredo Casaletto, originario della Basilicata, citando un amico in politica nella sua regione ha detto che l'autonomia servirà anche al sud per una spinta d'orgoglio a valorizzare tutto ciò che di bello e di positivo esiste nel mezzogiorno.

Alfredo Casaletto


Una tesi che Pozzi ha definito in antitesi con quella di Robbiani, che invece è stata bollata dal consigliere come divisiva.

Andrea Massironi


Il sindaco Massironi è intervenuto sottolineando le troppe volte che i comuni virtuosi sono stati penalizzati a favore di quelli spendaccioni e come chi ha sempre amministrato bene debba pagare anche per chi ha sprecato le risorse pubbliche. Ma così, ha chiosato, non si può più andare avanti. Robbiani ha proposto come emendamento alla mozione di sostegno al percorso di autonomia regionale lombarda che sul sito del comune e sui cartelloni luminosi scorresse il residuo fiscale: 54 miliardi che ogni anno la Lombardia cede allo Stato per aiutare le regioni che poi chiudono bilanci disastrati sui quali le finanze pubbliche dovranno intervenire prima del default. Ai voti la mozione è passata col sì della maggioranza e della Lega; astenuti Sellitto, Sesana e i tre consiglieri di Sei Merate.
C.B.
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