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Scritto Mercoledì 09 gennaio 2019 alle 18:01

Nuovo insediamento Fiocchi munizioni nel parco del curone

Buonasera,
scrivo in merito all'articolo su merateonline in data 08-01-2018 riguardante la fabbrica di munizioni Fiocchi e il Parco del Curone

L'Italia è tra i 10 paesi per maggiore esportazione di armi e armamenti, da soli siamo in grado di fornire il 2,5% di tutte le armi del mondo ove necessario, senza badare alla localizzazione finale delle nostre vendite, comprendendo quindi paesi come Yemen e Siria (solo per citarne qualcuno)

-Tutto ciò non potrebbe apparire strindete con le caustiche leggi del Parco?
L'attività venatoria a base proprio di armi e pallottole, risulta, a giusto avviso, limitata e poco tollerata; i permessi edilizi ricolmi di paletti, vincoli e linee guida invalicabili anche per le modifiche più elementari; la fruizione dei luoghi comuni, dei sentieri e della natura deve ottemperare a divieti, segnali e modus operandi atti a salvaguardare l'integrità di fauna e flora.

Apprendo inoltre dell'accordo siglato con LRH riguardante il fitodepuratore che dovrebbe essere locato su una superficie di 15,000 mq.
-Sarebbe opportuno valutare il costo di questa struttura e confrontarlo con azioni correttive sul sistema fognario esistente? D'altronde LHR dovrebbe essere una SPA a capitale pubblico partecipata da Enti Locali, pertanto ogni valutazione dovrebbe essere lecita a condivisa...

-Potremo quindi aggiungere alle visite istruttive di grandi e piccini, tra i gioielli paesaggistici e naturali della nostra già cementificata e martoriata Brianza, oltre alle falde acquifere, o alle tane dei tassi anche un modernissimo deposito di munizioni e armi con annesso fitodepuratore?

-Per quanto riguarda il traffico pesante e pericoloso che si andrebbe a creare sulle strade strette, piene di dossi ed irregolarità che caratterizzano quella zona del Parco, come avreste pensato di regolamentarlo?

Pongo quindi alla Vostra attenzione queste domande, sorte dopo un cruccio iniziale riguardante la possibilità di "cedere" quest'area ad altre iniziative, di fondamenta turistiche, ricreative o commerciali, insomma che possano realmente dare una senso etico al contesto Parco.
Mi viene però forse da pensare che ancora una volta l'altra faccia della medaglia ritragga il profilo economico per aver reso così facile una simile bruttura.

Ricordo di quando qualche anno fa istituzioni, cittadini ed associazioni riluttavano all'idea della ricerca del petrolio all'interno dei confini del Parco del Curone ed oggi l'unico spunto di riflessione a proposito di questo "nuovo" insediamento industriale arrivi da questa unica notizia di cronaca e non tramite avvisi ufficiali dell'Ente Parco.
All'epoca si rese necessario un vero e proprio "referendum" abrogativo, che vide la scelta da parte della popolazione di non procedere verso alcuna azione al fine di conoscenza della materia sottostante il suolo, diversamente da oggi, trattandosi di munizioni ed altri ordigni bellici ben conosciuti sia per ritorno economico che potenziale rischio verso persone e cose.
Marco Viganò
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