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Scritto Sabato 23 febbraio 2019 alle 22:04

Il 'potenziamento' dell’ospedale secondo il Lana-pensiero

Apprendiamo con piacere che il progetto per il POTENZIAMENTO del pronto soccorso di Merate è in fase esecutiva.
Oggi raccogliamo il frutto, possiamo dirlo senza timori di essere smentiti, del lavoro e delle attività svolte negli ultimi anni dalla Lega di Merate a favore del nostro ospedale, in collaborazione con l’ex presidente della commissione socio sanitaria Fabio Rolfi, oggi assessore all’agricoltura di Regione Lombardia, e con l’ASST nella figura di Stefano Manfredi prima e che oggi prosegue con Paolo Favini subentrato alla guida del Mandic.
A differenza della sinistra meratese che sa solo organizzare presidi e lanciare messaggi d’allarme alla cittadinanza sull’ormai prossima e quanto mai ipotetica chiusura del Mandic per smembramento, noi ci siamo adoperati fattivamente coi nostri interlocutori affinché il presidio cittadino ottenesse risorse economiche ed umane.
Questa semplice diversità di atteggiamento e attenzione dovrebbe far capire anche ai più recalcitranti e diffidenti che se c’è una forza politica che si fa carico delle necessità del nostro ospedale quella è sicuramente la Lega di Merate.
E’ ormai chiaro che il PD locale ha perso la lucidità politica e non sa più a cosa attaccarsi pur di recuperare quel consenso che i cittadini oramai non gli riconoscono più. All’allarmismo e ai fiumi di inchiostro versato inutilmente noi preferiamo che siano i fatti a parlare.

Altro che depotenziamento del pronto soccorso o fantomatiche chiusure dei reparti: noi continueremo a lavorare così come abbiamo sempre fatto per la valorizzazione del nostro ospedale.

Merate, 22/02/2019

Franco Lana
Segretario Sezione Merate

Non ce ne voglia Franco Lana ma ancora dimostra con questo comunicato di avere ben poca competenza nell'affrontare i problemi del San Leopoldo Mandic. E, per porre rimedio a questo vuoto, non trova di meglio che buttarla in politica. Che tristezza, se questa è la nuova classe dirigente.

Ma andiamo con ordine. Lana dice di "apprendere con piacere che il progetto di potenziamento del pronto soccorso è in fase "esecutiva". Dunque non lo sapeva, se l'ha appreso dalla stampa. Però assume su di sé e il suo partito il merito. Se abbiamo capito bene il Lana-pensiero, il segretario cittadino della Lega si riferisce al progetto relativo alla ristrutturazione dell'area attualmente a disposizione di questo servizio per far posto ai letti di "Osservazione breve".

Di questo progetto se ne parla almeno da quattro anni, è secondo in termini di ritardi nella esecuzione dei lavori a quelli previsti per la sistemazione del padiglione ex CUP riconoscibile dal tetto in amianto, anch'esso in fase di esecuzione.

Di fase progettuale avanzata, durante la campagna elettorale di cinque anni fa, si parlò anche in merito alla "Cittadella della salute" con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Sicuramente Lana non sembra voglia riferirsi ai progetti di potenziamento del Pronto soccorso in termini di risorse umane adeguate, problema, quello sì, che ha raggiunto un livello di criticità non più sopportabile.

Ancor meno sembra riferirsi all'iter in corso in Regione per la classificazione dei servizi di emergenza degli ospedali, che, come rappresentante del partito che esprime il Presidente della Regione e che sta per allearsi per la conquista del Comune con la forza che esprime l'Assessore alla Sanità, dovrebbe seguire con particolare attenzione.

Per questo ci permettiamo di suggerire a Lana e alla sua forza politica un obiettivo a breve termine, molto impegnativo, ma di sicuro valore aggiunto per il Mandic.

La Regione poco più di un mese fa ha compiuto un primo passo in attuazione del D.M.70 che impone su base regionale la riorganizzazione della rete dell'emergenza-urgenza attraverso la classificazione degli ospedali in sede di Pronto Soccorso, sede di D.E.A. (Dipartimento di Emergenza) di primo livello e sede di D.E.A. di secondo livello.

A quattordici strutture, tra cui il Manzoni di Lecco, è stato riconosciuto il Dipartimento di secondo livello perché in grado di dare risposte qualificate ai bisogni di pazienti con patologie acute di elevata complessità.

Con un secondo provvedimento, pare entro aprile, la Regione provvederà alla classificazione dei restanti servizi di emergenza, compreso quello attivo al Mandic che da anni svolge la funzione di D.E.A. di primo livello, in quanto il presidio è dotato di tutte le specialità che in base al regolamento nazionale devono fare capo a un ospedale di primo livello.

E' questa la vera partita che si giocherà a breve: il mantenimento presso il Mandic del Dipartimento di Emergenza di primo livello che per legge devono far capo a ospedali di primo livello, mentre le strutture classificate come Pronto Soccorso semplice (magari attivo 12 ore su 24) caratterizzeranno invece gli ospedali " di base".

Ospedali, quelli di base, che in futuro vedranno la presenza di un numero limitato di specialità ( medicina interna, chirurgia generale, ortopedia e anestesia, da non confondere con la rianimazione).

La determinazione che la Regione assumerà in merito al servizio di emergenza del Mandic, ( D.E.A. o Pronto Soccorso) inciderà in modo determinante sul futuro del presidio ospedaliero e delle specialità che necessariamente supportano i D.E.A. (Rianimazione, Ostetricia e Ginecologia, Oculistica, Otorino, Pediatria, Cardiologia , Neurologia tra le più importanti).

Sempre a Lana facciamo presente che il progetto di ristrutturazione dell'area riservata al D.E.A. per realizzare posti letto di osservazione non rappresenta una sicura garanzia per il futuro di questo servizio. L'osservazione breve, più o meno acuta, è prevista sia nei servizi classificati come Pronto Soccorso che in quelli con la qualifica di D.E.A.. Il progetto per il POTENZIAMENTO a cui si riferisce potrebbe servire a qualunque scopo...

Invece di prendersela con il PD, il cui peso in regione è scarsamente rilevante, Lana segua con attenzione l'evolversi del processo deliberativo. Quanto ai fatti, di cui fa menzione, beh l'elenco delle problematiche reali cui medici e infermieri pongono rimedio ogni giorno col proprio impegno è molto lungo. Ma bisogna avere voglia di studiare una vicenda prima di prendere carta e penna. Soprattutto se la vicenda riguarda la sanità pubblica.

Claudio Brambilla
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