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Scritto Sabato 20 ottobre 2018 alle 17:10

Retesalute e Paolo Brivio: la latitanza di Marco Molgora e Paolo Strina

Paolo Brivio, classe 1967, una laurea in Filosofia con 110 e lode è un amministratore di lungo corso. In aula a Osnago dal 2004 è diventato sindaco nel 2014 e con molta probabilità si ricandiderà nel 2019 per guidare il paese, posizionato a sinistra dopo la fine dell'era democristiana, fino al 2024. E' un personaggio di spicco nell'ambito sociale. Dirige la Cooperativa Oltre onlus che edita il giornale "Scarp de Tenis", una rivista che esce circa 11 volte l'anno a tre euro di cui uno al venditore e che viene veicolata da gente di strada, parrocchie e sindacati. Non sfida il mercato, non rischia l'edicola e gode del 5 x 1000 in quanto editore senza scopo di lucro ma con finalità sociali. E' un uomo della Caritas per la quale coordina il mensile "Italia". E' direttore dell'ufficio stampa della Caritas Ambrosiana e, come prima esperienza giornalistica aveva collaborato con Il Resegone fino alla chiusura del giornale della Curia, dopo oltre cento anni di uscite tra parrocchie e edicole.

E' in qualche modo il "pilota" del gruppo dei nove - cui si sono accodati altri 5 comuni - che l'8 ottobre con un blitz micidiale ha fatto approvare un documento di integrazione al piano aziendale di rilancio di Retesalute che di fatto ha bloccato qualsiasi iniziativa del CdA dell'azienda speciale pubblica. A destra e a manca grida la sua trasparenza, sostenendo di aver solo chiesto tempo per visionare meglio i bilanci e capire che cosa accadrà se Retesalute allargherà i propri confini operativi e societari. Una mossa che ha disorientato la stessa struttura dell'azienda già scricchiolante a causa di un Presidente poco attivo e spesso contraddittorio. Durante il Consiglio comunale dell'altra sera Brivio si è scagliato contro i giornali che hanno bollato questa manovra come un tentativo di affossare Retesalute impedendone la ricapitalizzazione e l'ampliamento della struttura organica e operativa. Un'azienda per diluire i costi fissi normalmente tende ad aumentare i ricavi. Ed è quello tradotto in soldoni che pensano quattro esponenti su cinque del CdA. Ma Brivio vuole capire meglio. Anzi vuole un advisor, uno di quei superesperti di finanza straordinaria la cui ricerca richiede mesi e, per i risultati dell'indagine, altri mesi. Diciamo un anno da oggi. Giusto il tempo di far scappare i comuni interessati all'esperienza di Retesalute (quattro dell'oggionese e nove del caratese) e mettere in ginocchio l'azienda priva della necessaria ricapitalizzazione. Ma Brivio ha ribadito che lui vuole solo capire. Strano perché durante gli anni della battaglia sull'acqua pubblica non aveva mai mostrato tanto interesse a capire. Qualche slide e le rassicurazioni dei vertici del PD lecchese e subito si era accodato al progetto. Che, come noto, si è concluso nella maniera indicata anni prima da Merate. Anche in quell'occasione Paolo Brivio si era espresso più volte a favore delle tesi messe a punto tra Sirtori, Valmadrera e Lecco. Crediamo sappia bene che il tempo gioca contro, tremendamente contro, il destino di Retesalute. Ma nonostante ciò ha portato avanti la sfida al CdA, a Merate, a Casatenovo ottenendo lo sperato rinvio. Il CdA però non si è dato per vinto e ha approvato due delibere per avviare subito la ricapitalizzazione dell'azienda e il rafforzamento della pianta organica. Con voto unanime, Presidente compreso. Ora gli atti deliberativi tornano in Assemblea. E lì si misurerà la buona fede di Paolo Brivio. Resta curiosa la posizione dei suoi predecessori, entrambi di sinistra, Marco Molgora e Paolo Strina. I due sono solitamente molti attivi, il primo in particolare è tra le menti pensanti della sinistra di Merate, di nuovo sul campo per aiutare a redigere la lista 2019. In questa occasione invece sono stranamente silenti. Eppure i due sanno bene che senza massa critica Retesalute rischia l'implosione e che, soprattutto, l'Impresa sociale voluta da Lecco con il socio privato erogatore dei servizi, in maggioranza ha visto un solo partecipante alla gara: Consolida. E sanno altrettanto bene come a Lecco si punti a far sì che l'Impresa sociale acquisisca i servizi di tutti i comuni della provincia. Come mai Molgora e Strina si sono dati alla latitanza?
Claudio Brambilla
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