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Scritto Giovedì 25 ottobre 2018 alle 12:59

Merate: battuta d’arresto per l’alleanza nel centrodestra. E il caso Retesalute divide le diverse componenti del centrosinistra

Un primo risultato, anche se non risolutivo, l'errore (o l'intrigo) dell'asfaltatura in orario assurdo, l'ha ottenuto: l'incontro tra le delegazioni dell'attuale maggioranza di "Più Merate" e la Lega, previsto per questa sera a tavola, è saltato. Un rinvio imposto dal vice sindaco Giuseppe Procopio presumibilmente motivato dagli attacchi subìti, uno più morbido, l'altro più duro, da Massimo Panzeri e Andrea Robbiani, i due consiglieri che siedono in aula sotto l'insegna "Prospettiva Comune". Procopio è stato ritenuto, almeno politicamente, il responsabile del disagio causato a migliaia di automobilisti venerdì scorso quando dall'ufficio tecnico - almeno così riferiscono fonti politiche - è partito il via libera all'impresa incaricata di asfaltare il tratto di strada attorno alla rotatoria tra via Verdi e il Ceppo obbligando le auto a autentiche gimcane e a soste lunghissime causate dal senso alternato. Senza che vi fosse un agente di polizia locale a regolare il traffico. Agenti, come hanno segnalato diversi lettori, che il giorno dopo - incuranti delle durissime critiche piovute da ogni dove il giorno prima - si sono piazzati lungo la Sp 342 dir, lato nord all'altezza del Glicine con l'apparecchio che misura la velocità. Ma, mentre si attendono indispensabili chiarimenti da Palazzo, le manovre in vista delle elezioni del maggio 2019 subiscono, almeno sul fronte del centrodestra, una battuta d'arresto. A questo punto si tratta di capire se sia una pausa di riflessione per superare il "caso" oppure se a partire da Procopio le intenzioni di tornare ad allearsi con la Lega siano definitivamente cadute. Fonti autorevoli interne alla maggioranza assicurano che il progetto comunque andrà avanti; perché - dicono - non ha alternative se si vuole puntare alla vittoria per governare Merate e, soprattutto, essere centrali nel meratese. E Procopio, in tutto questo, sembra essere l'unico disponibile a candidarsi a sindaco della città. In campo potrebbe tornare Dario Perego ma con una funzione più politica, cioè di capogruppo. Massimiliano Vivenzio resta al momento l'unica alternativa al vice sindaco. Non si vedono altre figure che, pur nella loro operatività quotidiana all'interno dell'Amministrazione comunale, abbiano i requisiti e la notorietà sufficienti a contrastare il candidato del centrosinistra.
Già, ma quale candidato? Se ne parlerà lunedì sera nella sede del PD in via Trento. L'incontro parte dalla vicenda Retesalute che ha visto il centrosinistra muoversi in direzioni diverse sia in città sia nel territorio. Ora però è il momento della riflessione. La vittoria di strettissima misura del partito del rinvio deve trovare uno sbocco. Quale? Attendere la nomina di un advisor e prorogare a data da destinarsi l'allargamento a rischio di compromettere l'intera attività aziendale? No, già diversi comuni dei 14 che hanno votato la proposta di rinvio formulata da Davide Maggioni di Sirtori (il piccolo paese si distingue sempre per stare dall'altra parte della barricata ove solitamente siedono meratesi e casatesi) temono che salti il banco. E corrono ai ripari. Lo si vedrà il 30 ottobre e poi il 12 novembre, due appuntamenti decisivi per il futuro dell'azienda speciale pubblica. L'assemblea dovrà approvare le delibere del CdA in materia di ricapitalizzazione e incremento della pianta organica e successivamente la modifica dello statuto con l'allargamento ai comuni dell'oggionese e del caratese e, per diretta conseguenza, la decadenza dell'attuale CdA e la nomina del nuovo. Osnago, Calco, Airuno, Sirtori, Viganò è presumibile che si preparino a difendere a oltranza il rinvio del piano di rilancio aziendale. Ma stavolta i numeri potrebbero dare loro scacco matto.
Tornando al centrosinistra all'ordine del giorno ci sarà proprio un chiarimento tra i giovani del PD guidati da Gino Del Boca, vicini al gruppo dei 9 (il partito del rinvio) e le altre anime rappresentate da Battista Albani, Giliola Sironi e Ercole Redaelli schierate, anche pubblicamente, sulle posizioni del cdA attuale decise a difendere l'azienda dagli attacchi da qualunque parte provengano. Sulla medesima posizione c'è anche il gruppo "Sei Merate". E pure la sinistra che fa capo a Marco Molgora e Alessandro Pozzi, con qualche distinguo in merito alla situazione economica dell'ASP, i quali non prendono neppure in considerazione ipotesi alternative di gestione dei servizi sociali rispetto all'azienda pubblica al 100%. Trovare la quadra non sarà facile, soprattutto per il PD tirato per la giacchetta dall'ala lecchese ma consapevole delle evidenti buone ragioni a difesa dell'azienda sociale fondata nel 2005 dall'alleanza per il bene superiore soprattutto delle fasce deboli della popolazione da esponenti del centrosinistra come Battista Albani, Marco Panzeri, Daniela Mazzuconi, Giacomo Molteni e del centrodestra come Dario Perego.
Claudio Brambilla
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