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Scritto Martedì 15 gennaio 2019 alle 14:38

Merate: Vivenzio spariglia le carte con una candidatura a sorpresa. Rinviato l’accordo tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia

La sintesi, lapidaria, è di Massimo Panzeri: “Abbiamo fatto due passi indietro”. Nelle premesse l’incontro tra gli esponenti di Più Merate, assenti il Sindaco per indisposizione e qualche altro consigliere, e il capogruppo in Consiglio Comunale della Lega cittadina, Massimo Panzeri, doveva servire a preparare le basi per una nuova alleanza, un po’ sul modello di quella vincente del 2009. Qualche punto programmatico importante e una presa visione delle rispettive disponibilità a candidarsi alla carica più alta. In campo c’erano Giuseppe Procopio per Più Merate e lo stesso Panzeri per la Lega. Con quest’ultimo decisamente avvantaggiato, potendo contare su ampi settori di Forza Italia e Fratelli d’Italia poco propensi a sostenere la corsa dell’attuale vice sindaco. Ma poco prima delle 21,30 nell’ex scuola elementare di Cassina Fra’ Martino è comparso Massimiliano Vivenzio, che fino a quell’ora aveva seguito l’assemblea di Retesalute in Municipio.
Preceduto dalla nostra indiscrezione,  Vivenzio ha subito esordito affermando di voler correre in prima persona. Non ha spiegato le ragioni di questa decisione, in netto contrasto con quanto andava dicendo nei mesi scorsi. Ma ai più attenti non erano sfuggiti due fatti che indubbiamente hanno costituito altrettanti motivi propulsori per indurre l’Assessore all’urbanistica a buttare sul tavolo la propria candidatura. L’avevamo scritto ieri: le manovre di Procopio – che tuttora si ritiene il candidato ideale – erano apparse poco limpide e meno ancora condivise; al contrario delle dichiarazioni di Alfredo Casaletto, molto chiare e taglienti, invece, circa la mancanza di uomini all’altezza di sostituire il sindaco Massironi, dentro l’attuale maggioranza.
Un’affermazione francamente sgradevole soprattutto proprio nei confronti di Vivenzio il cui curriculum politico è ormai ricco di esperienze ai vari livelli: amministrativo, societario, Socio-sanitario. Cosa abbia indotto l’attuale capogruppo di maggioranza a fare una simile sparata non è chiaro. Si spera non sia stata una battuta pronunciata per “tirare” la corsa di Massimo Panzeri. Perché in tal caso dovrebbe essere classificata come un clamoroso autogol. Chissà!
Resta il fatto che con frasi inequivocabili, si dice al limite del minaccioso, Vivenzio ha posto la propria candidatura. Il confronto a quel punto ha perso la motivazione originale. Massimo Panzeri è tornato nella sezione della Lega dove era in corso la settimanale riunione, in questo lunedì più che altro finalizzata a individuare i possibili candidati da inserire in una lista. Autonoma o in alleanza che sia.

Ora si attendono sviluppi. Può essere che Vivenzio abbia alzato l’asticella per poi negoziare un ruolo per se dentro l’alleanza con la Lega. Può darsi invece che nel quadro provinciale Merate sia incasellata col colore azzurro anziché verde, ma non è detto che i leghisti locali accettino imposizioni dall’alto. Può darsi, infine, che Massimo Panzeri accetti di correre secondo dietro a Vivenzio ottenendo, in caso di vittoria, la poltrona di vice sindaco e due altre poltrone di assessore per il secondo classificato della Lega e per una quota rosa. Lasciando così la seconda quota rosa e un posto di Giunta – a Procopio probabilmente – all’alleato forzista.

Il tempo per riordinare di nuovo le carte – sparigliate dall’imprevedibile Vivenzio – c’è, per cui le trattative andranno avanti nella direzione di presentarsi uniti alle elezioni di maggio. Certo ora la situazione si è fatta un po’ più complicata. E, nell’attesa di conoscere anche i principali  punti programmatici – necessario tanto quanto il nome di coloro che li dovranno poi attuare – resta la sintesi di Panzeri: anziché qualche passo in avanti verso la sigla dell’accordo politico lunedì sera sono stati fatti due passi indietro. A rimanere immobile è il solo Procopio. Incrollabilmente convinto che il posto di sindaco debba essere suo. Quasi per “divinazione”.
Claudio Brambilla
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