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Scritto Giovedì 08 novembre 2018 alle 16:09

Il gruppo di protezione civile del Rio Vallone si presenta

A tu per tu con la Protezione Civile Rio Vallone. Una panoramica completa insieme al presidente Fabrizio Valtorta sui meccanismi della macchina della sicurezza e delle emergenze del territorio, alle soglie del ventennale di vita. Grazie ad un contributo prezioso per la popolazione, anche se troppo spesso dato per scontato, nel territorio dei comuni di Aicurzio, Mezzago, Sulbiate, Bellusco e Bernareggio, l'AVPC Rio Vallone si conferma realtà solida per la risoluzione dei problemi ambientali dell'alto vimercatese. L'occasione buona per conoscerla è arrivata con l'incontro di presentazione del progetto da parte del presidente alle "nuove leve", nel capannone della sede di Aicurzio. Un modo, per i nuovi innesti, per conoscere meglio il mondo delle tute gialle e i tipi di mansioni ricopribili, e per qualcuno, per rompere il muro dell'insicurezza. Sono i reduci dell'ultimo corso di base terminato sabato scorso. Un corso che, partito anni fa da una base di 70 ore, poi passato a 40 ore e adesso sceso a 16, dall'anno prossimo potrebbe addirittura diventare accessibile completamente online. "La nostra è una associazione che si fonda sulle convenzioni con i nostri cinque comuni - ha spiegato Valtorta ai nuovi volontari - in base alle chiamate del Comune, della Polizia Locale (e anche dei singoli cittadini) e delle altre autorità, possiamo decidere di intervenire con più o meno unità. I nostri volontari sono suddivisi in quattro squadre di intervento, ciascuna guidata da un caposquadra e un vice, e composta da altre sei-sette unità". Che disponibilità deve assicurare il volontario e in quali attività può essere chiamato in causa?



Fabrizio Valtorta, terzo da sinistra, spiega il progetto AVPC Rio Vallone ai 'nuovi acquisti'

"Il volontario deve dare la disponibilità di un sabato ogni quattro, per quattro ore di pomeriggio, e assicurare poi la reperibilità fino al successivo lunedì mattina alle 5. Sta al buonsenso personale quindi, magari, visto che si tratta di un weekend al mese, non allontanarsi troppo per quel fine settimana. Si può restare in sede (più spesso) o uscire con i mezzi, tenendo presente che comunque c'è sempre da fare, tra manutenzione, pulizia di mezzi, spazi e non solo. In base alle convenzioni dobbiamo inoltre assicurare la presenza di una squadra di tre unità in sede, dalle 9 alle 24. Questo è l'ordinario". Interventi straordinari e altri impegni durante l'anno? "Ci possono essere delle esercitazioni annuali, facoltative, che personalmente consiglio sempre di provare ogni tanto, quantomeno per avere a conoscenza più situazioni possibile. Le emergenze vere e proprie sono poche, di recente siamo usciti in 30 a Bernareggio per un allagamento in occasione del recente. Percui non bisogna scoraggiarsi se in un certo momento c'è 'poco' da fare. L'emergenza può capitare in qualsiasi momento e bisogna farsi trovare pronti. Nell'arco di un anno in totale si esce in media una settantina di volte per interventi di vario tipo. Gli interventi comprendono anche la manutenzione e la pulizia ordinaria della sentieristica del Parco Agricolo Nord Est con cui abbiamo la convenzione, per cui usciamo generalmente tre-quattro volte l'anno, più un numero variabile di interventi straordinari su chiamata. Per la guida degli automezzi, ogni squadra ha un volontario con la patente per guidare il mezzo con la motopompa e la B per la guida dei pick-up, gli altri membri della squadra sono equiparati. Tendiamo comunque a non cambiare eccessivamente gli autisti perchè altrimenti il veicolo ne risente. Detto questo, la filosofia del gruppo è che tutti devono sapere fare un po' di tutto. Almeno provare".
M.L.
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