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Scritto Lunedì 21 gennaio 2019 alle 18:12

Merate: la mossa di Vivenzio spiazza la Lega. E in assenza di un accordo in campo una lista civica trasversale

Per come la vediamo noi la decisione di Massimiliano Vivenzio di candidarsi a sindaco per il centrodestra è stata quasi obbligata. Obbligata dalla necessità, e ovviamente anche dal desiderio, di tenere unito il più possibile il gruppo di maggioranza uscente. Perché è chiaro che l'alleanza con la Lega con candidato sindaco Massimo Panzeri è risultata indigesta a diversi esponenti di Più Merate. Che, in assenza di una candidatura moderata non espressione del Carroccio, preferirebbero restarsene a casa.

La disponibilità offerta da Vivenzio, invece, ha ottenuto il primo risultato sperato: ricompattare l'intero gruppo anche se con qualche sofferto sì.

A questo punto la palla torna nel campo leghista. Il partito di Salvini temiamo faccia fatica a mettere assieme sedici candidati spendibili e capaci di intercettare il consenso popolare. D'accordo, i sondaggi gli assegnano il 36% ma alla travolgente crescita nel centrosud fa da triste contraltare la sfiducia progressiva del nord che vede nei provvedimenti varati dal Governo, aiuti al Mezzogiorno col reddito di cittadinanza finanziato col taglio alle detrazioni fiscali di chi lavora e il via libera all'aumento della fiscalità locale. Senza considerare i costi stratosferici della fatturazione elettronica, sia nella fase di avvio sia in quella del funzionamento.

Salvini al di là della questione immigrati sembra stia guardando più al consenso complessivo del partito che agli interessi della sua area storica di riferimento. E la linea dura vacilla sotto i colpi dei morti.

Una linea che non può essere condivisa dagli esponenti di Più Merate tradizionalmente di area cattolica e centrista.

La mossa a sorpresa l'ha fatta. Ora però Vivenzio deve portare avanti il lavoro iniziato lunedì scorso a Cassina: tentare sì l'alleanza con la Lega ma mantenendo salda la "barra" politica. Il che tradotto significa concedere pure tre assessorati in caso di vittoria ma mantenere per l'area di riferimento la carica di capogruppo, ruolo politico per definizione. Ruolo che calzerebbe a pennello per Dario Perego, non interessato ad alcuna carica operativa ma soltanto a portare il proprio contributo e l'esperienza politico-amministrativa.

L'alternativa a questo scenario? Esiste. Una formazione trasversale composta dalla frangia più moderata e centrista di Più Merate, con l'innesto di personaggi esterni all'aula ma già sufficientemente conosciuti e con esperienza amministrativa alle spalle.

La condizione per la nascita di questa lista è che vi sia la presenza attiva di una persona di fiducia del Sindaco. Non Vivenzio, dunque, non Panzeri ma un soggetto terzo con qualche idea in testa e una buona capacità di mediazione, al punto da poter acchiappare non tanto i voti di +Europa, che non sembrerebbero numerosi, almeno a giudicare dall'esito delle politiche, quanto il suo esponente più rappresentativo in città: Ernesto Sellitto. Impedendogli così di compiere un altro salto nel vuoto.

C.B.
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