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Scritto Sabato 15 dicembre 2018 alle 19:58

Ponte, il Comitato manifesta: lavori siano h24 e 7 giorni su 7. Contestati l’ing Cavacchioli di RFI e assessore regionale Terzi

La prima di una serie di manifestazioni pubbliche per fare pressione su RFI affinché il Ponte San Michele sia ripristinato al più presto si è svolta nel pomeriggio di sabato 15 dicembre sulla sponda di Calusco, dove di fatto è sorto tre mesi fa il Comitato promotore e dove le difficoltà si sono rivelate maggiori che altrove, almeno per quanto riguarda il commercio locale. Per il resto, la chiusura del secolare raccordo tra provincia di Bergamo e provincia di Lecco è stato un guaio per migliaia di pendolari e lavoratori provenienti da territori molto più vasti, ed è perciò che sul palco allestito per l'occasione non sono saliti solamente i sindaci di Paderno e Calusco ma almeno una decina di altri primi cittadini.

Di fronte a loro alcune centinaia di persone, tutte in qualche modo toccate dal disagio, tutte quante in difficoltà. I fischi riservati all'ingegner Luca Cavacchioli, direttore generale di RFI Lombardia, il quale ha deciso coraggiosamente (come ha commentato lo stesso Ruben Bergonzi, presidente del Comitato Ponte San Michele) di partecipare all'evento, non sono altro che l'emblema di queste difficoltà. I saluti portatida da Cavacchioli a nome del commissario straordinario,  che ancora non ha posato una suola di scarpa sul ponte, non sono stati graditi dal pubblico. Poi è stato chiarito che l'ing. Maurizio Gentile arriverà tra Paderno e Calusco a gennaio (ancora ovviamente mancano i dettagli della sua visita). Nel suo intervento, intervallato parecchie volte dalle contestazioni dei presenti, l'ingegner Cavacchioli ha provato a chiarire quali sono stati, per RFI, i passaggi che hanno determinato la chiusura del San Michele.

''Tutto ciò non è altro che la conseguenza di un ennesimo monitoraggio che abbiamo fatto a settembre'' ha spiegato venendo contraccambiato ancora da fischi. ''I nostri tecnici specializzati e rocciatori hanno prima fatto una mappatura su tutto il ponte, e con questa ennesima verifica si è notato che degli elementi strutturali ubicati sul suo arco portante, in corrispondenza delle fonazioni e sull'impalcato stradale, non avevano più i requisiti di capacità portante per garantire condizioni di sicurezza al traffico ferroviario e stradale''. L'ingegner Cavacchioli ha tenuto poi a precisare che i monitoraggi sono stati concreti e reali. ''Li abbiamo effettuati tra il 2011 e il 2014 per studiare il comportamento della struttura'' ha proseguito.

Il presidente del Comitato Ponte San Michele, Ruben Bergonzi

''I dati raccolti sono serviti per andare a fare la progettazione. Dopo questa prima verifica, visionando asta per asta, con addirittura prove metallografiche di alcune sezioni più critiche, abbiamo poi assemblato tutti i dati e li abbiamo montati su dei modelli di calcolo. Il tutto è durato 2 anni. L'ultima volta che abbiamo fatto girare i modelli di calcolo è stato lo scorso settembre e purtroppo, come avviene in certi casi, i risultati non potevamo prevederli''. Dal pubblico si sono però subito alzate delle repliche molto decise, con alcuni presenti che hanno fatto notare all'ingegnere di RFI che, tuttavia, la manutenzione potevano farla eccome e magari anche evitando una chiusura così improvvisa. ''In questi anni di manutenzione straordinaria e ciclica-variabile ne è stata fatta'' ha chiarito.

