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Scritto Venerdì 26 ottobre 2018 alle 21:43

Retesalute: Del Boca invita gli iscritti per spiegare l’accaduto. Ma i relatori sono solo avversari del piano di rilancio del CdA


Gino Del Boca, Paolo Brivio, Alessandro Salvioni, Adele Gatti, Stefano Motta

Stabilire se si tratti di ingenuità o strategia è difficile. Certo Gino Del Boca sta scherzando col fuoco. E, soprattutto, sta prendendo in giro iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico che se davvero vogliono capire di più della questione Retesalute, lunedì sera saranno ingannati. Nel senso tecnico e politico del termine. Perché Gino Del Boca, pur conoscendo bene le formazioni in campo ha invitato come ospiti proprio i quattro personaggi che più di altri si sono adoperati per ottenere il rinvio del piano di rilancio dell'azienda speciale pubblica: Paolo Brivio, sindaco di Osnago, di cui abbiamo già scritto, Stefano Motta sindaco di Calco, autore della proposta di nomina di un advisor, Adele Gatti sindaca di Airuno, già pubblicamente schierata su un "modello diverso di gestione dei servizi sociali che includa il privato". Ai tre più tenaci avversari dello sviluppo di Retesalute è stato affiancato il presidente dell'azienda Alessandro Salvioni che aveva approvato il piano di rilancio, poi l'aveva contestato in assemblea dei soci per poi riapprovarlo assieme al verbale della delibera precedente che riguardava proprio il piano di rilancio. Naturalmente non è stato invitato nessuno dei quattro esponenti del Consiglio di Amministrazione che sono su posizioni opposte rispetto ai quattro relatori invitati dal segretario del PD di Merate.

Il giovane, peraltro, nell'invito ha già scritto il programma della serata. I giornali locali, fino a prova contraria diretti da persone che hanno maturato quarant'anni di esperienza nella cronaca locale e hanno seguito sin dagli albori la storia di Retesalute, ossia chi scrive e Giancarlo Ferrario direttore del Giornale di Merate, avrebbero secondo Del Boca attaccato in maniera diretta e talvolta indecente il partito per cui è necessario "informarci e difendere tutti compatti, come area del centrosinistra meratese, la linea". Già Gino ma quale linea? Quella che lei ha espresso nell'intervento diffuso a mezzo stampa o quella nel titolo sul nostro giornale, che ha voluto cambiare 24 ore dopo la pubblicazione forse perché pressato da qualcuno invitato sul palco?

Del Boca dice che vuol fare chiarezza e finalmente capire una volta per tutte quali scelte, e in che termini, sono state fatte dagli amministratori sia prima sia durante l'assemblea di Retesalute. "Un dibattito - aggiunge sfiorando lui sì l'indecenza - con le figure che in quell'assemblea c'erano e si mettono a disposizione di noi iscritti per spiegare le decisioni prese e per raccogliere i nostri dubbi". Ma in assemblea c'erano altri sindaci di area centrosinistra in totale disaccordo con Brivio, Motta e Gatti, per esempio Filippo Galbiati sindaco di Casatenovo, medico di pronto soccorso, presidente dell'assemblea dei sindaci, Fumagalli di Lomagna, Origo di Verderio, De Capitani di Cernusco. Come mai Del Boca non li ha invitati come relatori? E Andrea Massironi, presidente dell'assemblea di Retesalute non avrebbe titolo pieno per spiegare il proprio punto di vista che poi è quello del quattro quinti del CdA?

Del Boca sta mescolando le carte e per un giovane, per quanto ambizioso, il gioco è pericoloso. Retesalute oggi, all'interno della riforma lombarda che vuole la piena integrazione del socio-assistenziale col sanitario, svolge una funzione vitale anche per il San Leopoldo Mandic. Se cresce anche l'ospedale di Merate cresce, se implode anche il presidio subisce colpi letali.

Del Boca metta da parte la politica di partito, che in questo caso può avere effetti drammatici. E poi non sia ridicolo: scrivere che la serata non è pubblica e quindi non sono ammessi giornalisti o esterni significa avere paura del confronto. Se vuole parlarsi addosso faccia pure. Ma sappia che per primo danneggia Retesalute, poi le migliaia di cittadini assistiti dall'azienda pubblica e infine anche gli stessi iscritti e simpatizzanti del PD ai quali il giovanotto vuol far ascoltare una sola campana. E senza contraddittorio. Vergogna.
Claudio Brambilla
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