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Scritto Giovedì 07 febbraio 2019 alle 14:03

Merate, via Verdi: riflessioni a...caldo, si vuole una strada urbana o una tangenziale?

Il progetto di fattibilità per la riqualificazione di via Verdi, elaborato dalla Provincia di Lecco e  presentato il 6.2 u.s. mi ha lasciato molti elementi di perplessità. Mi riservo di leggere i documenti per un giudizio definitivo, ma sin da ora esprimo alcune considerazioni seguendo, come traccia, le indicazioni riportate nel documento comunale "Viviamoilviale", propedeutico al Concorso di idee e sulla base del quale dovrebbe essersi basato il progetto di fattibilità.


  -  "Favorire una più fluida circolazione del traffico veicolare soprattutto nell'ambito degli incroci stradali semaforici, non tralasciando di analizzarne le implicazioni da e per le strade secondarie nonché gli innesti di queste con il viale;"

Avrei immaginato un approccio scientifico al problema, in base al quale, prima di scegliere la soluzione (desemaforizzazione con rotatorie)  si aggiornasse la misura dei flussi di traffico gravitante sulla via, verificando poi, mediante il modello di simulazione (ad esempio.quello usato per il PGTU) l'effetto causato dalla modifica sulla circolazione del comparto (implicazioni sulle strade secondarie). Non si capisce, quindi, in base a quali dati si proceda alla desemaforizzazione. Il semaforo di Cernusco determina sul flusso, da Robbiate a Calco e viceversa, un percorso di infiltrazione su via Verdi attraverso le vie Donizetti (La Cava), S. Maria di Loreto e Rossini (Buffetti). E' presumibile che l'eliminazione dei semafori favorisca ulteriore infiltrazione dalla SP54 (vie Bergamo e Como) alla ex Statale e viceversa, appesantendo il carico viario su via Verdi. Perché non verificare l'alternativa costituita dai cosiddetti "semafori intelligenti"? Temo che si stia trasformando, impropriamente, una strada urbana in una tangenziale.  



-  "Attuare una radicale riqualificazione dell'arteria e delle aree ad essa afferenti;"

Positivo è il dare continuità ai marciapiedi e dotare di arredo urbano l'area all'ingresso sud del Parco Confalonieri; al contrario le altre aree in fregio sono trasformate in anonimi parcheggi.  



-  "Favorire la connessione del quartiere con il Centro Storico cittadino;"

Attualmente l'unica connessione è attraverso il Parco Confalonieri per via Garibaldi e piazza Italia, attraverso le aperture nord del Parco. Durante la stesura del PGT si accennò ad una seconda possibilità mediante una facile connessione ciclopedonale, da via Perosi (laterale nord di via Verdi) con il vicolo Albani (laterale di via Garibaldi). Il PGT, peraltro, prevede (ambito nuova costruzione vie Agnesi/Cernuschi) una omologa connessione fra le vie Verdi e Agnesi, tramite via Mascagni, ma il tratto è chiuso da una recinzione. 


-  "Riqualificare e/o migliorare le aree di sosta degli autobus di linea presenti lungo la via"    

Nella presentazione si è vista una sola pensilina sotto l'albero nell'area di accesso all'entrata del Parco Confalonieri. Si auspica che vengano installate analoghe pensiline in corrispondenza delle altre fermate.  



-  "Perseguire l'obiettivo di una maggiore vivibilità del quartiere con una riqualificazione dell'area antistante la Scuola dell'infanzia e l'adiacente area commerciale, nonché l'area prospiciente la via S. Maria di loreto dal 62 al 67 di via Verdi;"

La necessità di massimizzare il numero di piazzole per il parcheggio determinerà, fra l'altro, l'abbattimento dei pini marittimi antistanti la Scuola d'infanzia.  


-  "Garantire la sicurezza dei pedoni"

L' eliminazione dei semafori va nel senso contrario alla sicurezza dei pedoni in quanto vengono  eliminati i passaggi pedonali più sicuri, protetti dagli stessi semafori. Escluso il passaggio pedonale all'inizio della parte occidentale, che è dotato di isola spartitraffico, gli altri passaggi ne sono privi.  


-  "Dotare la via di percorsi ciclabili per favorire l'accesso in sicurezza alla ciclopedonale diretta all stazione ferroviaria di Cernusco-Merate."

Anche questa indicazione è disattesa, perché non sono previste, almeno su un lato, piste ciclabili in sede propria, non cogliendo l'opportunità di creare una continuità fra la citata pista per la stazione e quella di via De Gasperi; viene, così, interrotta la comunicazione ciclabile, in sede propria, fra la stazione, gli Istituti scolastici e l'Ospedale. O si trasforma via Verdi in "Zona 30" (chi controlla?) dove possano coesistere auto, moto e bici sullo stesso sedime, oppure si determina una penalizzazione con pericolo per queste ultime.        


La connessione con il Parco di Villa Confalonieri


- "Favorire la riscoperta e la fruizione degli spazi verdi pubblici lungo la via o nelle immediate adiacenze, come spazi di socialità e di svago, migliorando l'accessibilità ed implementandone le dotazioni, con particolare riguardo all'utilizzo da parte di famiglie, bambini ed anziani. In tal modo la rivitalizzazione del Parco Confalonieri, assieme allo sviluppo di migliori ed adeguate strutture di mobilità lenta, tende a favorire maggiori forme di socialità nel quartiere"

A parte l'area all'ingresso dell'entrata al Parco Confalonieri in cui è previsto un arredo urbano, le aree adiacenti vengono utilizzate per potenziare i parcheggi, quindi favorire la mobilità in auto. In buona sostanza non pare proprio che l' indicazione, sopra riportata,  sia stata seguita.  



Concludendo mi viene in mente il desiderio di Marcello Basosi per una trasformazione della via in viale, nel senso proprio di strada alberata; era il suo cruccio. Non credo che sarebbe contento della soluzione prospettata. 
Ing. Ernesto Passoni Già assessore all’urbanistica del comune di Merate
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