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Scritto Giovedì 17 gennaio 2019 alle 07:20

Mandic: sindaci pronti alle barricate. ''Vogliamo un incontro urgente con Favini, i servizi si rafforzano non si chiudono''

Sono intenzionati ad andare a fondo, chiedendo un incontro con il direttore generale Paolo Favini e avere rassicurazioni sul futuro dell'ospedale. Le esternazioni circa l'ipotizzata chiusura notturna del pronto soccorso del Mandic e la cancellazione del punto nascita una volta crollati i parti sotto le 500 unità annue, hanno colto impreparati i sindaci che nulla sapevano e non erano stati avvertiti di tali rischi e che ora hanno manifestato le loro preoccupazioni e la loro contrarietà, pronti a opporsi a qualunque ridimensionamento del servizio che vada a danno del territorio.

Andrea Massironi di Merate

"E' meglio prevenire che rincorrere dopo e riparare i danni. Nei prossimi giorni sentirò il direttore generale Favini e chiederò un incontro urgente con lui per capire a fronte di queste normative come ci si vuole muovere. É chiaro che come sindaci non abbasseremo la guardia e terremo gli occhi bene aperti perchè il nostro ospedale è una ricchezza per il nostro territorio e anche oltre i confini e non abbiamo certo intenzione di perderne i pezzi"





Filippo Galbiati di Casatenovo
"I Pronto Soccorso vanno rinforzati, non chiusi. Anche Merate. Le regole sono una cosa: definiscono il livello di dotazioni minime. Chiudere un servizio così strategico, è altra cosa e sarebbe una scelta di ordine anche politico.
Non credo che sarà questa la scelta. In ogni caso come Sindaci nell'ambito del Distretto e del Cdr non abbiamo avuto informazioni in tal senso. Presteremo attenzione, ma credo che sia un tema che non si possa neanche immaginare di portare alla discussione. E immagino che non sia nelle intenzioni di Regione ed Asst"



Alessandro Origo di Verderio

''Non posso che esprimere la mia ferma contrarietà. A chi ci dovremmo rivolgere quindi di notte in caso di emergenze, alla guarda medica? Per quando riguarda il punto nascite, poi, non essendo ancora la situazione così preoccupante, ma al di sopra dei limiti previsti dalla legge, trovo sia quantomeno prematuro avvertire che il servizio rischierebbe la chiusura. Dobbiamo considerare che Merate ha un bacino di utenza ampio, che va oltre il suo distretto. Chiaramente dovremo ragionare come assemblea dei sindaci''




Daniele Villa di Robbiate
''Chiaramente come sindaci dovremo mantenere una posizione unita. L'ospedale va difeso in qualsiasi modo. Io sono dell'idea che almeno il pronto soccorso la notte sia fondamentale e molto comodo. Pensare di recarsi a Lecco o Vimercate è troppo sconveniente. In questo caso non potremo è un servizio a cui non possiamo rinunciare. Lo stesso vale per il reparto di ostetricia, per quanto l'accesso sia più a discrezione delle famiglie. I miei figli sono nati ad esempio a Monza e a Lecco, una scelta dovuta al fatto che Merate è sprovvisto della terapia intensiva neonatale. Perciò in questo caso subentra un discorso tecnico e medico. Fintanto che i numero di parti rimane questo, direi che anche questo servizio debba essere mantenuto. Tanto più che è uno dei reparti più nuovi e vorrebbe dire aver sprecato delle risorse. Quando si prendono certe decisioni, ci si aspetterebbe poi che almeno una chiamata di cortesia venga fatta. E invece ad oggi non abbiamo avuto modo di conoscere il Direttore Favini''


Giovanni Battista Bernocco di Olgiate
''La chiusura del ponte ha influito notevolmente, è ovvio. Per noi è tuttavia molto importante, anche logisticamente, che il pronto soccorso rimanga a Merate, ovvero nel mezzo tra Lecco e Vimercate. Sono convinto che insieme agli altri sindaci, se ci sarà bisogno ci batteremo per tenerci stretto l'ospedale e tutti i servizi che ha. Sull'ostetricia il discorso è leggermente diverso, perché è un reparto che si sceglie di utilizzare. Ad ogni modo, quando viene a mancare un servizio è sempre un duro colpo da reggere. E se perdiamo un pezzo alla volta, rischiamo di perderlo per intero''




