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Scritto Giovedì 28 febbraio 2019 alle 07:09

Mandic: il centrosinistra chiede un Consiglio comunale con i vertici dell’Asst. La maggioranza dice no, ci pensa il Sindaco

L'impreparazione sul tema sanitario della Lega, al netto di Robbiani non a caso il consigliere più votato, già palesata dal segretario cittadino Franco Lana in più interventi è stata confermata dalla sconclusionata prolusione di Massimo Panzeri, il candidato sindaco del ricostituito centrodestra meratese.

Andrea Massironi

L'occasione di discutere della situazione del San Leopoldo Mandic l'ha fornita il centrosinistra con una mozione con la quale si intendeva impegnare la Giunta a convocare un Consiglio comunale aperto con invitati speciali il direttore generale dell'Asst Paolo Favini e la direzione strategica aziendale. Un'opportunità anche per la popolazione di ascoltare e conoscere i progetti dei vertici aziendali in relazione al nostro ospedale.

La maggioranza di Più Merate ha manifestato subito la contrarietà, per quanto è apparso chiaro che la linea imposta dal sindaco Massironi non fosse condivisa proprio da tutti, anche se poi lo spirito di gruppo avrebbe prevalso. Dopo le uscite di Favini circa le disposizioni in materia di pronto soccorso (sotto i 100 accessi al giorno il servizio resta attivo solo 12 ore) e il punto nascite (da chiudere sotto i 500 parti l'anno) con le polemiche subito divampate Massironi e Galbiati, sindaco di Casatenovo avevano discusso col Dg il quale anche nella riunione successiva del 30 gennaio davanti ai sindaci dei comuni del distretto aveva assicurato che nulla sarebbe accaduto ed anzi che si stavano investendo molto soldi sul Mandic.


Di qui l'uscita trionfale di Franco Lana che forse avrebbe dovuto attendere il parere dei colleghi leghisti a cui aveva inviato il comunicato, prima di trasmetterlo alla stampa. Qualcuno di sicuro l'avrebbe bloccato.

Ma Lana a parte, che è trascurabile nell'economia del dibattito, molto efficace invece è stata Silvia Villa, oncologa, la quale ha ripercorso la storia di questi soldi , che viene da lontano, dal 2009 e che periodicamente vengono sbandierati come la prova provata che si sta investendo sull'ospedale. Di ampliamento del pronto soccorso per l'osservazione breve se ne parla dal 2013 e ancora oggi non si vede nulla; come della ristrutturazione dell'ex poliambulatorio, la cui copertura è in amianto.

Parole mai mantenute anche se Massironi ha assicurato che questa volta le promesse sono state messe per iscritto e quindi si potrà verificare se saranno attuate oppure no.

 

Massimo Panzeri e Andrea Robbiani

Panzeri, primo a parlare, come accade a chi non conosce l'argomento ma vuole comunque dire la propria, ha deragliato subito accusando la stampa di parlar male del presidio allontanando così l'utenza. Insomma ha guardato il classico dito e non la luna. Perché se la stampa evidenzia un problema è per far sì che venga risolto non per fare cattiva propaganda. Nessuno ha mai detto che l'ospedale chiude, ma che lo si può ridimensionare togliendo i servizi e non mantenendo l'organico sì, quello è stato e viene detto. Ma secondo Panzeri il problema non si pone anzi si è appena festeggiato l'inaugurazione della Pneumologia, progetto partito nel 2003 e arrivato a conclusione il mese scorso ma ancora non è chiaro di quanto personale sarà dotato il reparto. Nei fatti il capogruppo della Lega ha contrastato la mozione del centrosinistra lasciando chiaramente intendere che l'avrebbe bocciata.

