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Scritto Domenica 10 febbraio 2019 alle 13:18

Carnate: in auditorium si parla di legittima difesa e di privacy

Nozioni sui limiti dell'azione del cittadino in materia di legittima difesa e privacy. Se ne è parlato venerdì sera a Carnate nell'auditorium delle scuole elementari di via Magni. A fare chiarezza sugli aspetti più oscuri di un tema attuale come quello sicurezza, c'erano gli esperti del campo. Obiettivo, entrare nei meandri di un argomento da maneggiare con la dovuta cautela, specialmente sotto il profilo giuridico. Oltre al comandante della stazione di Bernareggio, Marco Barsanti, al consigliere delegato alle Politiche Sociali, Elisabetta Defendi, che ha promosso l'evento, e a Paolo Colombo, referente dell'associazione Controllo di Vicinato, progetto legato all'incontro. Ad aprire il tavolo di approfondimento sul risvolto penalistico delle azioni di difesa dei cittadini, ci ha pensato l'avvocato penalista Marina Abbatangelo.

Da sinistra Pierluigi Monaco, referente del controllo di vicinato di Carnate, il comandante dei
carabinieri Marco Barsanti, il consigliere Elisabetta Defendi, gli avvocati Bestetti e Abbatangelo

"Ci si affida alla legittima difesa quando lo stato non può garantire un intervento immediato ed efficace - la premessa dell'avvocato - In altre parole quando non ho altro modo per salvaguardare me o un mio bene. In quel caso il cittadino può ricorrere all'autotutela. La difesa però deve avere alcuni presupposti precisi a cui l'offeso si deve attenere. Ad esempio il fatto di non avere alternative: se anche solo avessi un modo diverso per salvaguardare il mio diritto, allora cadrebbe la legittima difesa; il pericolo deve essere anche attuale, quindi non passato (altrimenti si chiama vendetta), né futuro (come potrebbe essere una minaccia); l'offesa deve inoltre essere ingiusta (per esempio, non devo essere stato io a provocarla); infine ci deve essere proporzionalità tra offesa e difesa, secondo i criteri delle armi usate, da me e dal mio aggressore, e del bene minacciato. Bisogna mettere sulla bilancia entrambi. Questo requisito è molto importante ed è quello che fa la differenza nella maggior parte dei casi".
Chiarito quando la difesa è legittima, lo step successivo è mettere ordine tra gli "offendicula", i metodi di difesa consentiti. Per questo aspetto ha preso la parola l'avvocato civilista Jenny Bestetti, che ha sottolineato come i metodi di difesa più comuni della proprietà (filo spinato, punte di metallo, inferriate a punta viva e coccibdi ferro) vadano sempre opportunamente segnalati.

Così come la presenza del cane, che talvolta rischia di diventare uno strumento di offesa involontario. L'utilizzo di gas tossici tra gli offendicula deve essere invece limitato a quelli consentiti dal Decreto 103 del 2011. Un passaggio interessante, che è bene avere presente per le implicazioni con la privacy, è l'utilizzo delle telecamere di sorveglianza. "Quelle condominiali, se installate nelle parti comuni del condominio, devono essere opportunamente segnalate da cartelli recanti l'informativa breve sulla privacy prima della zona monitorata, e il contenuto conservato per massimo 48 ore. L'installazione deve essere votata dalla maggioranza dei componenti della riunione di condominio in cui viene proposta. Le parti di proprietà dei singoli condomini, invece, non sono soggette alla normativa sulla privacy e quindi possono essere installate liberamente senza alcuna autorizzazione condominiale. Con l'accortezza di fare attenzione a non inquadrare le parti comuni. Lo stesso vale per i proprietari di villette, che non sono tenuti a segnalare la presenza di telecamere. Anche i dispositivi finti, non essendo idonei alla registrazione, non hanno bisogno di cartelli avviso".
A completare il discorso sulla sicurezza si è inserito l'intervento del comandante dell'Arma di Bernareggio (che ha competenza anche su Carnate), Marco Barsanti, che ha dispensato qualche consiglio certamente utile per i carnatesi. Innanzitutto ricordando lo sportello di ascolto dei Carabinieri inaugurato a febbraio per tutte le domande e i dubbi più disparati, che sarà riproposto ogni primo mercoledì del mese. Con la precisazione che le denunce si dovranno continuare a fare in caserma. Il comandante ha anche rinnovato l'invito a denunciare tutti gli episodi di furto o i tentativi, anche quelli "piccoli", per fornire un quadro delle zone più a rischio, ricordando altresì la possibilità di collegare l'impianto d'allarme alla caserma. La serata, come in qualche modo pronosticabile, ha suscitato interesse e curiosità, attirando una discreta cornice di carnatesi.
L.M.
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