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Scritto Martedì 29 gennaio 2019 alle 07:58

Perchè questa paura dell'altro?

Posso raccontare un'esperienza personale che mi è capitata venerdì sera alla stazione ferroviaria di Usmate. Stavo aspettando mia figlia che per un disguido non era arrivata; purtroppo nella fretta avevo dimenticato a casa il cellulare e non c'era altro modo di chiedere gentilmente a qualcuno la possibilità di telefonare.La prima persona a cui ho chiesto terminava ancora prima della mia richiesta, quasi infastidita, la seconda persona un giovane con auricolari alle orecchie mi fece subito capire che erano in esaurimento le sue chiamate, quasi che temesse di avere di fronte uno che voleva fregargli il cellulare.Ero preoccupato nel non poter comunicare a casa quando una ragazza di colore che teneva un bimbo nel passeggino, mi porse il cellulare con le parole :"Non ti preoccupare".Non posso che ringraziare attraverso Merateonline questa ragazza, che ha visto in me una persona da aiutare; aggiungo che avendo avuto bisogno una seconda volta del cellulare e rischiando di perdere l'autobus in arrivo mi ha permesso di effettuare la chiamata.Piccolo gesto, ma significativo di questa epoca che viviamo:Homo homine lupus, meglio ancora se di colore.Forse non c'è attinenza con quello che mi è successo, ma i fatti di questi giorni mi fanno pensare alle parole della giornalista Marina Corradi e della giornata della Shoah che ricorderemo domenica:
"Perchè tra trent'anni forse, quando il tempo avrà con fatica creato nel nostro Paese un amalgama fra chi c'era già e chi è arrivato da lontano, sui libri di storia delle scuole si racconeranno questi giorni. E i nipoti di quelli delle barche, dei campi libici, luoghi di tortura e di ogni sopraffazione, gli eredi dei sommersi e dei salvati chiederanno ai figli dei nostri figli: ma voi italiani dove guardavate? Sarà difficile allora e amaro, ricordare quel sonno, quella pazzia fatta di indifferenza e paura mischiate. Sarà aspro allora, ricordare, e affiorerà ombrosa la vergogna.
Le parole di Papa Francesco : "la paura ci rende pazzi" sono una verità scomoda della quale non possiamo trovare scusanti o recitando slogan elettorali che ci fanno dimenticare di essere uomini e per l'uomo, senza distinzione di razza, colore o religione.
Gianfranco Barbieri
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