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Scritto Lunedì 03 dicembre 2018 alle 11:09

Parco Curone: ancora incerta la modalità di applicazione della norma sulle aree protette

La Legge regionale che ridefinisce l'assetto delle aree protette è del 2016, ma ancora a fine 2018 la situazione è caotica e polverosa. Tanto che al Pirellone si starebbe pensando di inserire nella manovra di bilancio una modifica alla Legge n. 28/2016. Nonostante qualche esodo dal progetto di costituzione di un ambito territoriale ecosistemico, per il Parco del Curone si era trovata una soluzione tutto sommato di equilibrio. Il nucleo dell'unità territoriale era dato dall'aggregazione dell'Ente con sede a Montevecchia con l'omologo del Monte Barro. Ora quest'ultimo si attacca ai cavilli sull'interpretazione della Legge n. 28 e dimostra una certa resistenza all'idea della fusione. A presentare lo scenario è stato il presidente dell'Ente Parco di Montevecchia Eugenio Mascheroni alla Comunità del Parco del 28 novembre.

Il presidente Eugenio Mascheroni


Il Monte Barro vuole mantenere la propria autonomia in buona sostanza. Nella Legge per definire in cosa consiste un'aggregazione tra Parchi sancisce espressamente che si tratti della "unificazione di due o più parchi dello stesso ambito territoriale ecosistemico, con istituzione di un nuovo ente gestore, che subentra alle precedenti gestioni". Una definizione che non lascia dubbi. Se non che - a detta del presidente del Parco del Monte Barro - l'art. 3, al comma 6, insinuerebbe la non obbligatorietà di questa soluzione. In quel passaggio si parla di razionalizzazione dei servizi, di esercizio in forma associata delle funzioni amministrative, di riorganizzazione, ma soprattutto di "proposta di aggregazione volontaria tra parchi". «Io ho chiesto in Regione si faccia un'interpretazione autentica dove si dica che per adesso si possa procedere con le aggregazioni di servizio - ha comunicato Mascheroni - Verificato che si possono fare le aggregazioni di servizio, si procede con la fusione».

Il vero problema è che ciascuno dei Parchi Regionali della Regione si è sostanzialmente cucito addosso un ambito ecosistemico preciso per evitare qualsiasi rischio di fusione: questo porterebbe alla assurda situazione che gli unici due Parchi in tutta le Regione che rischiano la fusione "ope legis" siano proprio il Barro e il Curone... Insomma: quasi una Legge "ad personam", ma al contrario...

Se c'è qualcosa di buono dalla Regione è che rispetto all'anno scorso si riceveranno 9 mila euro in più di finanziamento. La variazione di bilancio inserisce 19 mila euro in più dalla Regione che serviranno per le spese di funzionamento. La manovra prevede anche un +3.894 come contributo regionale per l'antincendio boschivo. In chiusura dell'assemblea l'assessore all'Ecologia di Olgiate Molgora Matteo Fratangeli ha avanzato una proposta: «Sollecito ad aggiornare il Piano Intercomunale di Protezione civile». Ha quindi suggerito di prevedere in una prossima variazione di bilancio una voce dedicata al finanziamento di una nuova progettazione con l'incarico ad un tecnico.
M.P.
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