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Scritto Lunedì 05 novembre 2018 alle 09:51

Airuno: il matrimonio multietnico di Aroti e Mario, col valore aggiunto della diversità culturale in un mondo in rapido cambiamento

Il loro non sarà soltanto un matrimonio, bensì la fusione di due culture all'apparenza inconciliabili, troppo diverse per poter convivere in una stessa società, figuriamoci sotto lo stesso tetto. Perché Aroti e Mario intendono far capire a tutti che il mondo sta davvero cambiando, che le unioni come la loro potrebbero diventare una "abitudine" già in un futuro non troppo lontano: e quale modo migliore per farlo di un matrimonio multietnico, in cui ad essere celebrato sarà soprattutto l'amore vero, quello che "deve esistere e basta", e che pertanto riesce a superare qualsiasi difficoltà, stereotipo e distanza culturale. 33 anni lei, 32 lui, Aroti e Mario si conoscono dal 2015 e vivono insieme ad Airuno: non potrebbero essere più diversi, almeno esteticamente, ma adesso si sposeranno, dimostrando a tutti che sì, anche due mondi agli antipodi come l'India e l'Italia possono fondersi e creare qualcosa di straordinario, se ad unirli sono l'amore, la comprensione e il rispetto reciproco.


Aroti Sirimoty Bertelli può ormai dirsi a tutti gli effetti una nostra connazionale, essendo stata adottata da una famiglia milanese all'età di nove anni, dopo un'infanzia difficile nella sua terra natale (avevamo raccontato la sua storia qui); in più occasioni, però, ha dimostrato di non aver mai dimenticato le sue radici, che, nel bene e nel male, l'hanno resa quella che è ora, indubbiamente diversa da noi lecchesi "con la pelle bianca", ma non per questo meno speciale. Speciale lo è sicuramente agli occhi di Mario Villa, lui invece airunese doc, con il quale tra pochi mesi inizierà anche "sulla carta" un cammino di vita insieme.

"Siamo orgogliosi di andare un po' controcorrente, in una società come quella attuale in cui le diversità vengono ancora troppo spesso percepite come un "pericolo", una realtà da cui stare il più possibile alla larga" ci hanno detto Aroti e Mario, già alle prese con i preparativi per il loro grande giorno. "La verità è che basta guardarsi intorno per capire che il mondo sta cambiando: ormai viviamo in città multietniche, in cui molte persone, nonostante il colore della pelle o gli "strani" abiti che indossano, sono a tutti gli effetti italiane. Tuttora per noi non è sempre facile essere una coppia mista, gli stereotipi e i luoghi comuni sono ancora tanti, ma fortunatamente siamo molto autoironici, ci ridiamo sopra".

Facile intuire, quindi, come anche le loro nozze saranno un connubio di culture, un'esplosione di colori, di profumi e di sapori diversi a cui tutti gli invitati - per ora circa un'ottantina - saranno chiamati ad adeguarsi, almeno in parte. "Per i miei parenti brianzoli sarà abbastanza difficile - ha ammesso Mario con una risata - ma non obbligheremo nessuno a vestirsi con abiti indiani, ci mancherebbe: allo stesso tempo però vorremmo che tutti indossassero almeno un accessorio colorato, giusto per non trovarci circondati da smoking neri e tailleur eleganti". Se non si era capito, infatti, il matrimonio di Aroti e Mario sarà un vero e proprio "mix" dei loro due mondi: durante la cerimonia civile, che sarà celebrata al Castello di Rossino, non mancheranno alcuni riti tradizionali indiani, "anche se per il momento è meglio non svelare proprio tutto". "Gli invitati ufficiali saranno circa ottanta - ha proseguito la futura sposa - ma di fatto le nozze saranno aperte a tutti, a chiunque desiderasse vedere più da vicino il nostro mondo e condividere con noi la nostra felicità, a partire da tutte le persone con cui sono entrata in contatto in questi anni grazie ai miei progetti per il sostegno all'adozione e l'integrazione nel mondo della scuola".

E la luna di miele? Forse in India? "Tornare nella mia terra insieme a Mario è sicuramente uno dei miei più grandi sogni, che però cercheremo di realizzare con calma tra qualche anno. Per il viaggio di nozze stiamo già organizzando uno speciale giro del mondo, durante il quale ci piacerebbe vivere una serie di esperienze "vere": uscire in barca con dei pescatori in un lago nel mezzo del nulla, cucire tappeti persiani... Insomma, respirare l'umanità in tutte le sue forme, in ogni luogo della Terra" ha concluso Aroti, che scherzando con grande ironia e spontaneità sulla sua - a nostro parere giovane - età ci ha ricordato come in India a 33 anni potrebbe essere già... nonna. Sempre per la serie "l'Italia di oggi è davvero un altro mondo...".

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Benedetta Panzeri
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