Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 291.575.914
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 19/02/2019

Merate: 54 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 56 µg/mc
Lecco: v. Sora: 49 µg/mc
Valmadrera: ND µg/mc
Scritto Venerdì 08 febbraio 2019 alle 12:34

Osnago: quadro a tinte fosche sul futuro del Mandic. La salvaguardia ai cittadini

Una forte preoccupazione per il futuro dell’ospedale di Merate è emersa durante l’incontro pubblico organizzato da Potere al Popolo presso l’Arci «La Loco» a Osnago, lo scorso mercoledì. L’evento ha visto come relatore Francesco Scorzelli, delegato del sindacato Usb Pubblico Impiego e dipendente di lungo corso dell’ospedale meratese. Infermiere, già caposala del pronto soccorso, Scorzelli ha una memoria storica precisa di tutti i cambiamenti occorsi nel presidio da oltre un decennio ad oggi.

A destare particolare preoccupazione sono, ancora una volta, i reparti di pronto soccorso e il punto nascite. La nuova normativa regionale, approvata a fine dell’anno scorso, prevede la chiusura notturna dei reparti di pronto soccorso con una presenza media giornaliera inferiore ai 100 pazienti. Una norma che si applicherebbe anche al Mandic che registra una presenza di circa 90 utenti giornalieri.

Francesco Scorzelli

«Una eventuale chiusura notturna significherebbe la progressiva chiusura del presidio ospedaliero di Merate» ha spiegato Scorzelli. Infatti, secondo le valutazioni del delegato sindacale, la chiusura durante le ore notturne porterebbe una inevitabile riduzione degli utenti, e con essa dei ricoveri. I pazienti si sposterebbero progressivamente verso altre strutture ospedaliere, fra cui Vimercate e Lecco. Con la progressiva riduzione degli accessi, già oggi in atto in alcuni reparti, l’ospedale entrerebbe definitivamente in crisi.

Nonostante le rassicurazioni a difesa del Mandic, giunte dall’Assessore regionale al Welfare Gallera, secondo il delegato sindacale la situazione del pronto soccorso sarebbe ancora incerta. Scorzelli ha espresso dubbi anche sul modo in cui alcuni sindaci del territorio sono intervenuti, sostenendo che, ad oggi, l’unica possibilità di salvaguardare il Mandic resta nelle mani dei cittadini meratesi. A loro spetta il compito di mantenere alta l’attenzione verso il loro storico ospedale.
Per chiarire le problematiche che coinvolgono il reparto del pronto soccorso, il rappresentante sindacale ha portato alla luce nuove criticità, legate alla rottura della Tac: «Siamo stati vicinissimi a chiudere il pronto soccorso, in questi giorni, anche se voi non ve ne siete accorti». A seguito alla recente rottura della Tac, l’azienda ospedaliera, nel decidere di far ricorso al noleggio di un macchinario sostitutivo provvisorio posto su di un camion, valutati i costi di funzionamento, avrebbe considerato l’ipotesi di mantenerla in funzione solo in orario diurno. I medici del pronto soccorso, in orario notturno, non avrebbero potuto utilizzarla. Ciò avrebbe reso obbligatorio il trasferimento, presso gli ospedali di Lecco o Vimercate, dei pazienti che giunti a Merate in ore notturne avrebbero necessitato di esami diagnostici da eseguire attraverso la Tac.

Le tempistiche necessarie ai trasferimenti, nonché le possibili conseguenze negative per i pazienti con criticità maggiori, avrebbero spinto alcuni medici a sollevare forti perplessità sulla possibilità di mantenere attivo il pronto soccorso in queste condizioni, nelle ore notturne. Solo a questo punto l’azienda ospedaliera avrebbe optato per mantenere la Tac sostitutiva operativa in modo continuativo per tutto l’arco della giornata. Scongiurando eventuali trasferimenti notturni dei pazienti.

La riparazione della Tac, ha proseguito Scorzelli, non saràpossibile in tempi rapidi. Il materiale di ricambio non è più facilmente reperibile, trattandosi di un macchinario piuttosto datato e solo di recente parzialmente ammodernato.

Fra il pubblico presente in sala, oltre a operatori dell’ospedale, anche Salvatore Krassowski, consigliere di minoranza di Cernusco Lombardone che è intervenuto per chiedere delucidazioni sull’attuale situazione del punto nascite di Merate.

Salvatore Krassowsky

Anche in questo caso lo scenario descritto è stato tutt’altro che rassicurante. La normativa attuale, in questo introdotta dal governo Renzi, prevede la chiusura dei punti nascite con meno di 500 parti all’anno. Merate si attesta oggi sulla soglia dei 600, ma in tendenziale calo. La chiusura notturna del pronto soccorso avrebbe come inevitabile conseguenza un’ulteriore riduzione delle nascite, indirizzando anche questo reparto sulla strada di una futura chiusura.

Così come il punto nascite, anche il reparto di pediatria ha visto un calo sostanziale degli accessi. Secondo i dati presentati si è assistito a un crollo di circa 200 accessi su base biennale, con una occupazione dei posti letto ridottasi da oltre il 70% a poco più dell’attuale 40%.

Al termine dell’incontro, Scorzelli, sommando alle criticità del pronto soccorso a quelle presenti in altri reparti, non ha potuto che tracciare un quadro tendenzialmente negativo sul futuro dell’ospedale meratese. Proprio per questo motivo, ha dato appuntamento al presidio in difesa della struttura, organizzato da Usb Lombardia per il prossimo 19 febbraio.
L.A.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco