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Scritto Sabato 09 febbraio 2019 alle 15:35

Merate: il progetto di via Verdi al centro del dibattito mentre dietro le quinte sono in corso strane manovre nel centrodestra

Non ci sarà alcuna consultazione popolare sulla decisione di investire almeno 2,5 milioni di euro per riqualificare via Verdi. Nessun partito o singolo consigliere presente in Aula, ha fatto neppure cenno all’ipotesi. Non avevamo dubbi, del resto.  Da destra a sinistra, e viceversa, consultare il cittadino è un esercizio fastidioso, che sminuisce il ruolo di amministratore delegato, nel senso di “munito di delega popolare”. Eppure anche il nostro sondaggio, che tra l’altro ha visto una elevata partecipazione, pur trattandosi di un argomento circoscritto a Merate (quei tanti “altrove”, diciamolo, sono sospetti…) , ha evidenziato come la cittadinanza sia divisa a metà. E che, comunque, potendo scegliere, vorrebbe investire nel territorio, nell’ambiente, per dotare la città di un polmone verde con tanto di laghetti, da rendere Merate ancor più bella, attraente e attrattiva. Invece no, prevale ancora l’opera pubblica a base di malta e cemento sul lavoro delicato sull’ecosistema che, pur nella sua selvaggia bellezza, appare trascurato e in costante degrado.

Naturalmente nulla è ancora certo. L’attuale maggioranza, già in frantumi, deve votare il bilancio consuntivo 2018 per poter utilizzare i 6 milioni di euro frutto degli avanzi d’esercizio degli anni precedenti e, subito dopo, riscrivere il bilancio preventivo 2019 nel quale inserire i fondi per realizzare l’opera in 360 giorni. La maggioranza che uscirà dalle elezioni del 26 maggio potrebbe cambiare tutto e, magari, ridimensionare un progetto che ha nelle rotatorie il suo costo maggiore e il maggior rischio, almeno stando alle conclusioni dello studio di esperti che nel 2007 aveva redatto il piano generale urbani del traffico. Non uno studio qualsiasi, dunque.

Uno dei candidati già ha detto con due mesi di anticipo e tra i sorrisi ironici dei consiglieri come la pensa: è Massimo Panzeri potenziale guida di Lega e Forza Italia il quale ha annunciato giovedì sera al termine del Consiglio comunale, che voterà a favore del prossimo preventivo 2019. Panzeri fa parte del Comitato via Verdi come il suo rivale Aldo Castelli, come Alfredo Casaletto e Fabio Tamandi. Tutti a contendersi il tesoretto di voti dei residenti del quartiere. Residenti che, tuttavia, non sembrano esultare dopo aver avuto le prime informazioni sul progetto. E’ uno stradone appena allargato, privo di pista ciclabile e di alberature. Solo qualche slargo laterale, tanti parcheggi, a costo di abbattere tutti i pini al “nido” e attraversamenti in sicurezza.

La stroncatura più autorevole è arrivata da Andrea Robbiani, uno dei due cavalli da corsa del centrodestra che, per ragioni diverse, dovranno cedere il passo ad altrettanti cavalli da tiro. Robbiani a Panzeri, perché molto impegnato nel lavoro e non sostenuto da tutta la sezione che gli preferisce l’attuale capogruppo; Vivenzio a Procopio, nonostante le pressioni che l’assessore all’urbanistica riceve da esponenti di maggioranza pronte a chiamarsi fuori piuttosto che entrare in una lista a guida Carroccio.

La spunterà forse il “Gondrano” leghista, auspicando per lui una fine migliore del cavallo di Orwell.

Anche se, per restare sulle elezioni, quel che è stato reso noto sinora è soltanto un accordo tra due forze politiche, Lega e Forza Italia e quest’ultima annovera tra le proprie fila solo Casaletto e Vivenzio. Quindi non si tratta di un grande accordo, meno che mai di un accordo blindato. Per ragioni personali Vivenzio probabilmente resterà ai margini della tornata elettorale ma se decidesse di formare una terza lista avrebbe maggior successo tra i consiglieri di Più Merate di quanti ne possa ottenere l’accordo Lega-FI. E anche fuori da palazzo Tettamanti sarebbero in molti a seguirlo.

E chissà, magari Vivenzio prenderebbe in miglior considerazione l’ipotesi di un referendum o quanto meno quella di valutare diversamente l’impostazione urbanistica e “paesaggistica” del progetto di via Verdi. Ricordando sempre che se tre dei sei milioni oggi spendibili, ma in autunno non si sa, se ne vanno per una sola opera, il resto della città non avrà beneficiato della concessione governativa sull’impiego degli avanzi d’amministrazione. E la città si estende su 11 chilometri quadrati non inizia e finisce con il quartiere di via Verdi.
Claudio Brambilla
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