Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 285.279.932
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 26/11/2018

Merate: 33 µg/mc
Lecco: v. Amendola: ND µg/mc
Lecco: v. Sora: 15 µg/mc
Valmadrera: 13 µg/mc
Scritto Martedì 04 dicembre 2018 alle 12:32

Merate, l'onorevole Marco Minniti: ''Quello approvato  è un decreto insicurezza. Il PD però deve vincere  la partita del consenso''

Si è conclusa ieri all’Auditorium comunale di Merate la rassegna «Leggeramente Off». La manifestazione, organizzata da Assocultura Confcommercio Lecco e patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e della regione Lombardia, con la collaborazione di Camera di Commercio, Comune e Provincia di Lecco, ha avuto come ospite d’onore l’ex ministro degli Interni Marco Minniti, che chiude un tris di tutto rispetto.
I due incontri precedenti avevano infatti visto come protagonisti lo psicanalista Massimo Recalcati e il cardinale Angelo Scola.

L'onorevole Marco Minniti

In programma la presentazione del nuovo libro del deputato Dem dal titolo “Sicurezza è libertà”, un tema da mesi ormai al centro del dibattito politico del nostro Paese. Tante le istituzioni civili presenti in sala, nonche gli esponendi locali del PD.
«La sicurezza – ha esordito Minniti – è un bene comune che deve essere tutelato».

Da sinistra l'on. Gianmario Fragomeli, Roberto Invernizzi (presidente Provincia di Monza), il sindaco di Merate Andrea Massironi,
di Cernusco Giovanna De Capitani, di Paderno Renzo Rotta e il comandante dei carabinieri Roberto De Paoli

Il parlamentare ha criticato duramente il decreto Sicurezza, convertito proprio nella giornata di ieri in legge: la norma, fortemente voluta dalla Lega e da Matteo Salvini, era stata contestata aspramente dalle opposizioni che erano arrivate fino ad appellarsi al Capo dello Stato che però ha deciso di firmare il testo approvato dalle Camere.
«Questo non è un decreto Sicurezza, ma un decreto Insicurezza poiché elimina il modello di integrazione diffusa per ritornare al modello dei grandi centri per i migranti». Minniti ha poi ricordato lo sforzo fatto dal governo Gentiloni per garantire la pace nel territorio libico e limitare il fenomeno dei flussi migratori.
Lo scorso marzo, dopo una maratona di 72 ore, l'ex ministro degli Interni era riuscito a concludere un accordo di pace tra i leader di Tebu, Suleyman e Tuareg con l' obbiettivo di intensificare il controllo delle coste libiche e dei 5 mila chilometri al confine con Ciad, Algeria e Nigeria. Non mancano le critiche al nuovo governo gialloverde in materia di economia.
Il governo Conte, definito da Minniti «nazionalpopulista», è riuscito in solo sei mesi a «isolare e indebolire l’Italia e a renderla più fragile economicamente». Stando alle ultime stime dell’Istat, l’economia italiana nel terzo trimestre ha avuto un nuovo rallentamento, mentre è salita al 10,6% il numero dei disoccupati.

Quest’ultimo dato va però letto in relazione al numero degli inattivi (in leggera diminuzione) e di conseguenza le nuove stime non possono essere lette in termini assoluti. Per Minniti l’attuale governo «ha compiuto un capolavoro politico al contrario. Ad un certo punto questa regressione è stata chiamata addirittura “decrescita felice”. La decrescita è sotto gli occhi di tutti. Ora rimango in attesa della felicità».
Inevitabile poi passare ai problemi del Partito democratico che fatica a ritrovare un equilibrio e un punto da cui ripartire.

Dure le critiche di Minniti alla sua parte politica che «non deve essere autoreferenziale». Il prossimo 3 marzo il Pd deve scegliere il suo nuovo segretario. Una corsa ad ostacoli che vedrà fronteggiarsi tre esponenti di spicco: Nicolo Zingaretti, Maurizio Martina e lo stesso Minniti. Il rischio è quello di dividere ulteriormente un partito che dopo la batosta elettorale del 4 marzo scorso non sembra avere la capacità di tornare a correre da protagonista.
«Il Congresso – ha ribadito l’onorevole – deve esprimere una leadership forte. Abbiamo già perso troppo tempo dalle elezioni e ora non ci possiamo permettere un segretario frutto di un patto tra le varie correnti».

Minniti vuole far leva su quella parte del Paese che non crede in una società chiusa e antieuropeista.
«Non bisogna però avere fretta. Non dobbiamo trovare la via più breve per tornare al governo, magari con un colpo di teatro. Dobbiamo avere l’ossessione per vincere "la partita del consenso". Il compito della politica è trasformare i sogni in realtà e noi oggi dobbiamo trovare donne e uomini coraggiosi, capaci di sognare ad occhi aperti».
Beniamino Valeriano
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco