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Scritto Sabato 10 novembre 2018 alle 15:22

Cernusco: alla ''Cava'' adunata oceanica dei simpatizzanti del Carroccio. Presenti tutti i parlamentari e l’ex ministro Castelli


Massimo Panzeri

Camicia bianca, niente cravatta, maniche arrotolate ai gomiti e microfono in mano. Una sorta di Renzi in sedicesimo. Ma lo scenario non è la Leopolda bensì, più prosaicamente, il ristorante La cava, sempre all'altezza per qualità delle portate e rapidità del servizio. Massimo Panzeri ha fatto la regia della grande adunata sotto le insegne leghiste che ha portato a Cernusco ben 130 persone tra militanti storici, iscritti, simpatizzanti e amici di militanti, iscritti e simpatizzanti. Un successo oltre ogni previsione che ha reso euforico il solitamente dimesso Franco Lana, segretario della sezione di Merate del Carroccio che ha promosso la serata. Delegazioni da tutta la provincia e anche da fuori con una larga partecipazione del gruppo "Regina Teodolinda", senatori, deputati e consigliere regionale, tutti ai tavoli per celebrare il nuovo governo gialloverde, a trazione Salviniana, con uno sguardo non distaccato alle imminenti elezioni comunali che vedranno alle urne i cittadini di numerosi comuni della provincia di Lecco tra cui Merate, Casatenovo e Oggiono. Lana, nel discorso introduttivo ha in buona sostanza lanciato la candidatura di Massimo Panzeri alla carica di sindaco di Merate e, nell'euforia generale l'ha data per vincente. Ma si sa in queste occasioni l'ottimismo è di maniera, il giorno dopo si torna con i piedi per terra. E lo stesso vale per i parlamentari.

Paolo Centemero, Massimo Panzeri, Franco Lana, Paolo Mauri

Tutti hanno preso la parola raccontando la propria esperienza: Antonella Faggi, Paolo Arrigoni (senatori), Roberto Ferrari (deputato) e Antonello Formenti (consigliere regionale). Racconti necessari a galvanizzare le truppe anche se la realtà è un po' diversa se ancora oggi, a Roma, gli esperti economici del partito stanno cercando di far quadrare conti che non quadrano. Ma è una serata di festa e una partecipazione tanto numerosa non può essere anche parzialmente oscurata dall'eclissi di cassa. Tra i ritorni, quello dell'ex ministro Roberto Castelli che ha subito chiesto un applauso per Bruno Mauri, tra i primissimi militanti del Carroccio e consigliere comunale di Merate nella metà degli anni novanta. Castelli ha avvertito che tra gennaio e febbraio le reazioni dell'Europa attraverso l'andamento dei mercati finanziari saranno molto dure. Bisognerà resistere. E portare a casa le riforme annunciate ma tuttora in viaggio tra i due rami del parlamento, a cominciare dal "decreto sicurezza" con allegato emendamento sulla prescrizione che procura più di un mal di pancia a molti leghisti vicini al clan berlusconiano.

Roberto Castelli e Antonella Faggi

La partita è complessa assai, in particolare in tema di revisione della Fornero, questione di vasto interesse cui i parlamentari hanno girato al largo. Perché tra la promessa di abolizione e il contenuto dell'atteso decreto si rischia l'abisso. Ma davanti a una cassoeula fumante il mondo si fa bello e il futuro dipinto di azzurro. Così il candidato in maniche di camicia bianca ha potuto dare sfogo a quella vena di showman che alberga in lui e che qualche volta fa capolino pure nell'aula consiliare di Merate. Sì, quando Lana lo ha indicato come possibile sindaco non ha battuto ciglio ma un quasi impercettibile sorriso ha confermato che, perché no, lui c'è, ed è pronto a correre ancora, come nel 2014. Se così sarà, è giunta l'ora non già di cercare alleati nelle persone, ma nei programmi, uscendo finalmente dal generico e spiegando i punti cardinali di quello che ha in mente di realizzare in caso di vittoria. Ormai il tempo stringe. E i possibili alleati, nessuno dei quali invitato all'adunata leghista, si stanno organizzando per fazioni. Una delle quali, pure importante, potrebbe confluire nella mitica lista civica ampiamente illustrata dai vecchi capi della Dc Redaelli, Albani e Sironi. Con frammenti di simpatizzanti del Movimento 5 stelle.

Andrea Robbiani e Mauro Lovisari

Ci saranno altre occasioni per vedere questi ex amici. E del resto una serata in pizzeria era stata organizzata da Giuseppe Procopio prima del "disastro asfaltatura". Poi, sotto il grandinare delle pallottole dei leghisti Panzeri e Robbiani, il Vice sindaco ha annullato l'appuntamento ritenendoli inaffidabili. Panzeri, peraltro, un'ultima cartuccia l'ha sparata prima del tris di formaggi ricordando i due anni impiegati dall'Amministrazione in carica a riaprire il tratto di strada di venti metri in via del Calendone. Una bordata contro il collega che l'ha sostituito ai lavori pubblici che certo non stempera i contrasti né spiana la strada alla riapertura dei negoziati.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Per fortuna tra la macedonia con gelato e il caffè il candidato in pectore ha deposto l'arma per infilare la mano nell'urna della lotteria. Avanti con premi e cotillons, in fondo è solo una serata di festa. Per la politica vera si riparte lunedì. Dentro la sezione del Carroccio dove, spenti i riflettori e indossato il giaccone si vedrà se davvero tutti sono concordi sulla candidatura di Massimo Panzeri. O qualcuno, invece, non abbia in mente tutt'altro.

C.B.
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