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Scritto Sabato 23 febbraio 2019 alle 18:15

Case di via Marconi, risposte poco chiare

In Consiglio Comunale la Minoranza " Insieme per Lomagna" ha presentato un'interpellanza tesa ad ottenere alcuni chiarimenti in merito alla costruzione di cinque unità abitative in via Marconi.
Un intervento assai discutibile a mio parere, sia sul piano paesaggistico sia per le modalità di realizzazione, tanto apparentemente inconsiderate queste ultime, da richiedere una massiva opera di consolidamento del limite del pianoro su cui sono state allocate le costruzioni: il tutto supportato da una perizia idrogeologica posteriore all'erezione degli stabili.
Purtroppo tutto questo nel Paese dei furbi in cui viviamo fa pensare immediatamente ad un fatto non casuale ma preordinato, chissà forse per migliorare "l'affaccio " del tutto alla vista sottostante. Ovviamente è stato imposto il ripristino del suolo interessata dal consolidamento, che era costituita da balze o terrazzamenti risalenti, come in tutta la Brianza, addirittura a parecchi secoli fa e che fanno parte del nostro vissuto, sono per così dire identitari per la nostra zona.
Ma il ripristino non ha portato allo "status quo ante" bensì insieme alla sommaria ricostruzione delle balze ha inserito quella che a tutti gli effetti sembra e sarà probabilmente nella mente di qualcuno, compreso magari l'attuale Sindaco non che Assessore all'Edilizia e Urbanistica, una strada di accesso dal basso alle case soprastanti.
Infatti mentre prima lo sbancato arbitrario era dichiarato come accesso necessario al ripristino ora è diventato un "passo carraio per la manutenzione del verde", ossia strada a tutti gli effetti al prossimo passaggio: questa chicca insieme ad altre sono state comunicate in CC dal Capo dell'Amministrazione, unitamente alla raccomandazione alla minoranza di rivolgersi al costruttore per altri chiarimenti.
Devo dire che a Lomagna cose simili non sono mai successe, almeno negli ultimi trent'anni. Le norme edilizie ed urbanistiche sono sempre state applicate con rigore senza guardare in faccia nessuno, amici parenti o affini. Nessuno delle Minoranze si è sentito dire: chiedete al costruttore.
Davanti a fatti tanto anomali viene naturale farsi alcune domande, antipatiche ed imbarazzanti in special modo per chi scrive, per il quale si tratta pur sempre di stimati ex collaboratori. Ossia: cosa c'è di vero nella voce che ravvisa in paese il ritorno a vecchi comportamenti tipici dell'era democristiana, quando le regole erano applicate con intensità modulata sulle parentele, affinità o semplici amicizie?
Cosa succederebbe in futuro sotto un sindaco come la Citterio - che ha ragione di esporre le sue caratteristiche personali come ha fatto ma omettendo quelle sull'edilizia, urbanistica e ambiente - se queste partite fossero delegate a Stefano Fumagalli come sarebbe inevitabile?
Gianfranco Castelli
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