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Scritto Martedì 23 ottobre 2018 alle 14:01

Merate, Robbiani: ''Nel favoloso mondo di Procopio fatto di like e cuoricini non c’è posto per le scuse.  La cura è l’oblio''

La fortuna del nostro assessore ai lavori pubblici è che alle prossime elezioni comunali mancano ancora sette mesi: le persone tendono a dimenticare abbastanza velocemente e quindi dimenticheranno lo scorso venerdì, davvero nero: nero non solo per il colore dell'asfalto, ma per la disorganizzazione e le lunghissime code innescate da una evidente pessima gestione di quella che io continuo a chiamare manutenzione stradale e che si tende invece a far passare come dei lavori di straordinaria necessità. Programmare di giorno, lavori così invasivi è da sprovveduti, farlo di venerdì pomeriggio, tra l'altro quando l'ufficio tecnico comunale lavora solo mezza giornata (al mattino) e che quindi non è in grado di operare nessun controllo, richiederebbe scuse pubbliche ufficiali e dimissioni con effetto immediato (ma si sa che in questo paese le dimissioni non le da nessuno). Avevamo già avuto un disagio simile a fine luglio, quando sempre di giorno si era completata l'asfaltatura della intersezione tra la provinciale e la via Terzaghi. Ma questa amministrazione e in particolare l'assessore Procopio, tendono a non voler imparare dagli errori che commettono. Ricordo bene che durante l'ultima commissione urbanistica, invitai l'assessore Procopio, per il futuro, a programmare in orario notturno i lavori di asfaltatura, giusto per minimizzare i disagi alla cittadinanza. La risposta fu più che altro caratterizzata da una leggera increspatura delle spalle con lo sguardo accigliato di chi pensa: "ecco il solito fastidioso ex sindaco che vuole insegnarmi a fare il mio mestiere". Sia chiaro: non si pretende che sia lui a gestire i lavori alla guida del rullo compressore, ma ad un assessore è richiesto come minimo, almeno di verificare e coordinare gli uffici di riferimento, in questo caso ufficio tecnico e poi la polizia locale, per trovare la miglior soluzione, evitando disagi davvero pesanti a chi si muove per lavoro. Tuttavia stia tranquillo il nostro assessore, non mi permetto di volergli insegnare nulla. L'assessore Procopio ha sviluppato in questi anni la straordinaria capacità di evitare il contradditorio: invece di rispondere alle critiche, se non altro per scusarsi dei disagi arrecati ai cittadini, se ne sta zitto, aspetta che la buriana si calmi e che la polvere si depositi a terra. Poi basta qualche foto nella manifestazione domenicale di turno con il suo bel sorriso da eterno bambino e il gioco è fatto. Ecco che si torna nel "favoloso mondo di Procopiò", fatto di post sui social, di slogan accattivanti che fanno incetta di "like" e di cuoricini amorosi. E via così fino alla prossima campagna elettorale. Non vorrei affondare ulteriormente il coltello nella ferita, ma vogliamo parlare del caso, direi emblematico, di viale Verdi? Dopo quattro anni di annunci e proclami, non c'è in vista lo straccio di un progetto: ma l'atteggiamento è quello di chi è prossimo alla inaugurazione dei nuovi Champs-Élysées. Al cittadino che vuole risolvere un problema, fosse anche la pace nel mondo, lui guarda comprensivo e dirà che si può fare. Ha il grande pregio di non saper dire mai di no, dà speranza a tutti: tanto poi se le cose non vanno, la colpa è sempre equamente distribuibile fra i seguenti argomenti: il patto di stabilità (è come l'abito nero e la camicia bianca: sta bene in qualsiasi occasione); la Provincia che non si muove (vuoi mettere dare la colpa all'inefficienza dell'ente superiore?); l'ufficio tecnico che non ascolta (sono gelosi del suo successo); il sindaco (è geloso del suo successo); le opposizioni (sono gelose del suo successo); il portinaio di casa (è geloso del suo successo); e infine il grande classico di questi quattro anni, la giustificazione delle giustificazioni, l'apoteosi delle scuse a parametro zero: "la giunta precedente" con quel cattivone di ex Sindaco che con quel suo caratteraccio impediva di liberare le energie (evidentemente anche lui geloso del suo successo). Insomma c'è sempre qualcuno su cui scaricare la propria mancanza. Tuttavia non mi sento di colpevolizzarlo oltre un certo limite: anche lui è protagonista e vittima di questa società, nella quale le persone naturalmente tendono a svolgere mansioni nelle quali manifestano, a volte inconsciamente, la propria incompetenza.
Giuseppe Procopio
Siamo oramai refrattari a riconoscere i nostri limiti, rifiutiamo l'insegnamento di chi potrebbe aiutarci a crescere e mai come in questo caso è necessario ricordare il principio di Lawrence Peter, psicologo canadese, che negli ani ‘60 teorizzò che «ogni membro di un'organizzazione gerarchica sale nei livelli della gerarchia sino a raggiungere il suo massimo livello di incompetenza». Non ci resta che sperare che l'assessore Procopio, abbia raggiunto questo livello e che non tenti di scalare la gerarchia comunale, aspirando al ruolo di Sindaco: sarebbe troppo. In questo senso, molto, anzi tutto, dipenderà dai cittadini, ai quali dovremo chiedere uno sforzo suppletivo: riconoscere la competenza al di là delle smaglianti apparenze. All'assessore Procopio, sommessamente suggerisco di limitarsi, al prossimo giro, al ruolo di consigliere comunale. Non si tratta di un declassamento, ma semplicemente andrebbe a svolgere un compito che gli permetterebbe di studiare con calma i meccanismi amministrativi, e fare quella gavetta che evidentemente gli è mancata in questi anni, catapultato da subito in ruoli di gestione apicale, senza evidentemente aver maturato la necessaria esperienza. Per quanto riguarda i funzionari dei nostri uffici, vedremo l'anno prossimo, quando verranno definite le valutazioni del 2018, (necessarie per calcolare il salario accessorio), quali risultati otterranno. Sono curioso di vedere se verrà come di consueto garantito il massimo della valutazione, nonostante le evidenti lacune emerse in questo 2018 tutto da dimenticare.
Andrea Robbiani - Consigliere Comunale Merate Prospettiva Comune
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