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Scritto Lunedì 11 febbraio 2019 alle 15:56

Brivio: alla darsena i pescatori creano una 'gabbia' per salvare i pesci dai cormorani

A distanza di una settimana dalla dura presa di posizione del Presidente della Fipsas Lecco Stefano Simonetti, pronto a denunciare l’inefficacia delle misure fino ad oggi adottate per contenere il proliferare dei cormorani, accusati di fare “strage” di pesci tanto nell’Adda quanto nel bacino del Lario e del Lago d’Oggiono, i pescasportivi briviesi – da sempre particolarmente sensibili al tema – si sono rimboccati le maniche e, aguzzando l’ingegno, hanno ideato un “dispositivo di sicurezza” per proteggere la fauna ittica dalle scorpacciate del “nemico”.

Nonostante il brutto tempo, ieri, domenica 10 febbraio, il team dell’A.P.S. di Brivio si è dunque dato appuntamento alla darsena di Addarella, dinnanzi alla Madonnina, per installare una nuova rete metallica orizzontale per arginare la predazione in atto da parte dei cormorani. L’ulteriore intervento, come spiegato dal presidente Gianmario Rucco, si è reso necessario dopo aver constataBto che i precedenti sistemi dissuasivi escogitati avevano perso efficacia: le listelle colorate appesa sopra l’accogliente rientranza del fiume e la rete verticale tirata quale “porta” si sono rivelate infatti insufficienti per fermare le scorribande degli uccelli.

E dopo qualche giorno non ha più sortito l’effetto auspicato nemmeno Belen, il manichino posizionato sulla darsena per scacciare i cormorani, pur vegliato a rotazione, durante la giornata, dai volenterosi pescatori rivieraschi.

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Con la rete orizzontale posizionata ieri dovremmo, forse, aver risolto il problema creando una sorta di gabbia dove i pesci possono tranquillamente entrare ed uscire impedendo nello stesso tempo ai cormorani di tuffarsi su di loro” ha sostenuto Rucco evidenziando come gli esemplari presenti non siano stati immessi dai soci del sodalizio che presiede (come invece negli anni precedenti, quando si era creata una vera e propria nursery) bensì si tratta di un “branco” venutosi a creare in maniera naturale, per svernare.

Hanno scelto, probabilmente, quel punto perché trovano nutrimento dall'acqua che fuoriesce dalla pompa del Campello, quella famosa acqua che per qualcuno è inquinata” ha aggiunto il numero uno, riprendendo la polemica delle scorse settimane circa la presenza di schiuma proprio in quell’anfratto, per qualcuno dannosa per il fiume e in relazione alla quale si è in attesa degli esiti delle analisi affidate ad Arpa.


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A.M.
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