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Scritto Giovedì 18 ottobre 2018 alle 11:46

A proposito di Retesalute

A fronte di quello che la stampa locale ha ormai bollato come "il caso Retesalute", la Cisl Monza Brianza Lecco ribadisce le posizioni espresse un anno fa in un documento unitario relativo alla nuova forma di gestione associata dei Servizi sociali nell'Ambito distrettuale di Lecco.
Sgomberando il campo da equivoci, va anzitutto ribadito che non è in discussione la qualità dei servizi erogati fino ad oggi. Ciò detto, il principio della separazione tra funzione programmatoria e funzione gestionale già stabilito dalle Linee di indirizzo per i Piani di Zona 2015/17 e dalla L.R. 23 /2015 (Evoluzione del Sistema Sociosanitario Lombardo) rimane in ogni caso una questione centrale aperta, in vista dell'obiettivo di superare il conflitto potenziale nella coincidenza tra chi progetta e decide strategie ed allocazione di risorse e chi queste strategie deve attuare e queste risorse deve impiegare.
La Cisl Monza Brianza Lecco, pur nel convincimento che siano maturi i tempi per una programmazione unitaria dei Servizi sociali che valga per l'intero territorio, ritiene che le tre distinte forme di gestione negli Ambiti distrettuali di Lecco, Merate e Bellano mantengano la loro ragion d'essere - al di là delle logiche di mera appartenenza storico-geografica e politica - solo a due precise condizioni: la prima è che a tutti i cittadini siano garantiti omogeneità e qualità dei servizi erogati, indipendentemente dal modello utilizzato, la seconda sta nell'assicurare efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa.
Rimane pertanto prioritario, a fronte del fatto che il territorio provinciale continua a presentare differenze importanti nella disponibilità dei servizi per i cittadini secondo il luogo di residenza, garantire omogeneità e pari opportunità nella fruizione. "Questo obiettivo - afferma Mirco Scaccabarozzi, della Segreteria Cisl Monza Brianza Lecco - "rende ineludibile un costante confronto tra le politiche di indirizzo e la loro gestione, nonché un loro coordinamento".
Si rende inoltre necessaria una forte presenza della politica non solo nella fase programmatoria, ma anche nella fase di controllo e verifica della natura e della qualità dei servizi erogati dagli enti gestori dei servizi sul territorio.
"Le diverse soluzioni adottate - conclude Scaccabarozzi - devono in ogni caso salvaguardare quantità e qualità dell'occupazione in essere".
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