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Scritto Lunedì 05 novembre 2018 alle 15:36

La Valletta: gli episodi sulla Grande Guerra nel libro che racconta undici storie locali

Racconti e fotografie inediti sulla prima guerra mondiale sono contenuti nel libro "Il Mormorio del Piave sul Monte di Brianza" ideato e curato da Gianni Cogliati. Un lavoro sviluppato intensamente in due mesi per arrivare pronti con le stampe il 4 novembre, per il centenario dalla fine della Grande Guerra. Come suggerisce il titolo del volume la Storia nazionale viene declinata a livello locale, con aneddoti di pezzi di vita vissuta che hanno trovato spazio nel libro grazie alle testimonianze dei famigliari.

Corrado Sottocornola, Gianni Cogliati, Stefano Brambilla, Vera Ferdinanda Cagliani, Teresina Formenti, Giancarlo Magni,
Dorina Zucchi (assente Nuccio Villa raffigurato nel cartonato)

La presentazione della raccolta con i sette autori dei singoli episodi è avvenuta domenica 4 novembre, presso il salone parrocchiale "Don Gaspare Cattaneo" a La Valletta Brianza. Chiamati sul palco ad uno ad uno da Corrado Sottocornola che ha condotto l'incontro, gli scrittori non professionisti hanno spiegato la genesi del proprio lavoro. Per tutti è stato necessario impegnarsi e scavare a fondo su quanto fino a qualche mese fa sapevano per sentito dire, poche e frammentarie informazioni.

La proposta dell'alpino Gianni Cogliati è stato uno stimolo per ricercare, aggiungere i tasselli mancanti della storia sommersa di famiglia e infine ricostruire il tutto nero su bianco. Nel pomeriggio, la presentazione degli autori è stata inframezzata da canzoni (dai brani di Davide Van de Sfroos a "La leggenda del Piave"), una genuina video-intervista realizzata per il libro, uno spezzone del film di Steno "I due colonnelli" e soprattutto gli applausi del pubblico che ha riempito la sala. Due degli undici racconti sono scritti in prima persona, dal punto di vista dei protagonisti della vicenda narrata. Teresina Formenti - autrice di "Milöö": questa è la mia storia - si identifica con Primo Emilio Rocca (nonno del marito), contadino nato a Rovagnate nel 1884 e partito per la guerra nel 1915, assegnato inizialmente al Battaglione Morbegno.

Si salva per miracolo più di una volta, mandato in licenza dopo aver aiutato un soldato e poi richiamato a combattere. Alla fine non viene spedito in un campo di concentramento, ma è stato comunque prigioniero in una fattoria della Bosnia, da dove è scappato per tornare dalla sua Libera. Questo racconto è stato uno spunto per Gianni Cogliati per raccontare un episodio della sua vita risalente al 1968, che gli è capitato nella stessa località descritta in Milöö. Ne è uscito: Dal Paradis a la Presena, che riguarda il campo invernale degli alpini del 5° Reggimento. Molte le perdite a causa di una serie di slavine. Nei tentativi di soccorso si è imbattuto in ciò che della Grande Guerra era rimasto sull'Adamello: bombe inesplose, abiti dei soldati, elmetti, bossoli, baionette e persino i resti delle ossa dei militi. Il giorno seguente ha rinvenuto anche il cadavere di un alpino bresciano classe 1899, che ha potuto avere dopo quasi 70 anni una degna sepoltura.

Corrado Sottocornola, Dorina Zucchi, Gianni Cogliati


Altro racconto di Gianni Cogliati - Delina e Chen - è raccontato in prima persona, ma questa volta si identifica in Sandrina Cagliani. È il punto di vista della figlia di un uomo al fronte, Valentino (il nonno dell'autore). Le pene sopportate da una famiglia di sette figli. La madre disperata scrive persino al Re, che risponde mandando in licenza il marito. Richiamato alle armi nel '17, gli viene assegnato l'incarico di postino, continuamente sotto tiro. Ritornerà a casa sano e salvo il 18 dicembre 1918, con un bernoccolo che gli rimarrà a vita dovuto all'elmetto che portava in fronte. Il terzo racconto di Gianni Cogliati si basa sull'intervista registrata nel 2016 alla signora Emilia e trasmessa in sala, domenica pomeriggio. L'om senza gòmb a cavall de l'asen è il padre di Emilia, mutilato a causa di una valanga quando era in guerra a Caporetto.

Al centro Teresina Formenti

Al centro Giancarlo Magni

Il protagonista della storia ha vissuto entrambe le guerre mondiali. Durante la seconda, è stato accusato di collaborazionismo per aver ospitato in un cascinale dei partigiani e dei soldati nemici. Viene lasciato vivo, ma assiste alla fucilazione degli altri. Un trauma che lo tormentò per il resto della vita. Tre racconti anche per Dorina Zucchi, che durante la presentazione ha spiegato che i nonni di suo marito e i loro fratelli sono tutti tornati dalla guerra, compreso il prigioniero a Mauthausen. Quest'ultimo oltre agli orrori subiti nel campo di concentramento ha dovuto sopportare anche i sospetti della propria comunità di essere stato disertore o spia, a causa dei ritardi del suo rientro. I restanti episodi sono di Stefano Brambilla, Vera Ferdinanda Cagliani, Giancarlo Magni e Nuccio Villa. L'incontro è stato organizzato in collaborazione con il Gruppo Terza Età della Comunità pastorale Sant'Antonio Abate.
Marco Pessina
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