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Scritto Martedì 27 novembre 2018 alle 16:43

Merate: la Lega di Panzeri si confonde con la maggioranza e l’opposizione in Aula la fa ormai solo il centrosinistra

Siamo alle comiche finali. Ma non c'è nulla per cui ridere. Quando un capo dell'opposizione per esprimere il proprio consenso su una proposta della maggioranza si trasforma in un difensore d'ufficio anziché limitarsi a motivare il parere favorevole, allora delle due l'una: o questo "capo" ha già un accordo in tasca con esponenti della maggioranza oppure non conosce l'abc della politica.

L'one man show di Massimo Panzeri ha toccato punte talmente grottesche da suscitare l'ilarità del folto pubblico. Panzeri ha difeso la scelta di stanziare 450mila euro per il campo di allenamento al comunale cavalier Enrico Ferrario come nessun membro della maggioranza è stato in grado di fare. Ha stravolto completamente le regole dell'aula che possono pure vedere momenti di sintesi unitaria ma non possono prescindere da una visione più complessiva, come opportunamente hanno sottolineato i componenti della minoranza di centrosinistra Valeria Marinari e Alessandro Pozzi e l'astenuto Fabio Tamandi. Una trasformazione quella di Panzeri che si può definire tale solo a condizione che abbia ottenuto la candidatura a sindaco scavalcando Giuseppe Procopio anche in virtù dei rapporti di forze totalmente differenti tra i partiti di riferimento.

Impressionante la giravolta al termine del dibattito sull'accattonaggio, tema sollevato meritoriamente proprio dalla Lega. Le risposte dell'assessore Gargantini all'interrogazione non avevano convinto Panzeri tanto da indurlo a dichiararsi insoddisfatto. Poi la Gargantini ha elencato il numero teorico di migranti in città, 39 contro i 44 come numero massimo possibile, ma senza precisare un elemento decisivo, cioè se mai qualcuno abbia verificato effettivamente chi e quanti soggiornano nei "Cas", cioè nelle abitazioni private affittate alle cooperative. Nonostante l'assist a porta vuota, Panzeri non solo non ha approfittato ma addirittura ha pregato la maggioranza di prendere atto del mutato parere, da insoddisfatto a soddisfatto. Giungesse all'orecchio di Salvini una posizione simile, il capo locale del Carroccio dovrebbe temere per la sua parte meno nobile.

E sorvoliamo sugli scappellamenti rivolti all'assessore Maria Silvia Sesana per l'esposizione, pure encomiabile, del piano di diritto allo studio. Una scena mai vista negli ultimi decenni. Qualche rilievo, giusto per confermare al pubblico di sedere tra i banchi dell'opposizione chiunque l'ha fatta in passato e, presumibilmente la farà in futuro. Lui no. Lui ha duettato con la Marinari sui ragazzini di villa Guarnazzola (una fissa per l'esponente di centrosinistra) da aggregare al piedibus di cui è capo cordata per Sartirana. Un impegno più che lodevole che dà merito alla sensibilità del capogruppo di "Prospettiva Comune". Che poi però è scivolato paurosamente annunciando urbi et orbi l'arrivo di 500mila euro dalla Regione per impianti sportivi (in pratica, ha detto, il campo sintetico è già pagato). La mattina di oggi ha visto politici e funzionari comunali in affanno per cercare conferme di quanto dichiarato con enfasi da Panzeri la sera prima. Purtroppo la verità è apparsa essere diversa: Merate è al 94.mo posto della classifica regionale su 152 richiedenti il contributo e soltanto a undici di essi saranno assegnati gli stanziamenti. Niente soldi, dunque e bastava leggere il decreto 16432 del 13 novembre per averne contezza. Che guaio!

Per la verità Panzeri non è il solo ad essere vittima di una mutazione genetica. Anche Ernesto Sellitto appare di seduta in seduta sempre meno riconoscibile dai tempi in cui guidava il gruppo di maggioranza. Brillante e moderno allora, tanto quanto appare oggi pedante, ripetitivo, scontato, demagogico, quasi volesse svolgere la funzione del vecchio saggio che richiama i consiglieri, come il pastore le pecore cui indica il percorso da seguire. Prevedibile invece l'astensione di Fabio Tamandi, che dell'oratorio e conseguentemente dell'Osgb fa parte. Una tutela d'ufficio, e anche del proprio elettorato. Nulla di più. La maggioranza resta coesa, Giuseppe Procopio si è assunto la responsabilità dei disagi per l'asfaltatura della ex 36 il 19 ottobre, guadagnando così qualche punto col Sindaco. Silenti gli assessori Vivenzio e Tomalino che sembrano già fuori dall'aula ma votano con diligenza secondo l'indicazione del capogruppo Casaletto, sempre più a suo agio nel ruolo.

Che la sintesi della serata dia ragione a quanti affermano l'esistenza di un patto tra Lega e Forza Italia per il 2019 con candidato sindaco Massimo Panzeri è possibile.

In fondo l'alleanza è tuttora nel simbolo di "Merate Prospettiva Comune" anche se i forzisti Vivenzio e Casaletto siedono in maggioranza e la Lega all'opposizione. Non è per i giochi della politica che c'è da preoccuparsi, ma del futuro della città. Se a destra come a sinistra continua a regnare una fin troppo sospetta confusione.

Claudio Brambilla
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