Del tutto opposto l'intervento del collega Robbiani il quale invece ha detto che il confronto con la direzione strategica dell'Asst è benvenuto ed anzi alla serata vanno invitati gli altri sindaci e tutti i consiglieri regionali eletti in provincia, presentando con ciò un emendamento alla mozione di Sei Merate. E' apparsa evidente la divaricazione tra le due posizioni, la prima espressa davvero tristemente sui generis, la seconda con lo sguardo rivolto agli evidenti problemi dell'ospedale.

La prolusione di Panzeri, basata sull'assunto che al Mandic va tutto bene mentre i problemi li hanno i media, ha fatto esclamare a Alessandro Pozzi, presentatore della mozione, "..prendo atto che stiamo parlando di due ospedali diversi...". E non poteva dire diversamente.

Ancor più feroce, pur nel suo naturale candore, la dottoressa Villa: i messaggi negativi arrivano dalla direzione, parole sentite da tutti i presenti; il personale attuale è sotto i minimi storici; le Oss non riescono neppure a consumare le ferie tanto sono in numero insufficiente a coprire i turni. Abbiamo assistito a anni e anni di promesse ma la stessa Risonanza magnetica che secondo addirittura l'assessore regionale Gallera sarebbe stata acquistata in realtà è "in service" cioè utilizzata da personale esterno cui si pagano le prestazioni.

Massimiliano Vivenzio, pur in linea con Massironi ha ammesso che il personale di Ps è nettamente sotto organico e che eccellenze del passato sono scomparse. Di più, l'assessore alla partita Tomalino, anche lui in linea col Sindaco ha però rilevato come un ospedale non si chiude all'improvviso ma piano piano, togliendogli servizi e risorse.

Ernesto Sellitto ha chiesto che la verifica dell'attuazione delle promesse sia un atto pressoché "obbligatorio", almeno dal punto di vista dell'istituzione Comune; il capogruppo Alfredo Casaletto ha aggiunto che siano il sindaco e l'assessore competente a verificare periodicamente l'attuazione dei progetti annunciati.

Di nuovo Pozzi ha chiesto la ragione del no al Consiglio comunale aperto; la risposta di Massironi è stata di netta chiusura: i rapporti con la direzione dell'Asst li tengono i sindaci. Come dire la popolazione ci ha eletto adesso lasci fare a noi.

Silvia Villa, Valeria Marinari, Alessandro Pozzi

Ma da quel che succede ogni giorno non sembra essere troppo incisiva l'azione dei sindaci. Bene i nuovi primari ma qualcuno si è chiesto quanti anni resteranno in servizio? Pochi data l'età dei nominati, pure tutti, da Medicina a Ortopedia a Pediatria, di ottima levatura professionale.

Un'ora e mezza di dibattito non è stata sufficiente a trovare una sintesi condivisa. La maggioranza è rimasta arroccata al no al Consiglio comunale aperto, anche se i mal di pancia erano evidenti ma altrettanto evidente è che ancora nessuno se la sente di sfidare il Sindaco, soprattutto se si ha in animo di ricandidarsi. Così l'emendamento Robbiani è stato respinto ed è passato l'emendamento Casaletto di una verifica periodica, la prima al 30 settembre. Quando ci sarà un nuovo primo cittadino e una nuova maggioranza.

Tutta l'opposizione ha votato contro l'emendamento Casaletto e la mozione, sostanzialmente svuotata del suo contenuto è stata approvata dalla sola maggioranza.

Una procedura piuttosto anomala in quanto prima si doveva votare l'emendamento Robbiani semmai e poi quello di Casaletto costituente parte integrante della mozione.

In sede di voto l'attenzione del pubblico si è concentrata sul colore della casella collegata a Massimo Panzeri pensando che dopo l'intemerata contro i media e l'affermazione che il Mandic non ha grandi problemi avrebbe votato con la maggioranza, parte della quale sarà sotto di lui nella prossima lista elettorale. Invece, con grande stupore, il capogruppo leghista ha votato come Robbiani e come il centrosinistra. Una virata di 180 gradi interpretabile come un ravvedimento operoso o una scelta ineluttabile.

Claudio Brambilla
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