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Scritto Lunedì 11 febbraio 2019 alle 17:54

Merate: con questo progetto via Verdi diventa uno stradone. Ecco il parere di 8 osservatori, necessari ciclabile e alberatura

Otto pareri su una dozzina richiesti per consegnare ai lettori un maggior numero di informazioni utili a formarsi un’idea sul tema del giorno: il progetto di riqualificazione di via Verdi il cui costo stimato a oggi è di 2.480.000 euro. Ma che facilmente salirà a festa finita a 3 milioni di euro se i tanti “emendamenti” saranno alla fine accolti dal progettista l’ing. Angelo Valsecchi funzionario della Provincia di Lecco.

E’ evidente che il tema scotta e qualcuno ha paura a prendere posizione per non doversene pentire in futuro, quando sarà sui banchi della maggioranza o dell’opposizione.
Che cosa dicono gli otto intervenuti? Partiamo dal Movimento 5 Stelle guidato da Pierluigi Bonfanti, candidato sindaco, che chiede il referendum popolare. Il Movimento è per sua stessa natura aperto alla massima partecipazione, quindi la consultazione è lo strumento primo per conoscere il parere dei cittadini. 


Poi ci sono un elenco di altre opere da realizzare scaturite da sondaggi ufficiosi condotti da militanti e simpatizzanti. L’ex assessore all’urbanistica, avvocato architetto Andrea Valli insiste sul mancato adeguamento estetico del quartiere puntando l’indice sul Progettista che avrebbe ignorato gli elaborati scaturiti dal concorso di idee, i primi tre dei quali, consegnati direttamente alla Provincia. Altrettanto convinto di ciò, ma sviluppando ulteriori riflessioni, Andrea Robbiani ex sindaco di Merate.

Aldo Castelli plaude all’iniziativa ma avverte che la via per diventare viale deve essere alberata e che le rotatorie non risolvono il problema del caos viabilistico, anzi lo possono aggravare attirando nuovo traffico. Alessandro Pozzi, infine, sulle corde di Castelli, candidato sindaco del centrosinistra che avrà nella lista elettorale lo stesso Pozzi, denuncia la soppressione della pista ciclabile, la mancanza di alberature e complessivamente  la pochezza progettuale dal punto di vista dell’arredo urbano. Sugli alberi e sull'essenza stessa di un viale si sofferma anche l'avvocato Roberto Perego, già parte dell'esecutivo guidato da Battista Albani, sottolinenando altresì come il progetto non parrebbe allineato con il PUT, con tutti i rischi conseguenti. Il cernuschese Giovanni Zardoni invita infine a considerare l'opera ne contesto in cui è inserita.

L’idea che ne esce è di un sostanziale favore per l’intervento ma con modifiche profonde perché così com’è strutturato ora rende la via uno stradone privo di bellezza e attrattività, utile soltanto a coloro che dovendo transitare da una provinciale all’altra lo sfrutteranno per evitare il doppio semaforo di Cernusco.
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