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Scritto Domenica 04 novembre 2018 alle 16:55

Due donne sul ring per il titolo di segretario del PD provinciale. Pesci piccoli in vista dell’arrivo di pescecani per i pochi bocconi di un potere ormai dissolto

Agnese Massaro e Marinella Maldini
A contendersi il titolo di segretario provinciale del PD salgono sul ring due donne di mezza età, lontane per intenderci dai parametri danteschi. La connotazione anagrafica non sottende sfumature di genere, ma mette in luce la delusione della mancata fioritura di qualche giovane appassionato e di talento. Per intenderci, nella biasimata stagione della gerontocrazia del secolo scorso, a me capitò di occupare cariche pubbliche di rilievo a meno di trent'anni. E Guido Puccio divenne sindaco di Lecco a 32 anni.

Certo con questi chiari di luna per metterci la faccia e spendere tempo ci vuole una forte motivazione e spirito di servizio. Le poltrone sono per ora prorogate a data da destinarsi. Ma chi sono le due signore che si giocheranno la partita sino all'ultimo voto?

Una è l'avvocato Agnese Massaro, fan della Leopolda e di Matteo Renzi al punto d'essere stata la presidente del comitato per il referendum. Come referenza non sembra davvero la più promettente per guidare una forza di centro sinistra che prova a saldare l'anima ex comunista con la tradizione dei cattolici democratici. Tra l'altro Massaro ha origine "lamalfiane" nel senso dell'edera repubblicana. La competitor è una figlia della Brianza bianca e biologicamente primogenita di Giovanni Maldini, politico e amministratore di razza negli anni nei quali la nostra provincia era a trazione romagnola con Cesare Golfari, Nino Fiamminghi e appunto il medico ed ex sindaco di Casatenovo, originario di quelle terre. Se il padre non disdegnava qua e là un colorito "sorbole", Marinella ha un profilo assai più sbiadito anche se l'essere pensionata e nonna è comunque un bel atout. Nell'amministrazione provinciale è consigliere con deleghe all'istruzione e alle pari opportunità.

Girovago nei dintorni dei loro profili perché non conosco il loro pensiero e i loro progetti che non potranno riguardare solo il partito democratico, ma l'intero mondo della politica anche perché nel 2019, insieme alle europee, si svolgeranno anche le elezioni in oltre 50 comuni del territorio. Come dire che all'una o all'altra spetterà un compito arduo, sia per il trend del consenso, sia perché non sarà semplice trovare candidati di peso da mettere in campo.

Se le due dame di per sé non suscitano ovazioni e non permettono di pronosticare la vincitrice, per mancanza di quotazione alla borsa della politica, è di sicuro interesse spulciare tra i nomi degli sponsor.

Detto che sul piano geografico si tratta di una contesa tra Lecco e il territorio, la formazione pro Massaro scende in campo con pezzi grossi come l'on. Fragomeli, il consigliere regionale Straniero, il segretario uscente Crimella, il sindaco di Malgrate Polano, per la Maldini si schierano il trio Brivio, Bonacina, Piazza della giunta lecchese, il primo cittadino di Calco Motta e il sempiterno Antonio Rusconi munito di turibolo e di benedizione.

C'è da credere che un ruolo forse decisivo lo giocheranno gli ex assessori, licenziati di fresco da Brivio, con le loro truppe.

Il nostro scetticismo di oggi potrebbe essere smentito da proposte illuminanti ed effetti speciali, ma chi prevedeva un ritorno della Balena bianca si dovrà accontentare di alborelle scampate allo spopolamento ittico. Pesci piccoli insomma, mentre i pesci grossi staranno lì ad agitare le acque per poi trasformarsi in pescecani per dividersi qualche boccone di un potere ormai dissolto.

Marco Calvetti
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