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Scritto Martedì 12 febbraio 2019 alle 10:28

Calco: il territorio si compatta per chiedere un servizio treni migliore. Comitato-sindaci insieme, il 26 incontro in Regione

Le prove di mobilitazione generale di un territorio stanco di avere a che fare con un servizio ferroviario che arranca si sono svolte nella serata di lunedì 11 febbraio a Calco, nella sala consigliare. Sindaci, consiglieri regionali, pendolari e responsabili dei comitati che cercano di tutelarne i diritti, si sono dati appuntamento per trovare una soluzione non tanto al problema in sé, dato che spetterebbe ad altri ridurre ritardi e cancellazioni, ma più che altro alla troppo frastagliata situazione di un fronte che deve necessariamente restare unito.

Non fosse altro che il prossimo 26 febbraio è previsto in Regione un vertice con l'assessore alla mobilità e ai trasporti Claudia Terzi sul tema, al quale potranno partecipare i primi cittadini e dove il meratese non può certo farsi trovare impreparato. E la ragione è tutta nei dati che hanno mostrato durante l'incontro i responsabili del comitato pendolari che gravita attorno alle ''nostre'' stazioni: Cernusco, Osnago, Olgiate e Paderno.
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Le rilevazioni si riferiscono alla linea S8 (Lecco-Milano via Carnate) nel periodo tra il 17 gennaio e il 5 febbraio appena trascorsi. Di 960 treni ''censiti'' 29 hanno subito cancellazioni, 23 partiti limitati (cioè non hanno raggiunto il capolinea), 170 hanno accusato un ritardo fino a 10', 112 fino a 30', 14 da 31' a 60' e due oltre 60' (il ché ha dell'incredibile se considerato per compiere la tratta ci vuole un'ora all'incirca).

 Il sindaco di Calco Stefano Motta

Il sindaco di Olgiate Giovanni Battista Bernocco

Francesco Ninno, referente del comitato e autore del monitoraggio ''faidate'' (che ha pure ammesso di non essere riuscito a contare proprio tutti i convogli), ha colto l'occasione per forzare la mano sul fatto che quello è tutto tempo sottratto alle persone dalla loro vita privata. Quelli mostrati sono i dati di un servizio che è tutto fuorché in via di miglioramento come ci si aspetterebbe. Lo sanno bene i sindaci di Calco Stefano Motta e di Lomagna Stefano Fumagalli, intervenuti per primi lunedì sera parlando entrambi sostenendo fortemente il rilancio del servizio per il bene di un territorio che altrimenti soffocherebbe, prima di tutto, nei suoi stessi gas di scarico. ''L'unica alternativa alle strade piene di automobili è un trasporto ferroviario efficiente, perciò va migliorato'' ha commentato Motta, mentre Fumagalli ha riportato in aula l'esempio dell'imbocco alla Tangenziale Est che per un tratto passa proprio a Lomagna, e di come metà di tutto quel traffico potrebbe essere levato dall'asfalto se solo sui binari i treni viaggiassero come si deve.

Il sindaco di Paderno Renzo Rotta

Francesco Ninno, referente comitato pendolari meratese

Chi ha parlato per primo del bisogno impellente di trovare una certa unità sul territorio è stato invece il sindaco Paolo Brivio di Osnago, anch'egli pendolare di lunga data. Al primo cittadino di Paderno Renzo Rotta è invece toccato l'onere, anche se l'ultima parte del suo primo mandato avrebbe preferito trascorrerlo più serenamente, come ha commentato, parlare del ripristino del Ponte San Michele, confermando di fatto le date che il commissario straordinario, l'ing. Maurizio Gentile, aveva comunicato nell'incontro di inizio anno che si era svolto a Calusco. ''Per la riapertura al traffico ferroviario dovremo tuttavia aspettare la fine del 2020'' ha spiegato, riportando poi come già aveva fatto di recente in un consiglio comunale la possibilità che il ponte previsto con la tratta D4 di Pedemontana sia realizzato anche prima di quanto previsto, cioè tra il 2023 e il 2026.

