Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 288.358.259
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 13/01/2019

Merate: 81 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 69 µg/mc
Lecco: v. Sora: 54 µg/mc
Valmadrera: 75 µg/mc
Scritto Giovedì 20 dicembre 2018 alle 18:19

Merate: ai settantenni la difesa del bene comune. Ma dopo di loro?

C'è ancora quell'uomo, dal quale molte visioni ci dividono, a combattere in prima linea per la difesa di un'azienda speciale di nome e di fatto come Retesalute. All'Assemblea di lunedì, iniziata alle 19,30 e terminata a ridosso di mezzanotte di meratesi, cioè di cittadini residenti nella città in cui è nata l'azienda che si occupa dei servizi alla persona, minori, anziani, disabili, problematici ecc. ecc ce n'erano due: uno tra il pubblico, il solito Aldo Castelli, classe ‘49 e l'altro a presiedere l'assise, Andrea Massironi, classe ‘46. Uno che tranquillamente potrebbe dire, ma chi me lo fa fare, esattamente come il dottor Castelli. Ma tutti gli altri? I boriosi che si sono già autocandidati a sindaco? Dov'erano Giuseppe Procopio, velleitario condottiero di un centrodestra che non lo vuole e Gino Del Boca, capo di una mini tribù di giovanotti che trovano buono incontrarsi ogni tanto per poi concludere la serata al bar anziché partecipare almeno agli appuntamenti essenziali per la comunità?

Castelli, in una intervista al nostro giornale concluse dicendo che il futuro starà nel passato. Ora più che mai siamo d'accordo con lui. Se il futuro sono i leghisti, assenti praticamente da tutto, con l'esclusione dei campi di tennis e di calcio, Dio ce ne scampi. In tutte le dure battaglie a difesa di Faresalute e Retesalute non si è sentito un afflato provenire dalle esili fila del Carroccio. Il suo segretario si sente quando meno se ne sente il bisogno e per lo più con incomprensibili polpettoni.

Peccato che Andrea Robbiani sia ormai fuori servizio. Queste battaglie le avrebbe portate avanti con determinazione. Proprio come Massironi, due soggetti con caratteri non facili, decisionisti, e perciò avversari, ma sempre sul pezzo.

La consigliatura del 2019 sarà la nona di cui, speriamo, racconteremo la nascita e magari un pezzo di vita. Ma così, su due piedi, senza Massironi e Robbiani, non scrutiamo nulla di buono all'orizzonte. A parte la figura di Aldo Castelli che per l'impegno quarantennale, dal Comitato di gestione degli anni ottanta alla carica di vice sindaco nei primi anni novanta fino al prolungato ruolo di scrupoloso consigliere di opposizione, merita davvero di terminare la carriera come Albani e Massironi, prima di lui.

Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco