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Scritto Mercoledì 05 dicembre 2018 alle 10:17

Carnate: a lezione dal comandante per riconoscere le truffe

Truffe di ieri e di oggi in rassegna. Una carrellata di consigli utili per non perdere di vista le tipologie più utilizzate e "stare al passo" con le pensate truffaldine più in voga del momento. Escamotage nel bagaglio dei neofiti del raggiro come dei professionisti più navigati del furto.
A parlarne insieme al consigliere delegato ai Servizi alla Persona Elisabetta Defendi, lunedì, al Centro Anziani di Villa Banfi, ci ha pensato il comandante della stazione di Bernareggio (con competenza anche su Carnate, Ronco e Aicurzio), Marco Barsanti.Un aggiornamento periodico che non guasta, per un argomento che resta sempre attuale, davanti ad un pubblico composto in massima parte da anziani. Non a caso, tra i soggetti più vulnerabili sotto questo aspetto. La premessa del comandante non poteva che riprendere l'annoso consiglio di non aprire a nessuno quando si è in casa, specialmente se soli, "nemmeno al postino per il ritiro della raccomandata. Se vedete che non è il solito, può tranquillamente lasciare l'avviso di consegna nella casella delle lettere e voi ritirarlo quando volete alla posta".

Il comandante Marco Barsanti conduce la 'lezione' sulle truffe al Centro Anziani di Villa Banfi

Nella lista delle modalità più gettonate non mancano le classiche proposte commerciali degli operatori, il sopralluogo dell'addetto del gas per la fantomatica fuga presunta, ma anche l'installazione di sistemi per la rilevazione delle perdite di gas, che gli impostori spacciano per obbligatorie, quando non lo sono affatto. "Oramai gli operatori principali, quando devono fare una promozione pubblicitaria di un prodotto particolare tramite porta a porta sul territorio, lo comunicano preventivamente a noi o in comune - ha precisato Barsanti - Quindi per togliervi ogni dubbio potete sempre fare una telefonata e poi eventualmente aprire". Meno conosciuta è probabilmente l'improbabile truffa del parente, per cui si rende necessaria un'ingente somma di denaro ai fini della scarcerazione.
"Di solito la prima parte del sopruso si svolge al telefono, con la vittima che viene portata facilmente in uno stato di agitazione per la mancanza di informazioni certe sullo stato del parente. A questo punto vi viene chiesta una cifra (di solito molto alta) per la sua scarcerazione, che qualcuno successivamente passerà in macchina a ritirare. Ma il sistema italiano non prevede che vi possa arrivare  una richiesta del genere, perchè in Italia non esiste la cauzione".

Altre truffe sono molto simili tra loro nella dinamica di aggiramento: spesso viene chiesto dall'impostore di turno che suona il campanello, di mettere tutti gli ori, i gioielli e i soldi in una busta per precauzioni, chiaramente infondate, ma che per la concitazione del momento ci viene da eseguire. Ad esempio, i ladri avvistati nell'appartamento adiacente. Averi che poi spariscono con l'aiuto del solito complice. Un passaggio importante è quello dedicato dal comandante alle nuove frontiere del raggiro. Qui la raccomandazione è a prestare attenzione a truffa molto caratteristiche, come quella dell"'abbraccio", che proprio in Brianza, purtroppo, nell'ultimo periodo ha fatto qualche vittima.
La tecnica è sempre la stessa: una giovane donna (spesso dell'Est) si avvicina ad una persona (generalmente anziana) chiedendole una semplice informazione, e per ringraziarla della risposta la ragazza l'abbraccia, sfilandole, con estrema disinvoltura e movimenti rodati, catenine, orologio e tutti i gioielli di valore che trova addosso al malcapitato. La donna poi fugge insieme al complice che l'aspetta in macchina. Un'altra trovata truffaldina di recente invenzione è quella della "cassetta della frutta". In questo caso il malfattore, fingendosi un vecchio amico della vittima, scende da un furgone e propone una cassetta di frutta e magari qualche altro frutto, chiedendo in cambio una piccola somma simbolica in denaro. Nel caso in cui la vittima abbia in tasca solo tagli grossi, il truffatore si fa dare la banconota simulando di prendere il resto che ha sul furgone. Ma in realtà è il pretesto per rimettere in moto e filarsela.
Alla base della sicurezza, però, c'è prima di tutto la prevenzione a monte, che come detto, passa dal non aprire la porta di casa a nessuno, quindi dall'installazione dei sistemi di allarme e di videosorveglianza, e in terza battuta dalle inferriate. Fermo restando un dato piuttosto indicativo, che svela come nell'ultimo anno a Carnate non ci siano state segnalazioni né denunce di truffe ai danni di persone anziane.
M.L.
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