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Scritto Giovedì 22 novembre 2018 alle 13:44

Merate, Robbiani: con un atto autoritario il Sindaco non mi ha dato la parola. E la Presidente che gestisce l’aula, silente

Andrea Massironi, Andrea Robbiani, Isabella Cogliati
Cortese direttore,

ieri sera, si è consumata l'ennesima manifestazione di autoritarismo del signor sindaco di Merate. Evidentemente non ha ancora compreso la differenza fra autoritario e autorevole e temo fortemente che non vi sia proprio speranza che nel residuo della consigliatura riesca a comprenderne il differente significato. Ieri sera, in qualità di consigliere comunale, ho partecipato alla commissione bilancio, nella quale si discuteva, fra i vari argomenti, la variazione di bilancio di fine anno. Una variazione corposa, complessa e quindi, seppur non sia membro effettivo della commissione, come già accaduto in altre situazioni in passato, ho deciso di partecipare. Come previsto dal regolamento delle commissioni consiliari (art. 13 comma 1), era presente il sindaco, in veste di assessore al bilancio. Fin qui tutto bene. Al di là del ritardo del presidente della Commissione, il consigliere Isabella Cogliati, che ha fatto slittare di circa 15 minuti l'inizio dei lavori, l'assessore Massironi, prende la parola spiegando, a tratti molto nervosamente, i vari passaggi tecnici e al termine del dibattito che è seguito, fra i commissari e l'assessore, ho chiesto di prendere la parola per porre un paio di domande a titolo di chiarimento. Nulla di che: sarebbero bastati un pizzico di buon senso, e pochi minuti per fornire una risposta. Invece la sorpresa è stata che l'assessore Massironi mi ha impedito a muso duro, di poter prendere la parola, adducendo il fatto che io un rappresentante in commissione ce l'avevo e che lui poteva parlare, mentre io no. Per cui discussione chiusa. Di fronte alle mie proteste, l'assessore Massironi mi ha rinfacciato il regolamento delle commissioni e alla fine mi sono alzato e ho abbandonato l'aula. Il fatto è gravissimo, perché da un lato è il Presidente della Commissione che semmai decide chi può o non può intervenire e non l'assessore, che è presente in commissione solo perché, come scritto nel regolamento, è presente poiché "interessato per materia di competenza". Sorprendentemente, il presidente della commissione, la signora Isabella Cogliati, sempre silente per tutta la commissione (come del resto è silente da quando è entrata in consiglio comunale nel 2014), non ha profferito parola, dimostrando, totale sudditanza amministrativa nei confronti dell'assessore Massironi. Spetta al presidente della commissione decidere se e come dare la parola ai presenti. L'assessore è presente come invitato, non come "capo della gang". Nel regolamento della commissioni, di recente modifica, è scritto che i consiglieri eletti nella commissione hanno diritto di parola e di voto, ma non è scritto che i consiglieri non eletti non possano partecipare alle commissioni e poter fare domande. Di prassi, ciò che non è normato è consentito. Tuttavia, al di la dei freddi tecnicismi, non era mai capitato a mia memoria, che ad un consigliere comunale, durante una commissione consiliare, non si permettesse di intervenire a chi vuole esercitare il suo fondamentale diritto di poter richiedere chiarimenti sugli atti, anche chiedendo se necessario lumi ai membri della commissione e all'assessore. Ridicola è la frase finale pronunciata dall'assessore Massironi: "se vuole fare domande le faccia in consiglio comunale". Peccato che quando si fanno domande in consiglio comunale lo stesso assessore, nel ruolo di Sindaco, più volte invitava, sempre stizzito, i consiglieri a fare domande nelle commissioni per non perdere tempo in inutili discussioni in consiglio. Insomma, comunque vada, le regole le decide lui. Un po' come il bimbo che porta il pallone e che decide le regole della partita. Un comportamento da "asilo mariuccia", davvero ingiustificato. Comprendo che il signor Assessore/Sindaco sia stanco e nervoso ma questo non autorizza comportamenti autoritari e lesivi del ruolo dei consiglieri. Se non se la sente di continuare può anche abbandonare: lo capiremmo. Anche Papa Benedetto XVI si è dimesso dal suo ruolo, potrebbe farlo anche il nostro signor Sindaco. In fondo se non intende ricandidarsi a giugno tanto vale che ne approfitti adesso per passare le feste di Natale riposato e in allegra spensieratezza, lasciando ad altri il "gravoso" compito di portare a termine la consigliatura. Per quanto riguarda il presidente della commissione signora Isabella Cogliati, tragga le sue conclusioni su quanto accaduto: se non le dimissioni da presidente (peraltro auspicabili), almeno si dovrebbe scusare per non essere intervenuta, rimettendo nei ranghi l'assessore e decidendo lei se potevo prendere la parola o meno. Se non si hanno gli attributi meglio stare a casa. Quando si amministra la cosa pubblica, a volte serve, come direbbe Adani, un filo di "garra" ma qui a Merate oramai siamo al triste liberi tutti. Una amministrazione in evidente declino e vittima di un uomo solo al comando. Meno male che il 2019 si avvicina a grandi passi.

Cordiali saluti.

Andrea Robbiani - Consigliere Comunale Merate prospettiva Comune
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