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Scritto Martedì 12 febbraio 2019 alle 08:29

Zardoni: l’opera deve essere collegata a ciò che sta intorno

Colgo l’occasione che un lettore mi abbia chiamato in causa sulla scarsa “intelligenza” dei semafori di Cernusco Lombardone per scrivere un pensiero, da semplice “osservatore”,  sulla riqualificazione di Viale Verdi a Merate.
Si tratta del parere di una persona che risiede dalla nascita nel quartiere “Oltrestatale” di Cernusco, ovvero l’agglomerato a stretto contatto con i quartieri addossati a Viale Verdi di Merate: da qui la consapevolezza che la riqualificazione di quel viale deve essere collegata a tutto ciò che sta intorno.
Parto dalla dovuta risposta al lettore che mi ha tirato in causa, ribadendo che, senza la famosa bretella “Esselunga - Via Laghetto”, la desemaforizzazione del doppio incrocio di Cernusco non avrebbe mai funzionato: ai tempi abbiamo fatto studi approfonditi con diversi “luminari” del settore. La migliore soluzione per tale incrocio complesso cernuschese sarebbe infatti di tipo “misto”: ovvero avere attivi i semafori nelle ore di punta sostituiti una doppia rotonda nei periodi momenti di morbida.
Ma torniamo al progetto ipotizzato a Merate, per semplicità espongo il mio pensiero a punti.
Semafori.  Si ragioni sul mantenimento dei semafori in viale Verdi, adeguandoli tecnologicamente: ci sono moderni sistemi che si autoregolano in tempo reale (tramite spire e telecamere) che garantirebbero la sicurezza degli attraversamenti e la sincronizzazione dei verdi e dei rossi (oggi invece spesso ci si trova il rosso a entrambi i semafori e se si trovasse per caso il verde quello successivo è puntualmente rosso). Tra l’altro la regolazione intelligente consente che i tempi di rosso e verde, oltre che sincronizzati, si adeguino alle direttrici principali di traffico in tempo reale.
Un viale “smart”. Si utilizzi il viale principale di ingresso a Merate per una buona pratica di “smart city”, con i lampioni intelligenti: ovvero lampioni a LED intelligenti con sistemi di gestione che regolano l’intensità della luminosità,  con l’inserimento  di servizi di Wi-Fi pubblico, di monitoraggio ambientale e di sicurezza pubblica mediante videosorveglianza.
Sicurezza ciclopedonale. Si colleghi la pista ciclabile di Via De Gasperi ai percorsi ciclabili per la stazione di Cernusco - Merate; al riguardo si faccia uno studio con il Comune di Cernusco Lombardone (so che qualche contatto c’è stato...) per la sistemazione della rotonda all’incrocio di Viale Verdi con la SR 342 Dir e del comparto farmacia - ex tessitura, garantendo un attraversamento ciclopedonale sicuro.
Soluzioni ecosostenibili.  Si riqualifichi viale Verdi con caratteristiche ad elevato tenore di ecosostenibilità: si valuti la posa di asfalti fonoassorbenti e “mangiasmog” e l’inserimento di adeguate alberature (anche se la presenza di diversi edifici condominiali affacciati direttamente sul viale impedisce probabilmente la piantumazione di essenze di alto fusto).
Aree di sosta. Si creino aree di sosta comode con i punti di attrazione principale del viale (alcuni ci sono già e vanno solo riqualificati, questi possono essere dotati di adeguate alberature).
Collegamenti con i quartieri circostanti. Si riqualifichino tutti i collegamenti pedonali diretti con i quartieri circostanti, tenendo viale Verdi come asse.
Lo ribadisco anche in conclusione: non considerate questi pensieri come “ingerenze” di un cernuschese.  Prendeteli invece come un semplice parere di un ex amministratore comunale, con la speranza di poter “inserire” nel dibattito in corso qualche spunto di riflessione aggiuntivo  che possa essere vagliato da chi è deputato a decidere.
Giovanni Zardoni - Cernusco Lombardone
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