Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 299.970.491
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 22/05/2019

Merate: 20 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 23 µg/mc
Lecco: v. Sora: 12 µg/mc
Valmadrera: 15 µg/mc
Scritto Venerdì 12 ottobre 2018 alle 23:35

Retesalute: una criticità chiamata Salvioni. Ovvero storia di un Presidente ''bifronte''

Tra diverse criticità amministrative, dal trattamento di fine rapporto non contabilizzato in bilancio al mancato dettaglio della voce "fatture da ricevere" (peraltro normale in ogni stato patrimoniale, salvo poi trovare il dettaglio nella nota integrativa), l'Azienda Speciale Pubblica Retesalute ha un problema di fondo, quasi un macigno: Alessandro Salvioni. Il Presidente, che non doveva essere tale se Marco Panzeri, al termine del primo mandato, non avesse tergiversato tra il sì e il no alla ricandidatura. Perché se avesse detto subito sì il centrosinistra, la sua area, e il centrodestra lo avrebbero votato all'unanimità.

Marco Panzeri agli albori di Retesalute

 
Alessandro Salvioni deve avere qualche difficoltà a dialogare con se stesso (con il personale dell'azienda il problema lo risolve facendosi vedere solo saltuariamente). Eh sì perché dapprima ha approvato il piano di rilancio, licenziato con voto unanime dal Consiglio di Amministrazione del 1° ottobre (CLICCA QUI). Poi, invece, in assemblea, l'8 ottobre su assist fin troppo spudorato del sindaco di Sirtori Davide Maggioni ne ha preso le distanze, quasi ripudiandolo. Ma giusto per essere coerente nell'incoerenza, nel corso del CdA del 10 ottobre ha votato il verbale della seduta precedente che, ovviamente, si riferiva al verbale del 1° ottobre. Ne prendano nota non i 9 nove sindaci dei comuni proponenti l'integrazione al piano - di sicuro troppo interessati al rinvio del rilancio - ma gli altri 5 che si sono accodati. Salvioni ha votato e rivotato il piano di rilancio senza se, senza ma e senza integrazioni.
 

Alessandro Salvioni


Non solo ma nella seduta del 10 ottobre ha approvato (voto unanime anche stavolta) le due proposte di delibera presentate dal consigliere Valerio Colleoni, d'accordo i colleghi Giacomo Molteni, Emilio Vulmaro Zanmarchi e Rita Bisanti che entro poche settimane  costringeranno i soci dell'azienda a dire sì o no all'aumento di capitale sociale fino alla concorrenza di 400mila euro in tre anni e allo stanziamento di risorse aggiuntive per dotare la società di figure professionali quali il responsabile amministrativo, ritenute dal CdA compatto come "indispensabili" per garantire la qualità dei servizi erogati a prescindere dalle decisioni che saranno assunte in merito all'ampliamento o meno ai comuni dell'oggionese e del caratese.
 

Emilio Zanmarchi e Giacomo Molteni

Valerio Colleoni e Rita Bisanti


La parte più significativa del piano di rilancio viene estrapolata dal documento che l'assemblea  non ha potuto votare per la resistenza dei comuni che giocano in ogni occasione la carta del rinvio e trasformata in due atti deliberativi capaci di misurare la volontà di ogni singola amministrazione locale.
Parallelamente la stessa assemblea dovrà esprimersi in merito alla  mozione presentata  da alcuni comuni guidati da Merate e Casatenovo con la quale si chiedono tempi certi per le procedure, a partire dalla revisione dello statuto (la cui approvazione comporterà le dimissioni del CdA, si pensa entro dicembre) per consentire ai comuni dell'oggionese di entrare a pieno titolo in Retesalute già a partire dal gennaio o al massimo febbraio 2019.
Le date sono fondamentali - ben lo sanno i 9 - perché questi quattro comuni, Oggiono, Nibionno, Sirone e Ello, hanno già deliberato da mesi la loro richiesta di entrare nell'azienda meratese ottenendo dal distretto di Lecco di cui fanno parte la garanzia di erogazione dei servizi solo fino alla fine di gennaio. Sono quattro comuni che non hanno aderito alla proposta di delegare i servizi sociali a una impresa sociale, strada intrapresa tra mille difficoltà dal distretto di Lecco. Ma se non entrano in Retesalute avranno seri problemi a garantire la continuità del servizio al cittadino.
La risposta che Retesalute  saprà dare a sindaci oggionesi sarà attentamente valutata  anche dagli 8 o 9 comuni del besanese-caratese  in  trattativa anche loro da mesi  per entrare nell'azienda speciale di piazza Vittorio Veneto di Novate.
Ci sono elementi che fanno ritenere che la prossima assemblea finalmente porrà fine al gioco dei ritardi e dei rinvii. Un esempio di come tirare in là col ricorso ai paroloni? Eccolo. Tra le proposte di integrazione c'è l'inserimento di un advisor (tipo PWC) voluto da Stefano Motta di Calco che, se attuata, allungherebbe l'iter del piano di rilancio al dicembre 2019, sempre che il suddetto advisor dia parere positivo. Nel frattempo l'Impresa sociale lecchese, il cui capitale sarà a maggioranza nelle mani del partner privato (...) darà il via alla propria attività. Pronta per accogliere quel che resta di Retesalute. Perché, per quanto gli interessati neghino con forza, questo è il piano vero che sta alla base delle manovre dilatorie. Altro che certezza dei conti e eccesso di esborsi per i comuni soci. L'aumento di capitale di 400mila euro ripartito su 23 soci - senza "pesare" le diverse quote - in un triennio fanno poco più di 5mila euro l'anno. In cambio di 31 servizi, definiti di "eccellenza" dall'ATS e, soprattutto, da coloro che ne usufruiscono.
In tutto questo la figura chiave è Alessandro Salvioni, deciso a restare al suo posto anche oltre il 31 dicembre, avendo già calendarizzato impegni fino ad aprile 2019. Vorrà perseguire davvero gli interessi dell'azienda che presiede? Se sì avrà il supporto di un CdA preparato e efficiente. Se no, si troverà probabilmente solo perché è difficile che gli estensori del piano di rilancio resteranno al loro posto in caso di bocciatura.
Salvioni deve sapere che senza il suo impegno non possono fare molto i quattro consiglieri. Se la sente di passare agli annali come l'affossatore dell'azienda speciale pubblica Retesalute, modello preso a esempio a livello regionale, primo in Lombardia a rappresentare concretamente il cardine della riforma, cioè l'integrazione tra il sociale e il sanitario? Se la sente davvero?
Claudio Brambilla
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco