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Scritto Mercoledì 30 gennaio 2019 alle 17:08

Sulla serata con Aldo Castelli

Attendevo con impazienza e un po’ di trepidazione la serata di mercoledì 29 gennaio, quella dalla presentazione di Aldo Castelli nel ruolo di candidato sindaco. Significativo il fatto che sia stata fatta proprio nell’area Cazzaniga, luogo in cui doveva essere realizzato il progetto Botta, ai tempi in cui Aldo era un assessore della giunta Gallina. Quel progetto fu bruciato da un referendum che ha segnato un momento importante della storia della nostra città e probabilmente anche la decisione di Aldo di non presentarsi alle elezioni successive, le uniche. Tanti anni sono passati, e lui è ancora lì. Qualcuno dice: è vecchio. Vecchio?!? A me non sembra proprio: la capacità e la pazienza di ascoltare, la lucidità e la competenza nell’esposizione delle sue idee e dei suoi pareri, il tono pacato ma deciso, sempre e comunque, di chi vuole dirti qualcosa facendoti al tempo capire che ti rispetta. Un marziano. E poi l’energia e la costanza: il suo amore per Merate, dimostrato dalla costante frequentazione a tutte le riunioni del consiglio comunale. Vecchio ?!? A me sembra un quarantenne! Battista Albani lo presenta: è stato lui probabilmente ad avere il coraggio di proporre il nome di Aldo Castelli. Per cinque anni lo aveva visto all’opposizione della sua giunta, sempre però con un occhio di riguardo e sempre ascoltando i suoi puntuali interventi con attenzione e stima. Battista termina e lascia la parola ad Aldo. Anche nella sera che lo vede protagonista, non perde lucidità e capacità di farsi capire. E fa capire che nella sua testa ci sono idee concrete. Ma volutamente dice che non è ancora il momento di approfondire, siamo ancora nella fase in cui bisogna ascoltare. Infatti conclude il suo intervento con una frase molto significativa: “ora è giusto che lasci al parola a voi, perché MERATE E’ DI TUTTI”. A questo punto quello che per me è stato il momento più significativo della serata. Di solito una persona in sala si prende l’incarico di prendere il microfono in mano e scendere fra il pubblico per facilitare gli interventi. Quella persona è assente, ma Aldo non ne fa un problema. Prende il microfono in mano, lascia il suo posto al tavolo, scende fra il pubblico e porge con la mano il microfono ad ognuna delle persone che sono intervenute. Non si parla solo con la bocca, si parla anche con i gesti, e in questo comportamento di Aldo leggo una forte e sincera volontà di ascoltare, nella consapevolezza che quello è il vero punto di partenza per il viaggio intrapreso. Arriverà il momento delle scelte, delle decisioni, della limatura del programma … Ma non ora. Il primo passo è ascoltare, anche se in testa le sue idee sono chiare, ascoltare , per essere sicuri di decidere conoscendo la realtà .. e Castelli è partito col piede giusto. In bocca al lupo, Aldo! Merate si merita un sindaco come te!
Un cittadino di Merate
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