L'ing. Luca Cavacchioli, direttore generale RFI Lombardia

''E' stata messa, ad esempio, una piastra ortotropa di irrigidimento del ponte in corrispondenza dell'impalcato ferroviario. Ma, come avviene con il tagliando dell'auto, man mano che l'auto invecchia le manutenzioni diventano sempre più importanti. Così ora siamo arrivati ad una necessità di intervento da 21,6 milioni di euro''. In molti tra i presenti, al termine del suo intervento, hanno fatto intendere di non credere ancora che RFI abbia realmente realizzato opere di manutenzione in tutti questi anni sulla struttura, e né tantomeno che dei rocciatori abbiano effettuato verifiche.

VIDEO


Tra le diverse autorità intervenute, l'unico che è in qualche modo andato a dare manforte all'ingegnere di RFI è stato il sindaco Renzo Rotta, quantomeno per confermare che dal 2011 al 2014 i monitoraggi furono eseguiti realmente.

 ''Ve lo garantisco io'' ha commentato. ''Allora ero vicesindaco e diedi l'autorizzazione per l'allaccio alla cabina per fornire corrente ai computer''. Contestatissima (ma meno dell'ingegner Cavacchioli) anche l'assessore ai trasporti di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi. Ma come il direttore generale di RFI, anche Terzi è dovuta salire sul palco con argomenti concreti.

Il sindaco di Paderno Renzo Rotta

 ''Nonostante Regione non abbia nessuna competenza, perché come sappiamo bene la strada sopra è delle due Provincie e la ferrovia di RFI, così come tutta la struttura del Ponte, rendendoci conto che questa infrastruttura è fondamentale non solo per due Comuni ma per tutto il territorio, abbiamo da subito organizzato tavoli territoriali per anticipare in ogni modo le azioni del commissario ed evitare che l'intervento rimanesse incastrato nella burocrazia'' ha spiegato.

L'assessore Claudia Maria Terzi

''Stiamo poi cercando di gestire in un momento già di grave difficoltà la questione dei servizi sostitutivi. Istituendo nuove linee di pullman per gli studenti che da Paderno devono raggiungere Bergamo. Abbiamo anche istituito il treno delle 7.10, a Paderno, accorgendoci però che non avendo una traccia percorribile era meglio lasciare perdere. Arriverà quindi il 7.45 che sarà un diretto verso Milano. Insieme ai rappresentanti dei pendolari, oltretutto, stiamo studiando dei nuovi percorsi per le navette sostitutive, dato che abbiamo capito che non funzionano a dovere. Valuteremo con i pendolari se da Calusco continueranno ad andare a Paderno oppure saranno dirottate ad Olgiate. Queste partiranno il 2 gennaio''.

Il faccia a faccia tra l'ing. Cavacchioli e Marco Ardenghi, tra i promotori del Comitato

A riservarsi l'intervento conclusivo è stato il padrone di casa Ruben Bergonzi, presidente del Comitato, che ha elencato tutto ciò che vorrebbe fosse realizzato. ''Vogliamo che i lavori veri comincino il prima possibile'' ha spiegato. ''Sappiamo che possono anche lavorare 7 giorni su 7 e 24 ore al giorno. Dobbiamo fare in modo che gli operai, perché non sono coinvolti soltanto imprenditori, riescano ad arrivare in tempo sul posto di lavoro. Chiediamo degli indennizzi per la parte disagiata, che siano anziani, giovani o professionisti. Qui qualcuno deve mettere mano al portafoglio. Ci sono tra noi parlamentari e politici. Chiediamo loro degli sgravi come la sospensione immediata degli studi di settore per le attività produttive e la sospensione immediata di acconti delle imposte che ci troveremo a pagare il prossimo giugno, senza avere soldi. Chiediamo poi un commissario aggiuntivo e operativo, che sia del territorio e non un burocrate che se ne sta a Roma, senza poter nemmeno vigilare su quanti operai ci sono al lavoro''. Al contrario di quelli dell'ing. Cavacchioli e l'assessore Terzi, l'intervento del dottor Bergonzi è stato accolto con un'ovazione dei presenti.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

A.S.
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