Renzo Rotta di Paderno
''Senz'altro trovo assurdo che si parli sempre e solo di numeri e non delle necessità del territorio. Qui la concentrazione è chiaramente più sparsa che in zone come Milano. Ma questo non significa che ci possiamo permettere di perdere il presidio storico del pronto soccorso. Se sarà così non potremo che fare la solita protesta scritta ed ufficiale, chiedendo un incontro per opporci''






Stefano Motta di Calco
''Ritengo sia necessario intervenire al più presto per riaffermare l'importanza strategica per questo territorio di entrambi i servizi aperti alla popolazione. Non credo sia opportuno anche solo ipotizzare la chiusura del pronto soccorso o del punto nascite. Non serve nessuno strappo alla regola, da parte nostra dobbiamo far capire a chi di dovere che sono entrambi servizi irrinunciabili, la cui dismissione vorrebbe dire indebolire il nostro ospedale al punto da renderlo facilmente assorbibile dal presidio di Lecco. E noi questo non possiamo assolutamente permettercelo. Perciò ci opporremo e definiremo in assemblea dei sindaci il da farsi, perché o manteniamo tutto o rischiamo di non avere più nulla''  



Efrem Brambilla di Santa Maria Hoè
''Non sono per niente d'accordo con le parole del direttore generale. Il Mandic offre servizi importantissimi per tutto il territorio, chiudere il pronto soccorso di notte non può che avere conseguenze gravi. Perdere il punto nascite sarebbe poi come perdere la nostra identità. Molti di noi sono nati a Merate. Se dovesse chiudere il reparto perderemmo il sacrosanto diritto di nascere in questo territorio e dovremmo andare a Ebra, Lecco o in altri ospedali molto più lontani. Ci sono situazioni di partorienti che devono correre in ospedale e non possiamo permetterci di non avere l'ostetricia a Merate. Trovo poi che sarebbe utile che il direttore conoscesse il territorio e le sue esigenze, magari affrontando con i politici locali, che hanno un orecchio sul territorio, prima di prendere certe scelte, che sarebbero indubbiamente deleterie e catastrofiche per tutti. Il Mandic sarebbe in questo modo svalutato e svuotato. Chiudere un pronto soccorso nel cuore della notte sarebbe come non averlo completamente, dato che un medico di base è difficilmente reperibile in quelle ore. La nuova sfida è lavorare molto per il futuro del nostro ospedale, rilanciarlo nel contesto brianzolo ed aumentare i servizi offerti alla cittadinanza. Se queste scelte dovessero essere confermate, come Sindaco sono pronto non solo a muovermi attraverso i canali convenzionali ma anche con una mobilitazione di piazza''


Adele Gatti di Airuno

''Questa non è altro che la dimostrazione che nel sistema lombardo i direttori decidono da loro, in barba ai sindaci. E' pur vero che sono liberi di farlo, senza neppure chiedere un parere, ma forse sarebbe stato meglio tener conto anche delle Amministrazioni locali che conoscono bene l'ospedale di Merate e sanno quando sia importante dal punto di vista territoriale, e quanto lo sia che i suoi servizi basilari rimangano attivi. Naturalmente ci auguriamo che non avvenga nulla del genere. Vorrà dire che chiederemo noi per primi, visto che le dichiarazioni sono ufficiali, un incontro con il direttore. Ci sono diverse altre questioni da chiarire. Ad esempio, non mi risulta che la Pneumologia abbia aperto, nonostante fosse in previsione per gennaio. Per il pronto soccorso credo che sarà necessario anche direttamente con chi lavora nel reparto, con i suoi coordinatori per capire se la coperta è corta, perché i medici se ne vanno, perché non c'è abbastanza personale. Ragionandoci, con delle scelte migliori allora le cifre del ps potrebbero non aggirarsi più tra 90 e 100 accessi''.  Gatti, che poco più di un anno fa aveva sostenuto la nascita di un comitato in difesa del presidio ospedaliero di Merate in seguito alla ''vicenda Del Boca'', ha dato modo d'intendere che quel movimento ha in qualche modo cessato di agire quando le acque, nel reparto di ginecologia, si sono calmate. ''In ogni caso, i comitati vanno benissimo e servono a tenere alta l'attenzione su un tema'' ha chiarito. ''Ma sostengo che sia molto importante un confronto con i sindaci e venga chiarito il fatto che non si trovino più direttori che siano in costante ascolto delle esigenze territoriali. Servirebbero, per realtà complesse come quelle ospedaliere, degli incontri periodici''

