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Scritto Martedì 08 gennaio 2019 alle 19:01

Lomagna: l'arrivo di Fiocchi Munizioni all'ex RDB si fa vicino. Miglioramenti ambientali e 'viabilistici' in accordo col Parco

Sono sempre più vicine le munizioni della Fiocchi a Lomagna, nell'area ex RDB. Non tanto per l'attività venatoria, vietata secondo le prescrizioni del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone in quel lembo di paesaggio naturale. Quanto piuttosto per la costruzione di un deposito che servirà per stoccare le merci rivolte al mercato bellico e non. L'azienda lecchese, che in principio produceva anche bottoni automatici, ha dichiarato ricavi nel 2017 superiori a 180 milioni di euro, di cui oltre il 50 % negli Stati Uniti.


La più recente notizia riguarda lo schema di convenzione per gli interventi di miglioramento in via Giotto che interessa il Parco del Curone, il Comune di Lomagna e la società "Immobiliare Sernovella S.r.l.", proprietaria dell'area oggetto di riqualificazione. L'impresa ha però contatti stretti con la Fiocchi per costruire i nuovi edifici in base alle esigenze di chi poi effettivamente utilizzerà l'insediamento. Al momento ad aver deliberato è stato il Consiglio di Gestione del Parco, in una seduta di inizio novembre. Con quattro voti a favore, l'unico ad opporsi era stato il consigliere Venanzio Magni [di Sirtori, ndr] rimarcando "il proprio disagio nei confronti di un processo che consente l'insediamento di un'azienda appartenente all'industria delle armi". Nelle prossime settimane l'accordo sarà approvato anche dalla Giunta di Lomagna. Nel paese che ospiterà il deposito dovrà poi essere presentata dal privato la richiesta di permesso a costruire, a cui seguirà una specifica convenzione edilizia. Il Parco sotto un profilo tecnico dovrà fornire l'autorizzazione paesaggistica e la valutazione d'incidenza. Dal rilascio di tutti i permessi, i lavori dovranno essere realizzati entro tre anni. Nessuna trattativa al momento invece su eventuali posti di lavoro assicurati ai residenti.
Se nel 2016 l'Immobiliare Sernovella aveva proposto la realizzazione di un impianto produttivo per Fiocchi Munizioni, poi nel 2017 per scelte gestionali di quest'ultima era stato modificato il progetto. Il nuovo piano non prevede quindi la fabbricazione, ma esclusivamente il deposito di munizioni e bossoli.
Il tema, anche sotto un profilo morale, non è stato formalmente affrontato dall'organo "politico" dell'Ente, ovvero la Comunità del Parco, composta dai sindaci o loro delegati. L'unico Comune che aveva sollecitato l'attenzione era stato Sirtori con una mozione [clicca QUI] che dava mandato al proprio primo cittadino a farsi parte attiva nei confronti del Parco e in ogni altra sede opportuna per sostenere la posizione assunta dal Consiglio comunale [clicca QUI]. Nulla però è stato poi fatto.
In termini ambientali, il miglioramento sarà netto. Innanzitutto l'impresa attraverso la convenzione si impegna a demolire gli edifici e i piazzali dismessi ex RDB e il più contenuto ex Passoni. Problema noto, la mancata bonifica fino ad oggi dall'amianto. Il materiale con cui sono stati costruiti gli edifici fatiscenti viene definito nella convenzione "di basso pregio". L'eternit viene nominato espressamente solo a pagina 12 di 19, quando si specifica che verranno condotte delle indagini tecniche per definire eventuali contaminazioni del suolo, con bonifica dei siti che presentano valori di concentrazione superiore ai limiti previsti dalla legge. Le coperture dell'ex RDB in cemento eternit vengono stimate in 12 mila mq.
In un unico e funzionale comparto di complessivi 45 mila mq circa verranno costruiti due depositi in pannelli prefabbricati con speciale graniglia di porfido: uno di 6.770 mq circa destinato a magazzino di cartucce, bossoli innescati e inneschi per armi di piccolo calibro, e l'altro di 4.255 mq per stoccare materiali inerti. Nell'area ex Passoni verrà costruita l'abitazione bifamiliare per il custode di 250 mq distribuiti su due piani. È previsto anche un parcheggio ad uso pubblico per i visitatori del Parco, ma gestito per la manutenzione dalla proprietà, di 550 mq. Sono previsti poi interventi di sistemazione dell'argine del torrente Molgoretta. Si dovranno rinaturalizzare altre zone attigue con rimboschimenti e aree umide. Sarà realizzato un sentiero pedonale lungo il corso d'acqua. Le attività colturali sulle piante devono protrarsi per cinque anni dall'impianto.


A seguito di una laboriosa serie di incontri con Immobiliare Sernovella, è stata recepita la proposta del Parco di concedere circa 15 mila mq del comparto per la costituzione di un impianto di fitodepurazione, la cui realizzazione sarà a carico di Lario Reti Holding. Sarà realizzato un sistema di specchi d'acqua che raccoglierà i reflui provenienti da Montevecchia e Lomaniga e grazie a elementi naturali depurerà i prodotti fognari, riducendo così l'impatto sul territorio. Uno dei problemi più sentiti all'interno del Parco e riconosciuto dai membri del Consiglio di Gestione riguarda infatti le criticità che si evidenziano nei periodi di forte pioggia. Il collettore fognario lungo il Molgoretta si sovraccarica e causa l'inondazione sui campi attigui delle acque miste che scorrono nelle condutture, con un evidente danno ambientale.
LRH ha già un progetto approvato per la realizzazione di un impianto di fitodepurazione che inizialmente, circa quattro anni fa, pensava di allocare in una zona agricola leggermente a Nord dell'ex sito produttivo RDB. Nel caso in cui Lario Reti Holding non iniziasse i lavori entro due anni dalla sottoscrizione della convenzione, scatterebbe la garanzia di 100 mila euro a favore dell'Ente Parco da destinare a opere di valenza ambientale in altre aree del Parco.
Marco Pessina
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