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Scritto Mercoledì 06 febbraio 2019 alle 15:44

Merate: sul piano via Verdi dibattito fiacco in Commissione. Robbiani, tecnicamente ineccepibile, esteticamente brutto

Il dibattito in Commissione è stato decisamente modesto. Colpa probabilmente anche del fatto che Lega e Forza Italia hanno già siglato l'alleanza - per quanto non ci sia ancora certezza del candidato sindaco - per cui i due esponenti di opposizione, Massimo Panzeri e Andrea Robbiani - entrambi pronti a entrare nella nuova lista - hanno tenuto un profilo bassissimo. Più il primo che il secondo. Intanto un appunto istituzionale. Quando Robbiani da consigliere non membro della commissione bilancio chiese la parola un furibondo Sindaco e assessore alla partita gliela negò non avendo neppure il diritto di farlo in quanto di competenza della presidente di commissione Isabella Cogliati mentre martedì sera il presidente Tamandi e il vice Casaletto hanno consentito a Giuseppe Papaleo, logorroico presidente del comitato via Verdi di parlare per diversi minuti. I due sono membri del Comitato per cui l'interesse anche elettorale è evidente. Ma assolutamente ingiustificato e arbitrario soprattutto perché il Papaleo ha affermato che via Verdi è la via di tutti i meratesi non solo dei residenti. E allora la parola andava data a tutti i meratesi che ne volevano fare richiesta. E non solo a Papaleo.

Massimiliano Vivenzio, Fiorenza Albani e Fabio Tamandi

Alfredo Casaletto


Detto ciò passiamo agli interventi della serata. Ha aperto le danze Valeria Marinari con due domande: 1) le piste ciclabili spariscono? 2) con le rotatorie non si rischia di attirare nuovo traffico? D'accordo le sedute di commissione sono più tecniche che politiche ma due parole sulla scelta di spendere 2,5 milioni di euro no? Comunque, ecco le risposte di Valsecchi: su strade urbane a bassa velocità di percorrenza i ciclisti possono viaggiare accanto alle auto quindi sì, la pista ciclabile sparisce. Quanto al traffico non ci sono che ipotesi circa l'eventuale aumento ma considerando che la velocità media di percorrenza della via calerà ulteriormente non è da prevedere un maggiore afflusso. L'idea è che non dovrebbero esserci "salti" tra la 342 dir e la 54, due assi che formano una specie di T sul quadrante ex provinciale. Non ci saranno però i dossi perché vietati laddove possono transitare i mezzi di soccorso. Però che strano in via Turati ce ne sono ben tre e l'ultimo realizzato mette a dura prova anche le sospensioni dei fuoristrada. Ci si immagina il malato sulla barella di una ambulanza.

In seconda fila Massimo Panzeri

Andrea Robbiani

Più articolato Massimo Panzeri che ha esordito dichiarandosi "... non del tutto soddisfatto di questo piano". Quattro i rilievo mossi dal capogruppo leghista e candidato in pectore del centrodestra: 1) Occorre prevedere qualcosa anche all'ingresso di via Verdi dal lato ovest; 2) Serve una fase di osservazione aperta ai suggerimenti di consiglieri e cittadini; 3) ci si aspettava qualcosa di esteticamente più apprezzabile mentre arredi urbani e materiali sono "basic"; 4) manca una cura ambientale sia relativamente all'asfalto che deve essere speciale sia da quello tipicamente "verde", non c'è una sola pianta prevista lungo un chilometro di strada ma, al contrario, si tagliano tutti i pini marittimi per realizzare un parcheggio a raso modello Quarto Oggiaro anni sessanta. Anche Andrea Robbiani ha puntato l'indice contro l'aspetto complessivo del progetto pur definito ineccepibile dal punto di vista tecnico. Un viale ha detto è un viale alberato come il boulevard. Tutti i viali delle città sono alberati mentre qui si parla solo di strada con scelte tecniche che per la verità ".... Avevo già proposto molti anni fa regolarmente bocciate proprio dalla Provincia". Il piano sopprime la pista ciclabile, prevede qualche area di vivibilità migliore ma che non necessita di importanti investimenti, contempla un parcheggio bruttissimo e di fatto non aggiunge qualità al comparto. "Sono deluso".

In seconda fila Andrea Massironi

Agli interventi hanno replicato l'ing. Valsecchi, l'assessore Procopio e il capogruppo di maggioranza Alfredo Casaletto. Procopio ha confermato che non ci sarà neppure un albero aggiuntivo in quanto non ci sarebbe lo spazio per piantumarlo e che comunque tutti i suggerimenti sono bene accetti prima di passare alla fase del progetto esecutivo. Casaletto, citando se stesso - abita sopra il Pianella - ha parlato di sicurezza per raggiungere la fermata del bus. Di qui a investire 2,5 milioni però ce ne corre. Ma questo è un discorso politico che si farà probabilmente in campagna elettorale. La chiusa del sindaco Massironi: "concordo con Andrea (Robbiani gulp..ndr) sulla necessità di riqualificare anche l'accesso ovest della via e, soprattutto sul fatto che se spendiamo 2,5 milioni ne possiamo anche spendere 3 per migliorare ancora di più il progetto. I soldi ci sono". Pareva di essere in un'altra dimensione dopo vent'anni di giaculatoria sull'impossibilità di spendere. I vincoli ora sono molto allentati ma solo temporaneamente. Bisognerà aspettare l'autunno per verificare lo stato delle finanze statali. E qualificatissime fonti avvertono che recessione, reddito di cittadinanza e quota 100 potrebbero far sprofondare i conti e rendere necessario un nuovo e più stringente patto di stabilità. E allora sì che saranno guai per le amministrazioni che si lanciano in progetti faraonici di discutibilissima priorità.

C.B.
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