Stefano Fumagalli di Lomagna

"L'informazione ci è arrivata dalla stampa, già questo non va bene. Di certo non è positivo togliere dei servizi basilari al cittadino. Bisogna capire quali sono le reali intenzioni sul futuro dell'ospedale. Qualcosa andrà fatto, vediamo di fare massa critica"







Giovanna De Capitani di Cernusco Lombardone

"Se le regole ci sono, vanno rispettate. È vero. Ci sono tuttavia degli àmbiti istituzionali dove si può discutere e chiedere la modifica delle regole. È inevitabile che ci sia una mobilitazione da parte dei sindaci: sul sociale e sulla sanità non si può arretrare. Gli accessi al pronto soccorso possono essere inferiori perché i cittadini a un certo punto rinunciano per le enormi attese. Ma se il pronto soccorso venisse fatto funzionare a dovere non ci sarebbero difficoltà a raggiungere la soglia"





Paolo Brivio di Osnago
"C'è da dire che al momento non ci sono ancora atti ufficiali in merito, ma il tema non va sottovalutato. Non possiamo che esprimere preoccupazione. Sicuramente qualcosa faremo. Prima però è necessario vederci chiaro perché un conto sono le dichiarazioni riportate, un altro le reali intenzioni"







Bruno Crippa di Missaglia
 
"Ormai è qualche anno che sembra si stia facendo di tutto per chiudere i rubinetti al Mandic. So che il pronto soccorso ha già dei problemi, per mancanza di addetti e per le lunghe attese. Ecco, non mettiamo i carri davanti ai buoi. E' chiaro che il Mandic va tutelato. Il territorio in questo senso, come sindaci, ha visto sempre il Casatese e il Meratese collaborare. Perciò ci metteremo assieme e cercheremo di difendere il presidio, anche sottoforma di protesta a livello istituzionale, passando per ATS e Regione Lombardia. Dobbiamo assolutamente difendere i nostri diritti ottenuti in passato da sindaci come Maldini e Zappa che hanno creduto in questo territorio e in questo presidio. Diritti che dobbiamo per forza conservare"


Giancarlo Aldeghi di Barzanò
"La mia posizione è che non si possa chiudere di notte il pronto soccorso così, d'emblée. Mi sembra abbastanza scorretto. Ci potrà anche essere una norma, ma nulla vieta che le scelte amministrative di un ospedale vadano in un'altra direzione. Secondo me è comunque logico che rimanga aperto. Chiuderlo non mi sembra una soluzione. Per l'ostetricia è sempre il solito discorso: si guarda sempre e solo alla massima redditività economica e non a quella del servizio. Che nascano 500 bambini o 480 cambia poco. Mi confronterò indubbiamente con i colleghi. Un singolo sindaco non può portare avanti la protesta da solo"



Luca Rigamonti di Monticello

"Mi auguro che quanto ventilato non si verifichi poichè sia il presidio di Merate, sia quello di Carate sono ancora oggi per i cittadini del territorio di Monticello Brianza due importanti punti di riferimento. Chiudere il punto nascite del Mandic oltretutto denoterebbe ancora una volta una miopia perché non possiamo da un lato augurarci una inversione nel trend delle nascite e poi eliminare il servizio. Spero inoltre che all'ospedale di Merate possa continuare ad esserci un pronto soccorso attivo 24 su 24 ore: il nostro territorio non merita questa riduzione di servizi fondamentali"




Davide Maggioni di Sirtori
"Viviamo in un territorio molto densamente popolato e sappiamo benissimo che non ha senso nemmeno pensare di ridurre i servizi del Mandic. Anzi, questi vanno implementati, renderli di una qualità migliore. Se sono poco utilizzati, allora vanno resi più attrattivi. Se la gente non si reca di notte a Merate è perché ritiene che quel tipo di servizio non sia corrispondente alle sue esigenze. Allora sceglie di andare a Lecco o Carate. La domanda è se offriamo un servizio di qualità. Se possiamo migliorarlo. La chiusura del ponte può oggettivamente aver diminuito gli accessi, ma questa situazione si risolverà in uno o due anni. Passando al punto nascite, anche qui dobbiamo capire se la minore affluenza c'entra con il fatto che nei dintorni ci sia una qualità migliore. Penso che la conferenza dei sindaci del Casatese vedrà compatti i suoi componenti, insieme a quelli del Meratese, e faremo i nostri passi per capire se queste due chiusure corrispondono alla realtà. Se sì, capiremo se la chiusura sarà stata giustificabile o meno"
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