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Scritto Martedì 04 dicembre 2018 alle 15:34

Valli: legittima la scelta del Barro. Solo il Parco Curone ha votato la fusione che non è obbligatoria ma su base volontaria

Spett.Le Redazione
ho letto il vostro articolo del 3 dicembre 2018, relativo al Parco del Curone, dove si riportano le doglianze del Presidente Mascheroni in merito ad una certa resistenza del Parco del Monte Barro alla fusione tra i due Enti.

Non sta a me dire se la Legge Regionale n.28/2016 sia buona nel merito e ben scritta sotto il profilo della tecnica legislativa.

Faccio notare però che il passaggio da Voi citato "*unificazione di due o più parchi dello stesso ambito territoriale ecosistemico, con istituzione di un nuovo ente gestore, che subentra alle precedenti gestioni*", estrapolato dall’articolo 2 della Legge, altro non sia se non la definizione di Aggregazione tra Parchi.

Fornita questa come altre definizioni (tra le quali: quella di Aree regionali protette; quella di Ambito territoriale ecosistemico ...) la Legge Regionale non mi risulta imponga che l’aggregazione avvenga “ope legis” - come scritto nell’articolo. Certo, la Legge chiedeva che i Parchi individuassero un ambito territoriale di riferimento e, soprattutto, che formulassero una proposta di razionalizzazione dei servizi, promuovendo la gestione associata delle funzioni amministrative, ma l’aggregazione, lungi dall’essere un diktat, poteva e può avvenire su base volontaria, previa individuazione di un ambito territoriale ecosistemico di riferimento comune. Cioè di un territorio che per caratteristiche morfologiche, naturalistiche e ambientali fosse affine ai Parchi di riferimento.

Ebbene il Parco del Monte Barro, una volta delineata la propria identità ecosistemica (mi sia consentito definirla così), non gioca affatto sul cavillo; piuttosto applica la Legge in modo corretto, evidentemente non riscontrando affinità ecosistemica con il Parco del Curone.

Che il territorio lombardo sia ricco e variegato è un pregio. E la Legge Regionale non mi pare anteponga a tale dato ontologico l’idea di promuovere la gestione associata dei servizi e di creare massa critica tra gli Enti gestori; con buona pace di chi da un lato critica la Legge e dall’altro intravede qualche vantaggio politico dall’eventuale fusione tra Parco del Curone e Parco del Barro - soprattutto se si dovesse spostare verso Lecco il baricentro del nuovo Ente.

D’altro canto dopo un’attenta lettura del Vostro articolo credo sorga spontanea una domanda: perché solo il Parco del Curone, con tanto di delibera approvata anche da Merate, ha interpretato la Legge in senso impositivo rispetto all'aggregazione, che invece è su base volontaria?

Cordiali saluti
Andrea Valli
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