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Scritto Lunedì 28 gennaio 2019 alle 18:15

La chiarezza che manca

Da tempo desidero fare chiarezza su alcuni punti, considerando che sono spesso attaccata nei post che pubblico sotto il mio profilo Facebook, siano essi miei o di altri.

Ho già dichiarato tempo fa che non “appartengo” a nessun credo politico, che sono cattolica, praticante poco, ma che non ho nessuna preclusione per chi professa altre fedi, purché sia rispettoso dell’essere umano. Pur avendo amministrato per alcuni anni un comune dichiaratamente di un credo politico, non mi ero dichiaratamente schierata perché come assessore ai servizi sociali, dovevo occuparmi di esseri umani, non certo di ponti, case, appezzamenti edificabili, vitalizi, emolumenti, bustarelle, nepotismi e quant’altro che sembrano i bocconcini golosi di tanti di quelli che si candidano in politica/partitica.

La politica è ben altro. E’ prendersi cura della “polis”, dei propri concittadini e dei rapporti di convivenza con i confinanti; di manutenere il territorio amministrato, di offrire dignità a chi ci vive con servizi e pulizia. Così si guadagna il rispetto e non certo con le polemiche e le ingiurie nei confronti di chi segue un altro schieramento. Questo sembra essere ormai ciò che sanno fare meglio i nostri politici, ed è talmente diseducativo, da non offrire più alcun aiuto nell’indirizzare i giovani ad un’etica e a una morale. Tutto si è ribaltato e di questo passo arriveremo a credere che costruire muri sia utile; arriveremo a pensare che il nostro orto è migliore di quello del vicino, che nostro figlio è il migliore della classe, è il più bravo nel campo di calcio, danza meglio di chiunque altro e suona il pianoforte divinamente, i maestri non capiscono niente…. Pardon! Ma questo sta già succedendo!

Dove stiamo andando? L’esempio che ci arriva dalla gestione del mar Mediterraneo è talmente lampante da accecarmi, ma solo io sono accecata?

Mi disorientano i media e mi nauseano i commenti di chi non è a capo del governo in questo momento. Dove erano tutti quelli che hanno governato prima quando iniziarono queste immigrazioni di massa? Non riesco più a credere nelle ONG, non capisco più se “volontariato” è un nuovo tipo di contratto di lavoro di cui mi sfuggono i termini. Vedo solo squadre di giovani che bazzicano ogni giorno ovunque, il colore della pelle mi disorienta solo quando li incrocio di notte, perché non li vedo, non perché sono neri o ne ho paura. Mi chiedo perché il nostro Stato non li sappia accogliere come forza lavoro, come ci fu detto tanti anni fa e li faccia pesare sulla comunità o li abbandoni, anche qui da noi, in mani criminali. Questi giovani sono destinati a delinquere, perché non hanno nessuno scopo nella vita. Non è così che si possono integrare, né che possano diventare “risorse” per il Paese, se non a livello elettorale. Mi chiedo se tutti quelli che dichiarano arrogantemente che vanno accolti, non abbiano mai proposto di farli accampare nei parchi delle loro ville. I tanti sacerdoti che sbraitano dal pulpito non aprono le porte delle chiese di notte, anzi! Il Vaticano stesso è blindato, come blindata è l’Europa, oltre le Alpi. Qualcuno sta lentamente insinuando che ci sono criminali che vanno a prendere i nuovi schiavi con la forza, li imbarcano e li scaraventano sulle nostre coste; ma così non facevano i maledetti negrieri che hanno colonizzato il sud degli Stati Uniti? Oggi, giorno della memoria, mi sento di dire che la memoria l’abbiamo persa del tutto. Forse è finita nei forni crematori, forse nel fondo del Mediterraneo, forse nei conti correnti miliardari intoccabili, forse solo nell’egoismo di tanta gente. Non ho ricette, ma chi crede di averle non se le sa spendere bene e la situazione sta sempre più degenerando.

Vorrei capire quali sono gli interessi che ruotano intorno a queste scelte: “tu di qua e tu di là”, e torniamo alla Shoah, inesorabilmente; e noi, cittadini qualunque, ascoltiamo – poco -, ci arrabbiamo – tanto -, crediamo di sapere invece non sappiamo nulla. Penso che il popolo sia molto più dei cento/duecento “padroni del mondo” che ci vogliono manipolare, eppure ci lasciamo sopraffare, non siamo capaci di coalizzarci tra noi, aiutarci, come si faceva quando non avevamo nulla. Oggi che abbiamo tutto non ce ne rendiamo conto e desideriamo sempre di più. Qualcuno, poi, rievoca la parola razzismo. Rosellina Balbi scrisse un bel libro parecchi anni fa dal titolo “Allerta, siam razzisti”, suggerisco questa lettura e capiremo che il razzismo cova in ognuno di noi, in qualche misura, e prima di giudicare gli altri, sarebbe bene conoscere se stessi.
Franca Oberti
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