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Scritto Venerdì 08 febbraio 2019 alle 18:07

Rotte aeree: il MIT ufficializza il ''fallimento'' della sperimentazione sul cielo meratese

Lo stop alle rotte aeree sperimentali nei cieli del meratese è ora ufficiale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la risposta fornita nella giornata di ieri (giovedì 7 febbraio) ad un'interrogazione parlamentare che era stata presentata lo scorso novembre, ha di fatto messo la parola fine sulla vicenda ''decollata'' lo scorso 22 giugno del 2017, quando i primi aerei di linea cominciarono ad atterrare ad Orio al Serio prendendo la direttrice ovest-est e passando, di conseguenza, a bassa quota nel lecchese con particolari disagi percepiti da più di un cittadino nella zona dei Comuni limitrofi a Merate. Il MIT ha quindi riconosciuto in maniera formale la decisione che la Commissione Aeroportuale di Orio aveva preso lo scorso 9 novembre (in questa assemblea), cioè di cancellare le rotte in questione dopo che i rilevamenti effettuati da ARPA avevano decretato l'insuccesso della sperimentazione.
Spostare una parte di aerei da nord-sud ad ovest-est, secondo l'Agenzia, non portò ad un miglioramento dell'inquinamento acustico nelle zone più prossime all'aeroporto bergamasco. Anzi, creavano disagi anche altrove. ''La decisione fu sostanzialmente presa nella riunione del 9 novembre'' ha spiegato Giovanni Ghislandi, il sindaco - di Imbersago - che più ha rappresentato il meratese nelle varie commissioni che si sono susseguite nei mesi della sperimentazione.
''Quindi venne ratificata una decina di giorni dopo. In quel caso non eravamo presenti (qualche giorno prima i sindaci meratesi scrissero questa lettera chiedendo lo stop immediato dei voli, ndr). Ora siamo in possesso dei verbali di quelle riunioni e mi è stato riferito anche che il Ministero ha risposto all'interrogazione parlamentare, confermando la cancellazione delle rotte, cosa che ovviamente ci fa molto piacere''. I cieli del meratese rimarranno perciò meno intasati, salvo in qualche evento eccezionale e il transito di aerei più ad alta quota.
Chi ha la sveglia puntata per le 6 del mattino - secondo quanto riferito dallo stesso Ghislandi - continuerà a sentire qualche velivolo in fase di decollo dagli aeroporti milanesi, seppure in numero molto più ridotto rispetto ai mesi delle sperimentazioni che teoricamente avrebbero dovuto limitarsi ad una fascia di due ore, dalle 11.30 alle 13.30, ma nella realtà ingombravano il cielo molto più a lungo e con una passaggio molto ravvicinato di aerei.
A.S.
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