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Scritto Sabato 19 gennaio 2019 alle 10:09

Panzeri, Lega: il Mandic non va salvato ma va valorizzato

La campagna elettorale per le elezioni amministrative di Merate è iniziata, questo è evidente; lo si evince chiaramente dalle dichiarazioni, peraltro scoordinate, dei vari esponenti che compongono (o scompongono) la sinistra meratese riguardo l'ospedale cittadino.

Il battage mediatico di questi giorni, parte da un documento approvato dalla giunta regionale che definisce norme generali (condivisibili o meno) riguardo il numero di prestazioni minime per garantire la sussistenza di reparti all'interno degli ospedali lombardi. Norme generali, e per certi versi generiche, non certamente specifiche per Merate!

Chi ha veramente a cuore il nostro ospedale non deve pensare a come "salvarlo" bensì a come valorizzarlo per consentirgli di mantenere alti livelli prestazionali.

Posto che i numeri, inteso come utenti, siano la discriminante per la sopravvivenza di un presidio ospedaliero su un territorio, cosa da cui dissento, siamo convinti che il continuo allarmismo rispetto all'ipotetica chiusura di alcuni reparti faccia del bene al nostro ospedale? Che creando sfiducia e incertezze ai cittadini si migliorino questi famigerati numeri? A mio parere no, anzi si induce la gente, nel dubbio, a rivolgersi altrove.

Appaiono sensate e responsabili le parole pronunciate dal Sindaco (e medico ospedaliero) di Casatenovo, certamente non afferente alla mia area politica, quando afferma ""I Pronto Soccorso vanno rinforzati, non chiusi. Anche Merate. Le regole sono una cosa: definiscono il livello di dotazioni minime. Chiudere un servizio così strategico, è altra cosa e sarebbe una scelta di ordine anche politico.

Non credo che sarà questa la scelta. In ogni caso come Sindaci nell'ambito del Distretto e del Cdr non abbiamo avuto informazioni in tal senso. Presteremo attenzione, ma credo che sia un tema che non si possa neanche immaginare di portare alla discussione. E immagino che non sia nelle intenzioni di Regione ed Asst"

Per quanto ci riguarda il tema dell'ospedale sarà certamente uno dei punti - non il solo - del nostro programma elettorale. Lo sarà però in un'ottica di valorizzazione del presidio, per quanto possa essere di competenza dell'amministrazione comunale, di un supporto ed una collaborazione fattiva con la dirigenza ospedaliera e di un confronto, se necessario anche critico, con la Regione stessa.

Non dimentichiamo però che solo una settimana fa si celebrava, finalmente, la firma dell'accordo per l'apertura del nuovo reparto di pneumologia al Mandic e che a breve partiranno i lavori per l'ampliamento dei locali del pronto soccorso. Tutto ciò sommato al relativamente recente acquisto della risonanza magnetica e al rinnovo dei blocchi operatori non mi pare siano indice di un declassamento così netto della struttura come si vuole fare apparire.

Concludendo, nessuno nega le criticità del presidio ma un conto è attivarsi, non solo a parole, per risolverle un altro è quello di far prevalere il disfattismo.

Massimo Panzeri
Capogruppo Prospettiva Comune - Lega Nord sezione Merate

Forse a Massimo Panzeri, molto impegnato sui diversi fronti sportivi, è sfuggito che non i media ma il direttore generale dell’ASST di Lecco Paolo Favini ha parlato di chiusura notturna del PS e soppressione del Punto Nascite. Arrivando buon ultimo avrebbe potuto documentarsi un po’ di più e convincersi – come hanno fatto tutti gli altri da destra a sinistra – che solo una reazione forte, compatta e immediata può sventare manovre subdole sistematicamente condotte contro il nostro ospedale. Se Panzeri avesse letto l’intervista a Roberto Zagni, giusto per fare un esempio, avrebbe forse colto quale sottile manovra è in corso per depauperare, ridurre, limitare rendere meno competitivo negando strumenti all’avanguardia, personale ecc. per “soffocare” il Mandic. Altro che valorizzarlo. Quanto ai suoi di esempi il trasferimento dell’Inrca era previsto nel 2004 e ancora non è avvenuto, la Risonanza magnetica risale ormai a cinque anni fa e il blocco operatorio ai tempi di Caltagirone e Bertoglio, diciamo tra il 2007 e il 2010.

Ma, francamente, non crediamo valga la pena di commentare oltre il pensiero del capogruppo leghista. Dopo le sparate del suo segretario sulle nascite, di cui ancora si sorride in ospedale, meglio lasciarlo ai campi sintetici. Quella è la sua zona preferita.

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