Dante Segrini del comitato pendolari

Stefano Lorenzi, referente comitato pendolari isola bergamasca

Con le premesse fatte dai sindaci, sono poi stati Ninno e il ''collega'' Dante Segrini (anch'egli del comitato) a snocciolare il problema dei treni toccando vari aspetti. Innanzitutto il fatto che realtà come la loro, per quanto prevista dal Contratto di servizio tra Regione Lombardia e Trenord, alla fin fine non venga praticamente calcolata. ''Dovremmo essere interpellati per la valutazione dei servizi ed il miglioramento qualitativo dell'offerta dei servizi. Trenord ha l'obbligo di consultare sempre le associazioni dei consumatori e dei pendolari, da Contratto, ma in realtà non lo fa'' ha commentato Francesco Ninno. E allora, dato che i ruoli sono così poco chiari e rispettati, il comitato ha voluto definire con correttezza quali sono i compiti di ciascun ''attore''.

Il consigliere regionale Raffaele Straniero

Il consigliere regionale Antonello Formenti

''Regione è l'autority che ha il ruolo fondamentale di indirizzare le politiche di sviluppo ferroviario in coerenza con il suo 'Programma regionale dei trasporti', oltre che di definire il servizio ferroviario e sovvenzionarlo con i contributi, controllandone l'effettiva applicazione dello stesso'' ha proseguito Ninno. ''RFI è invece il proprietario dei binari e regola la circolazione dei treni. In accordo con Regione pianifica gli investimenti per migliorare la capacità delle vie e garantire la circolazione dei treni previsti. Trenord è infine il gestore del servizio ferroviario che attua le indicazioni ricevute e si impegna a rispettare il contratto''.
VIDEO


Beppe Viganò, referente comitato pendolari del Besanino

Tutto ciò, a volte, evidentemente non viene messo in pratica. Buona parte dei piani previsti nel PRMT Regionale, ad esempio, sono ancora in alto mare, hanno spiegato i membri del comitato (in questo caso Segrini). Con il piano F5, Seregno-Bergamo, cioè un collegamento ferroviario che si sviluppa per 34 chilometri di cui 5 di raddoppio tra Seregno-Ponte-Bergamo e 29 di nuovo tracciato, è ancora ferma ai box con solo 83 milioni su 1 miliardo di euro che servirebbero al momento reperiti. L'F13, che dovrebbe riqualificare la Lecco-Sondrio-Tirano non pervenuta, con l'ipotesi prevista di realizzazione nella stazione di Olgiate di un punto di comunicazione fra binari che dovrebbe evitare situazioni di paralesi quando i convogli si arrestano fra le stazioni di Calolziocorte e Carnate che sembra quanto mai remota.

Guido Raos, comitato pendolari meratese

E non si sa nulla nemmeno di quanto riguarda gli interventi infrastrutturali sul nodo di Milano, con 2 miliardi da investire tra Monza e la metropoli, tra soppressioni di passaggi a livello e interventi anche tra Carnate e Arcore. Investimenti bloccati e servizio sempre più in difficoltà. Stando a quanto riferito dai membri del comitato, non si potrà contare prima del 2020 nemmeno su un nuovo parco veicoli (che farebbe bene ad esempio alla linea S8 che ha un'età media dei convogli molto alta). ''Erano previsti, nel novembre del 2017, l'acquisto di nuovi treni, di cui 100 a due piani e 31 ad un piano che avrebbero dovuto essere inseriti entro due anni, fino a quattro al mese. Invece le consegne non incominceranno prima della fine del 2020 con 1 massimo 2 treni inseriti ogni 30 giorni'' ha chiarito Segrini.

E in tutto ciò, la Regione ancora non ha chiarito come verranno spesi gli 1,5 milioni di euro stanziati dal Governo affinché si intervenga sulle ferrovie. Probabilmente qualcosa in più si saprà dopo il 26 febbraio. Il consigliere regionale Antonello Formenti, intervenuto all'incontro, ha spiegato che è intenzione dell'assessore Terzi decidere insieme al territorio l'uso che sarà fatto della cifra, mentre non ha saputo dare chiarimenti ai forti dubbi che si sono posti lunedì sera in riferimento alla somma che Trenord dovrebbe versare come penalità per i suoi disservizi.

Una cifra probabilmente consistente stando a guardare la sciarpa che Guido Raos, altro membro del comitato pendolari, ha fatto preparare per l'occasione (spiegando che potrebbe essere donata a chi gestisce il servizio ferroviario). Attraverso le gradazioni del rosso, l'indumento riporta l'intensità con cui si sono verificati disagi sulla linea S8 negli ultimi mesi. E ovviamente, la sciarpa risulta quasi interamente rossa.

A.S.
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